Agricoltura senese danneggiata dal maltempo: per la Provincia sussistono le condizioni di eccezionalità

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L’amministrazione provinciale di Siena si è fatta carico delle segnalazioni arrivate dal mondo agricolo senese, preoccupato per le rilevanti conseguenze del maltempo sulle attività e le produzioni, trasmettendo una relazione dettagliata sui dati pluviometrici riferiti al periodo compreso tra novembre 2012 e marzo 2013 alla Regione Toscana e ad Artea, l’Agenzia regionale toscana per le erogazioni in agricoltura. Le verifiche in campo e la lettura dei dati hanno evidenziato, nel periodo in questione, precipitazioni che, per frequenza ed entità delle piogge, sono state notevolmente superiori alla media dei sei anni precedenti. Un quadro tale da far ritenere alla Provincia che sussistano le condizioni di “eccezionalità” previste all’articolo 9 comma 2 del Decreto del Ministro dell’Agricoltura e Foreste numero 1229 del 31 gennaio 2008.

 

“La consistente piovosità registrata fra lo scorso autunno e il mese di marzo – spiega il dirigente del Settore sviluppo rurale della Provincia di Siena, Paolo Bucelli – è stata l’ennesima complicazione climatica che ha colpito l’agricoltura senese, dopo la severa siccità registrata nell’estate 2012. Le piogge eccezionali hanno reso pressoché impossibili le normali operazioni di semina delle colture autunno-vernine e hanno compromesso la vegetazione di quelle realizzate, impedendo il rispetto dell’avvicendamento colturale. Il rischio maggiore è quello di compromettere la produzione 2013 per le aziende biologiche e integrate”.

 

“In un territorio caratterizzato da produzioni di qualità come quello senese – sottolinea ancora il dirigente – sono molte le aziende che attuano la conduzione dei terreni con metodi di agricoltura biologica o integrata, così come è elevato il numero delle imprese agricole che usufruiscono del regime di aiuto previsto dall’articolo 68 del regolamento comunitario numero 73 del 2009. Il sostegno viene erogato a condizione che il ciclo di rotazione biennale preveda, nella stessa superficie, la coltivazione, in alternanza, tra colture depauperatrici, quali cereali autunno-vernini, e colture miglioratrici, come le leguminose. Una rotazione resa praticamente impossibile da cinque mesi di piogge, di cui è importante che i soggetti competenti tengano conto per tutelare la nostra agricoltura. I dati contenuti nella relazione preparata per la Regione e Artea – conclude Bucelli – evidenziano condizioni tali affinchè i soggetti preposti procedano al riconoscimento dell’eccezionalità di un andamento climatico avverso. Sarebbe un passo avanti importante per evitare ulteriori difficoltà agli agricoltori, in un contesto già particolarmente critico”.