A
ABBASSARE IL CAVALLO
Mandare il cavallo verso linterno della pista. Il fantino compie la manovra tirando
le redini dalla parte destra e non servono particolari accorgimenti in quanto il
cavallo per sua natura tende a fare la traiettoria più corta.
ACCATTO
L'usanza dei bambini di bussare alle porte del rione o di andare dai commercianti
per chiedere con appositi bussolotti delle offerte per il materiale di allestimento
del tabernacolo della Festa della Madonna. Questo è l'unico uso rimasto dell'accatto,
che un tempo aveva anche altre forme, ad esempio l'accatto per le pore anime.
ADDESTRAMENTO DEI CAVALLI
Si intende l'attività prevista dal Comune di Siena, nel periodo compreso tra marzo
e giugno, al fine di addestrare i cavalli che sono stati ammessi all'interno del
protocollo equino. Nel programma sono previste delle riunioni di corse a premi,
di solito negli impianti di Monteroni e Monticiano, e delle prove regolamentate
nella pista di Mociano.
ALBO DEGLI ALLEVATORI
All'interno del protocollo equino, dall'anno 2000, è previsto l'albo degli allevatori.
Per iscriversi, l'allevatore deve avere determinati requisiti: essere conosciuto
nell'ambiente paliesco, possedere esperienze adeguate nel settore allevatoriale,
possedere o disporre immobili adatti all'allevamento del cavallo.
ALBO DEI CAVALLI
All'interno del protocollo equino è istituito l'albo dei cavalli, l'iscrizione all'albo
è fondamentale per la partecipazione al Palio. All'albo possono essere iscritti
solo ed esclusivamente i cavalli mezzosangue, di origine varia, meticci, del tipo
corsa, con percentuale di sangue inglese inferiore al 75%, da comprovarsi tramite
certificato Unire o libro genealogico estero separato. Inoltre, devono rispondere
a determinati parametri biometrici: per i cavalli con stinco di circonferenza 19
centimetri, da 150 a 154 centimetri di altezza al garrese; per i cavalli con stinco
di circonferenza 19,5 centimetri, da 154 a 162 centimetri di altezza al garrese;
per i cavalli con stinco di 20 centimetri, da 162 a 165 centimetri di altezza al
garrese. Il torace dovrà essere compreso tra 170 e 185 centimetri. I cavalli di
età inferiore o uguale a tre anni non dovranno superare l'altezza di 162 centimetri.
ALBO DEI PROPRIETARI
All'interno del protocollo equino è istituito, dall'anno 2000, l'albo dei proprietari,
al quale per iscriversi ogni persona deve avere determinati requisiti: essere notoriamente
conosciuto nell 'ambiente paliesco, possedere esperienza adeguata nel campo dei cavalli,
possedere o essere affittuario di strutture per il mantenimento e l'addestramento
di cavalli, oltre ad adempiere al regolamento dell'albo. Il proprietario quindi
è obbligato, pena la radiazione dall'albo, a consentire la visita veterinaria del
proprio cavallo e a dichiarare tutti i trattamenti farmaologici fatti al cavallo;
pena la mancata erogazione del contributo, è obbligato a far partecipare il proprio
soggetto alle corse di addestramento salvo assenza motivata e di iscriverlo alla
tratta del Palio, sempre salvo assenza motivata.
ALBO DELLE FATTRICI
L'albo delle fattrici comprende le cavalle tra i 3 e i 15 anni, esclusivamente di
razza purosangue inglese, purosangue arabo e mezzosangue tipo corsa. Le fattrici
sono poi divise in tre categorie: alla categoria A, appartengono le fattrici morfologicamente
perfette, vincitrici di Palii o altre corse, madri di vincitori o altre corse, non
infortunatesi in carriera; alla categoria B, appartengono le fattrici morfologicamente
idonee e vincitrici o madri di vincitori; alla categoria C, appartengono le cavalle
morfologicamente idonee.
