‘Quell’insulto omofobico mi ha davvero ferito’, parla l’uomo discriminato perché gay

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E’ ancora sconvolto e senza parole il senese che è stato vittima di una incredibile e ingiustificabile discriminazione ad uno sportello bancario della nostra città. “Lei è finocchio, io non la servo”, si è sentito dire da un cassiere dopo che lui aveva chiesto di poter fare una semplice operazione bancaria. Sono stati attimi terribili per quest’uomo e anche per quanti hanno assistito alla scena. Attimi di silenzio dopo la frase detta dal cassiere senza manifestare pulsioni né emozioni, come se fosse la cosa più tranquilla e normale da dire. “Sono rimasto allibito, senza parole”, racconta oggi il senese discriminato.

Il suo animo è stato fortemente colpito da una frase detta da un uomo che neppure lo conosceva. L’insulto non aveva alcun motivo di essere pronunciato: i due uomini non si conoscevano affatto. “Io non l’avevo mai visto”, dice il senese aggredito verbalmente. Si tratta quindi esclusivamente di un classico insulto di tipo omofobo. Poche parole, dette con clamorosa naturalezza, che hanno creato un solco molto doloroso nell’animo di un’altra persona. “Ancora oggi – dice ancora il senese – non riesco a capacitarmi di quanto è avvenuto”. Per fortuna il mondo non è fatto solo di individui che non rispettano il prossimo. Ed ecco che un collega del cassiere, accortosi della situazione, ha chiamato il cliente a sé: “Non si preoccupi, venga da me che facciamo questo bonifico”. Così è stato possibile effettuare l’operazione bancaria. Ma il fatto di cronaca resta, e come sempre dal piccolo possiamo andare al grande, dal micro possiamo parlare e commentare la macro-realtà di un contesto (senese? italiano?) in cui forse negli ultimi tempi sta diminuendo il rispetto e la tolleranza nei confronti del prossimo. Parliamo con il senese discriminato e lo sentiamo ancora colpito da quanto è avvenuto.

Come si sente adesso?

“Di fronte ad una cosa del genere sono veramente allibito. Sul momento sono rimasto senza parole. A dire il vero ancora adesso non riesco a commentare una vicenda simile. Tra l’altro ricorderei a questo signore che mi ha insultato che lui lavora al pubblico e che prende uno stipendio anche grazie al mio conto corrente. E aggiungo che l’omofobia è una forma di razzismo: oggi ha offeso me, magari in futuro potrà offendere una persona perché ha un colore diverso della pelle o perché è di un’altra religione. Il mio percorso di vita è stato deviato da un problema di questo signore, questa è la cosa più grave. La sessualità riguarda ognuno di noi e francamente io non conoscevo neppure quest’uomo. Ero vestito in maniera normalissima e non avevo fatto nessuna cosa particolare. Voglio dire: negli anni ‘70 magari andava di moda un certo tipo di abbigliamento che aveva l’obiettivo di abbattere il modello di machismo che poteva esistere in una certa società. Io invece ero assolutamente tranquillo e vestito come tutti. Il problema insomma è tutto di questo individuo”.

Vuole dire qualcosa a questa persona che l’ha insultata?

“Credo che ormai non sia più il tempo di dire niente. Purtroppo io credo che non si tratti di un problema locale, ma nazionale. In questi ultimi anni siamo stati abituati a un certo tipo di politica che ha finito per instaurare una mentalità di scarso rispetto anche verso il mondo gay. Negli ultimi anni c’è stato un generale abbassamento culturale e probabilmente sono aumentate le persone che vedono l’altro come un nemico da attaccare e offendere. Comunque non mi interessa parlare con questa persona, quello che pensa lui è il contrario di quanto penso io”.

Ma a Siena le era mai successo qualcosa di simile?

“Io non credo, come le ho detto, che sia un problema di Siena. Purtroppo in Italia ci sono persone che non sono capaci di rispettare il prossimo. E’ come il magma di un vulcano: è lì, pronto ad esplodere e venire fuori in determinate circostanze. Lo si è visto con la terribile tragedia di Firenze e, nel piccolo, anche nel mio caso. La cosa strana è che quest’uomo che detto la frase in questione con un tono di voce pacato, come se non lo facesse per provocare ma come se dovesse dire un suo pensiero che giudicava giusto e legittimo. Io credo che il fascismo ed il razzismo siano mali difficili da sradicare. Dobbiamo rimanere tutti all’erta e vigilare affinché simili fatti discriminatori siano sempre conosciuti e segnalati”.

Gennaro Groppa