Col Siena Jazz si cambia musica al carcere di Santo Spirito




La musica quale strumento di riabilitazione per rendere la pena sempre più rispondente al dettato costituzionale di contrarietà alla disumanità e tesa alla rieducazione del condannato. E la grande capacità di intuizione e la forza di volontà del direttore del carcere di Santo Spirito, Sergio La Montagna concretizzano le idee: ecco come nasce il progetto che da domani troverà corpo e durerà in via sperimentale fino alla fine di giugno. Si chiama “Si cambia musica” e nasce nato dall’idea e dalla collaborazione dell’Osservatorio Carcere della Camera Penale di Siena e Montepulciano, dell’associazione Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz – e del direttore della casa circondariale di Santo Spirito.
Il musicista Giulio Stracciati avvicinerà allo studio ed alla conoscenza del vibrante e dolce suono della chitarra nove ragazzi ospiti dell’istituto detentivo che si confronteranno con una materia ed una disciplina che “accarezza” l’animo umano sin nel profondo aiutando tutti nella difficile comprensione di se stessi, nella finalità sempre perseguita di ovviare alla recidivanza perché un detenuto “libero” nell’animo è una persona che saprà ricollocarsi nella società in forme costruttive e lontane da ogni ulteriore devianza, perché ha visto e conosciuto e praticato la bellezza anche della musica.

La collaborazione tra l’istituto penitenziario e Siena Jazz, storica istituzione ormai riconosciuta leader del settore dell’alta formazione musicale jazzistica a livello europeo, si colloca tra le attività di promozione e diffusione dell’educazione musicale proprie dell’istituzione. Siena Jazz da sempre vede nella musica una via per lo
sviluppo ed il recupero di quella sensibilità e percezione umana, che consentono di liberare le idee e le energie positive proprie di ogni persona, anche nelle condizioni di difficoltà, rappresentando, la musica, uno strumento per superarle. Il progetto si affianca a un percorso formativo già in corso di svolgimento, frutto della collaborazione tra la Casa Circondariale e l’Istituto Superiore di Studi musicali “Rinaldo Franci” di Siena i cui allievi lo scorso anno, in occasione della Festa della Musica, tennero un concerto in carcere a beneficio della popolazione detenuta. Dalla
collaborazione tra i due Enti ha infatti preso il via da qualche mese un corso di educazione musicale: la missione formativa alla base dell’attività del Franci, che trova in quest’iniziativa una delle proprie realizzazioni in ambito sociale, rappresenta un elemento distintivo e proprio della musica che si connota per il suo potenziale
educativo, relazionale e consolatorio, per la sua capacità di rendere speranzoso l’avvenire anche per chi è recluso.