ALFIERE
Colui che gira la bandiera. La figura dell'alfiere nacque nel 1600 come segnalatore
in battaglia. Sul campo l'alfiere rappresentava l'orgoglio cittadino, portando spesso
le insegne comunali. Era soprattutto usato per comunicare alla truppe il momento
opportuno per l'attacco, attraverso lo sventolio di vessilli di diversi colori,
forme e misure secondo codici ben precisi. Oltre a dover essere riconoscibili dalle
proprie truppe, gli alfieri erano custodi di importanti segreti relativi al tipo
delle loro comunicazioni e conoscevano diverse lingue per poter comunicare con i
nemici. Col passare del tempo l'arte degli sbandieratori si è evoluta fino a diventare
un esercizio, un gioco di abilità anche acrobatiche. Ogni comparsa in piazza del
Campo prima del palio ha due alfieri, che si posizionano dietro al tamburino. Durante
il Giro gli alfieri sono in maggioranza rispetto ai tamburini. Sempre accompagnati
da un tamburino, due alfieri rappresentano la Contrada anche nelle cerimonie ufficiali
non inerenti al Palio. Queste sono: la cerimonia di SantAnsano, i festeggiamenti
in onore di Santa Caterina, il trasferimento del Palio in Provenzano o in Duomo,
la processione dei ceri e dei censi. Ogni alfiere deve saper girare la bandiera
con entrambe le mani perché le braccia si possano riposare alternativamente. La
mano deve impugnare lasta piombata con tutte e cinque le dita, con l'indice, il
medio, l'anulare e il mignolo ad uncino e il pollice come guida di tutte le figure.
Nonostante lo sventolio coinvolga tutti gli arti superiori, è fondamentale per saper
girare la bandiera la forza del polso. In ogni scambio in cui non occorrono due
mani, l'altra deve stare al fianco.
ALLEATA
Contrada amica. In passato le alleanze oltre ad essere sentite erano sinonimo di
collaborazione reciproca anche durante il Palio. Oggi invece, anche se vengono comunque
rispettate, le alleanze si manifestano attraverso scambi di favori reciproci, come
i rinfreschi per le comparse per il Giro o i regali in caso di vittoria dell'alleata.
Alleanze: Aquila: Civetta e Drago Bruco: Istrice e Nicchio Chiocciola: Istrice,
Pantera e Selva Civetta: Aquila, Giraffa, Istrice e Pantera Drago: Aquila Giraffa:
Civetta, Istrice e Pantera Istrice: Bruco, Chiocciola, Civetta e Giraffa Leocorno:
Pantera e Tartuca Lupa: nessuno Nicchio: Bruco, Onda e Tartuca Oca: nessuno Onda:
Nicchio, Tartuca e Valdimontone Pantera: Chiocciola, Civetta, Giraffa e Leocorno
Selva: Chiocciola e Tartuca Tartuca: Leocorno, Onda, Nicchio e Selva Torre: Bruco,
Selva e Tartuca Valdimontone: Onda A Lupa e Oca, in quanto non hanno alcuna alleata,
è stato concesso dal Magistrato delle Contrade di organizzarsi reciprocamente il
rinfresco in occasione del Giro in città.
ALZATA
E' il completamento e il culmine della sbandierata. Consiste nello scagliare in
alto la bandiera sfruttando la forza centrifuga del piombo della bandiera per poi
riprenderla al volo con la mano opposta di quella che ha effettuato la sbandierata.
In occasione del Giro, lalzata è il segno di saluto dei due alfieri che consente
lingresso della comparsa nel territorio di unaltra Contrada.
AMMONIZIONE
Viene comminata ai fantini in caso di irregolarità o scorrettezze durante le fasi
della mossa o, più raramente, durante la corsa. L'ammonizione ha valore per i tre
Palii successivi effettivamente corsi al palio in cui è stata inflitta la sanzione.
Alla seconda ammonizione scatta la squalifica.
ANCALENA
Nella sbandierata semplice è il passaggio successivo al passaggio di vita e al romaiolo.
Si effettua mettendo la bandiera dietro la schiena e facendo l'otto da quella posizione.
Questa figura è detta ancalena per il movimento che effettua l'alfiere che accompagna
leggermente l'otto con le anche.
