Carabinieri, il colonnello: “Un territorio da presidiare, un popolo da proteggere”

Cerimonia per i 202 anni dell’Arma: il comandante provinciale dei carabinieri Giorgio Manca, traccia il bilancio di un anno di attività, plaude ai giornalisti e invita apertamente a una collaborazione per la tutela del territorio

Non succede spesso anzi, non succede mai che il lavoro dei giornalisti riceva una gratificazione. Molto più facilmente e di frequente la categoria viene additata come tra le peggiori in assoluto, sia a livello professionale che a livello morale. E’ per questo che ci emoziona ancora di più l’intervento del colonnello Giorgio Manca, comandante provinciale dei carabinieri, in occasione della cerimonia per i 202 anni dell’Arma: “Saluto agli organi di informazione, di cui abbiamo il massimo rispetto, ben sapendo quanto sia importante il ruolo di un’informazione libera e obiettiva per la conoscenza della verità e l’affermazione di una società altrettanto libera e civile. I media, com’è noto, rappresentano il polso della percezione della sicurezza nella comunità e, al pari, sono il tramite per la fondamentale funzione di quotidiana e periodica rendicontazione sociale che, in un Paese democratico, obbliga ciascuna istituzione a comunicare cosa, quanto e come svolge i propri compiti a favore della popolazione”.
Negli anni abbiamo assistito a tante cerimonie e discorsi ufficiali e mai nessuno, come in questa occasione, aveva ringraziato anche i giornalisti per il lavoro quotidiano che svolgono cercando di essere sempre, davvero, la cartina al tornasole della percezione della sicurezza ma anche i narratori dei fatti di cronaca, molti dei quali difficili da raccontare (non solo a livello tecnico ma soprattutto emotivo).

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Comprensibile a volte la rabbia del pubblico nei confronti della categoria perché è la stessa rabbia che proviamo anche noi di fronte ad atteggiamenti di ‘colleghi’ del tutto fuori luogo, che non conoscono minimamente la deontologia professionale. Questo però non deve voler significare, per i giornalisti come per tutte le altre categorie, fare di tutta l’erba un fascio. Dietro le tastiere e gli schermi, dietro le telecamere o le pagine dei giornali così come dietro alle divise ci sono persone. E le persone non sono tutte uguali.

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Quello che però colpisce è il garbo, la convinzione anche, con i quali il colonnello Manca si è rivolto agli organi di informazione in occasione di una cerimonia ufficiale. Di certo un’apertura (per altro mai negata negli anni anche da coloro che lo hanno preceduto ma oggi ancora più forte) e uno spirito di collaborazione che non possono che essere costruttivi in un momento in cui questo territorio ha bisogno che questo si faccia: costruire e non demolire, essere uniti e non avere sempre il coltello tra i denti.
C’è di più: oltre ai mezzi di comunicazione, il colonnello Manca, che dirige il comando provinciale dei carabinieri da nove mesi, si è rivolto al mondo delle Contrade con lo stesso tono positivo e aperto, mostrando di avere ben compreso quale sia l’atteggiamento giusto in un territorio ampio che, proprio nel capoluogo, trova il proprio tessuto sociale più solido. Il Magistrato delle Contrade ha donato all’Arma le bandiere delle diciassette Consorelle e il colonnello ha ringraziato pubblicamente i priori, presenti alla cerimonia: “…Si tratta di un unicum per la storia tra Siena e l’Arma, una storia che scrive pagine memorabili anche nei momenti più caldi del Palio quando il drappello dei carabinieri a cavallo anticipa con la carica le tensioni della carriera. Sono veramente orgoglioso di essere testimone di questo magnifico dono la cui portata appare evidente. Da sempre, nella storia dell’uomo i simboli sono il collante che serve per cementare ed amalgamare ogni comunità: in terra di Siena, e nella cittadinanza insediata nel capoluogo in modo particolare, è profondamente sentita la tradizione contradaiola che coniuga popolo, territorio e ritualità sotto i colori delle rispettive bandiere. Ma se riflettete bene questi emblemi sono gli stessi per la comunità dei carabinieri: la bandiera, un territorio da presidiare, un popolo da proteggere. Emerge quindi una profonda e strettissima affinità tra questo territorio, caratterizzato dallo spirito delle Contrade, e l’Arma dei carabinieri poiché entrambi condividono lo stesso senso di appartenenza seppur con declinazioni differenti”.

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Poi ci sono i dati, i risultati operativi di un anno di attività e che interessano gli oltre 270mila cittadini che risiedono e operano sul territorio provinciale “e ci affidano – ha aggiunto il colonnello – il compito di proteggerne e favorirne lo sviluppo sociale, economico e culturale. E dunque, nel periodo che va dal 1 giugno 2015 al 31 maggio 2016, i Carabinieri di questa provincia hanno proceduto per 6.798 reati (si tratta dell’88% dei reati totali consumati), con l’arresto di 144 delinquenti (l’80% degli arresti complessivi) e la denuncia in stato di libertà di 1436 indagati (è il 68 % delle denunce totali nel senese); in particolare, per quanto attiene ai reati predatori, l’Arma ha perseguito il 90% dei furti commessi, arrestando 45 ladri e denunciandone altri 150. Sotto il mero profilo preventivo sono stati svolti 31.375 servizi esterni, suddivisi tra pattuglie e perlustrazioni, con una media pari a 2.614 servizi al mese ed un dato giornaliero medio di 87 pattuglie sul territorio”.

Le parole del comandante Manca sono state anche un omaggio ai carabinieri “che si sono sacrificati per la difesa della patria e nella lotta alla criminalità per la sicurezza delle istituzioni. Idealmente, per tutti gli eroi dell’Arma, il ricordo va al maresciallo Silvio Mirarchi, barbaramente colpito a morte pochi giorni fa nelle campagne trapanesi, ai nostri commilitoni Euro Tarsilli e Giuseppe Savastano, caduti nel 1982 a Monteroni d’Arbia sotto il fuoco terrorista, a Mario Forziero e Nicola Campanile, appena commemorati qui a Siena a 26 anni dalla loro morte. Un affettuosissimo saluto va alla Signora Annida Tassi, oggi tra noi e figlia del Carabiniere partigiano Vittorio Tassi, che tra pochi giorni ricorderemo con una sentita cerimonia a Radicofani. Sono inoltre presenti l’Appuntato Vito Torres, Medaglia al Valor militare che fu gravemente ferito nel 1992 in un conflitto a fuoco con una banda di camorristi nel casertano, ed il Brigadiere Cosimo Visconti, Croce al Merito dell’Arma dei carabinieri, ferito nell’attentato di Nassyria del 2003. Vito e Cosimo siamo felici che abbiate voluto partecipare agli odierni festeggiamenti”. E, consegnando i riconoscimenti, da segnalare i numerosi encomi per il capitano Danilo Ferella, comandante della stazione di Poggibonsi.

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I saluti del colonnello sono stati per il Prefetto Renato Saccone, per il Procuratore capo Salvatore Vitello, per tutte le autorità e infine per i suoi uomini (e donne) e per il lavoro che svolgono quotidianamente.

Una cerimonia che ha avuto un sapore diverso dal solito, lontana dai ‘fasti’ cui questo territorio era abituato fino a qualche anno fa eppure di una sobrietà elegante, pulita, sentita da tutti i presenti. Un’atmosfera più vera e raccolta anche mentre l’inno di Mameli faceva cantare tutti, col rispetto che si deve alle istituzioni e a un Paese che è il nostro.

Un’atmosfera che per noi giornalisti è stata un grande riconoscimento. Grazie.
Katiuscia Vaselli