ANDARE A DRITTO
Si dice di un cavallo che rifiuta di girare alla curva. Si differenzia dall'entrare
alti in quanto il rifiuto del cavallo spesse volte è tale da girare dalla parte
opposta a quella comandata dal fantino. Con l'addestramento odierno dei cavalli
ormai andare a dritto è una rarità, ma fino agli anni 70 si assisteva a cavalli
che, probabilmente per disfunzioni cerebrali o cardiache, imboccavano il Chiasso
Largo invece della curva di San Martino o la Bocca del Casato anche se montati.
Esempio incredibile quello del fortissimo Pitagora che, quando si trovava in testa
a San Martino, si rifiutava sistematicamente di girare a destra imboccando invece
il Chiasso Largo.
ANDARE A PRENDERE IL CAVALLO
Si dice della persona incaricata dal Capitano di vestirsi da barbaresco in occasione
dell'assegnazione dei cavalli. Le Contrade spesso si affidano a personaggi emblematici
o particolarmente fortunati per svolgere questo ruolo, e qualche volta negli ultimi
anni si sono anche viste donne vestite da barbaresco per l'assegnazione dei cavalli.
E' curioso notare come ogni persona che va a prendere il cavallo (che per il regolamento
è in quella occasione il barbaresco) abbia delle montare particolari, magari vecchie,
o rechi con sé dei portafortuna particolari, quali spesso una rosa. La persona incaricata
per andare a prendere il cavallo, alcune volte viene dal Capitano scelta poco dopo
la conclusione della tratta, ma si tratta di casi abbastanza rari. Molte volte invece
la persona viene comunicata al popolo già alcuni giorni prima l'assegnazione dei
cavalli, e questa persona si sottopone a diversi riti scaramantici, la più famosa
è sicuramente la lavanda.
ANDARE DIETRO AL CAVALLO
Si dice del popolo della Contrada che accompagna il cavallo alla prova e dopo la
prova in Contrada. E' motivo di orgoglio di ogni contradaiolo andare dietro al cavallo
cantando ed è una delle pratiche che rendono affascinante il Palio. Addirittura,
in qualche Contrada vengono scelti gli uomini più prestanti e meritevoli per accompagnare
il cavallo nelle prime file del gruppo subito dietro la dirigenza.
ANEMIA INFETTIVA
Grave malattia del cavallo; si riconosce col test di Coggins, obbligatorio per presentarsi
alla corsa
ANGLO ARABO SARDO
È il cavallo da sella più adatto alle discipline sportive, il risultato di millenni
d'impegno degli abitanti della Sardegna che sono stati capaci di dare vita a un
cavallo davvero ottimo. Nei secoli i soggetti originari dell'isola sono stati incrociati
con i cavalli greci, cartaginesi, arabi ed andalusi. Il risultato di questi incroci
furono soggetti forti, molto vivaci, selvaggi, sensibili e docili. Nel quindicesimo
secolo, sotto il controllo degli Aragonesi, Ferdinando il cattolico, che era un
grande intenditore di cavalli, aprì ad Oristano il centro di allevamento reale e
fece importare alcuni stalloni andalusi. Dall'incrocio fra le due razze se ne ottennero
due tipi molto diversi: uno aveva caratteristiche fisiche molto più orientali, statura
piuttosto bassa, testa ben proporzionata e quadrata e garrese prominente; l'altro
era più tipicamente africano, caratterizzato da una statura maggiore. Le due varietà,
però, avevano in comune un carattere vivace e focoso, oltre alla velocità e ad una
notevole resistenza fisica. Il cavallo anglo arabo sardo è usato soprattutto per
le corse di velocità e salto ostacoli, ma anche per il cross country e trekking.
APPIOMBI
Rappresentano la corretta posizione degli arti a riposo. I difetti di appiombo si
stabiliscono tramite delle linee immaginarie dette appunto linee di appiombo, queste
vengono tracciate con l'animale tenuto in stazione quadrupedale forzata e successivamente
con l'animale a riposo. In base a queste linee è possibile stabilire eventuali difetti
di appiombo. I difetti di appiombo possono essere più o meno gravi ma tutti predispongono
a malattie degli arti ed interferiscono nella dinamica del cavallo. Mediamente il
peso di un cavallo si aggira sui 450 kg che vengono scaricati a terra tramite arti
relativamente piccoli. Ecco quindi che ogni variazione delle linee di appiombo viene
a procurare un sovraccarico di alcune parti rispetto ad altre con conseguente affaticamento
e deterioramento. Inoltre bisogna tenere presente che durante il movimento oltre
all'aumento dei carichi dovuto alla velocità, si avranno problemi di traiettoria
e difficoltà di passaggio con possibilità di attinture agli arti. Da quanto detto
si deduce che tutta la morfologia esterna del cavallo è importante ma sono ancor
più importanti gli arti e gli appiombi, specie per un cavallo da sella.
APPOGGIARSI
Vedi tirare in su e tirare in giù
APPOGGIO
Tempo di appoggio a terra dello zoccolo nel galoppo del cavallo
ARREMBATURA
Difetto di appiombi, si ha quando il nodello è spostato in avanti. Stinco e prima
falange sono quindi sulla stessa linea invece di essere angolati tra loro.
ASINATE
Palii di carattere carnevalesco che si disputavano sul Campo nei primi anni del
XVII secolo. Gli asini dipinti coi colori delle Contrade venivano spinti dai contradaioli
e al tempo stesso ostacolati dai contradaioli avversari, facendo inevitabilmente
finire lasinata in zuffa. Non riscossero grande successo, tantè che ne fu organizzata
una nel 1612 alla venuta a Siena di Cosimo II e pochi altri.
ASSEGNAZIONE DEI CAVALLI O TRATTA
Procedura con cui si sorteggia il cavallo con cui ogni Contrada correrà il Palio.
Una volta che i Capitani hanno scelto i dieci cavalli che prenderanno parte al palio,
questi vengono numerati in ordine crescente da 1 a 10 secondo il proprio numero
di coscia. Il numero viene applicato alla testiera della briglia e prende il nome
di numero d'orecchio. In un palco allestito appositamente davanti al palazzo pubblico
prendono posto il Sindaco, un Segretario, i Deputati della Festa e i dieci Capitani,
che si siedono dietro il banco del Sindaco in ordine di estrazione lasciando al
centro il Sindaco e il Segretario. Sotto il palco aspettano i barbareschi delle
Contrade in costume, ovvero coloro che sono stati scelti per andare a prendere il
cavallo, nello stesso ordine in cui sono seduti i Capitani. A fianco del palco con
il Sindaco e i Capitani, vengono esposti i cavalli scelti dai Capitani in ordine
d'orecchio, tenuti dai rispettivi accompagnatori. Sul palco prendono posto anche
due rotellini con altrettanti paggetti e i trombetti di Palazzo. Al primo squillo
delle chiarine, il Sindaco inizia a sfogliare in maniera palese i numeri da 1 a
10 indicanti i cavalli, li rinchiude in custodie tutte uguali (dette ghiandine)
che consegna al rotellino addetto all'urna dei cavalli, il quale provvede ad inserire
la ghiandina con la tessera nell'apposito contenitore per il sorteggio. Stesso procedimento
avviene per le tessere con su scritti i nomi delle dieci Contrade. Una volta concluse
le operazioni preliminari (dette in gergo imbossolamento), con il secondo squillo
di chiarine inizia il sorteggio vero e proprio. Il rotellino addetto all'urna dei
cavalli ruota la maniglia per mescolare le ghiandine allinterno del recipiente,
apre la finestrella e il paggetto estrae la ghiandina che porge al Sindaco. Il Sindaco
apre il piccolo contenitore e mostra alla Piazza la tessera dichiarando il numero
scritto sulla stessa. Il numero dichiarato corrisponde al cavallo che presto verrà
affidato alla Contrada che verrà immediatamente estratta con le stesse identiche
modalità dall'altro paggetto, coadiuvato dal secondo rotellino. Una volta assegnato
il cavallo, solo con la briglia ed il morso con cui ha partecipato alle batterie
di selezione, questo viene consegnato al barbaresco in costume della Contrada, che
provvede a portarlo in Contrada accompagnato dai contradaioli. Si procede così fino
ad esaurimento di cavalli e Contrade. Il cavallo assegnato non potrà per nessun
motivo essere cambiato. L'assegnazione pubblica dei cavalli è cosa abbastanza
moderna, fino agli anni venti del 900 l'assegnazione veniva fatta al chiuso (nel
Cortile del Podestà), come in effetti oggi avviene l'estrazione a sorte delle Contrade.
ASSEMBLEA
E' la riunione tra tutti i contradaioli di una Contrada. E considerato l'unica
sede in cui si possa discutere degli argomenti inerenti la Contrada, e viene spesso
raccomandato che i discorsi fatti in assemblea rimangano segreti. L'assemblea è
sovrana e ha il diritto di discutere e di decidere su ogni cosa sia inerente all'ambito
contradaiolo. Alcune Contrade votano anche il proprio Capitano in assemblea, senza
fare ricorso alle elezioni vere e proprie. Vengono chiamate in causa per questioni
che coinvolgano anche tutte le Contrade, come ad esempio la votazione sull'effettuazione
dei Palii straordinari ed eventuali ordini del giorno proposti dal Magistrato delle
Contrade.
ASSESSORE DELEGATO
E' l'Assessore addetto alla giustizia del palio. E nominato dal sindaco e svolge
la propria funzione attraverso ordinanze.
ASTA DEL PALIO
E' il palo, decorato con una spirale bianca e nera, che termina con una punta di
alabarda, che sorregge il palio. Quando il Palio viene attaccato nella sede della
Contrada, l'asta del Palio va in consegna al Capitano vittorioso.
ATTINTURA
Difetto dell'andatura del cavallo per cui sembra che lo zoccolo voglia tirar su,
cioè attingere qualcosa da terra. Si osserva sia negli arti anteriori che in quelli
posteriori; è una contusione inferta dal piede in movimento sull'arto opposto, tra
l'orlo coronario e lo stinco.
AUTORE DEL DRAPPELLONE
Colui che dipinge il Palio. Viene nominato dall'Amministrazione Comunale attraverso
un concorso che comporti trenta giorni di tempo per la presentazione dei bozzetti
e sessanta per la realizzazione del Palio. Spetta alla Giunta stabilire i termini
del concorso e nominare la Commissione per la scelta del miglior bozzetto, che dovrà
essere composta dal Sindaco, o da un Assessore delegato, che la presiede, e da quattro
membri, di cui uno di nomina del Magistrato delle Contrade. In seguito tutti i bozzetti
pervenuti saranno esposti al pubblico. Questo però non è il solo modo per determinare
la scelta dell'autore del drappellone: la Giunta infatti, come succede spesso, nomina
d'ufficio un autore. Per prassi i nomi degli autori dei palii sono ufficializzati
tra la fine di dicembre e linizio di gennaio precedenti ai palii. Di solito si
propende per un autore locale per il Palio di luglio, e per un autore di fama internazionale
per il Palio di agosto. Il primo autore del drappellone straniero fu Sho Chiba in
occasione del Palio del 2 luglio 1975 vinto dall'Istrice.
B
BALILLA
Sono i tamburi di rame che fino agli anni 80, ma in alcuni casi ancora adesso,
servono all'addestramento dei giovani tamburini. Si differenziano dai tradizionali
tamburi per le minori dimensioni e per la loro maneggevolezza. Erano della ex GIL
(Gioventù Italiana del Littorio) ed erano prodotti in serie dalla ditta Desiderio
di Verona).
BALLO DELL'ORSO
E' un vizio del cavallo provocato da estremo nervosismo che si manifesta con ondulazione
di tutto il corpo anche in posizione ferma. E' difficile molto difficile da curare.
BALZANA
Simbolo del Comune di Siena, bianco su nero. Il termine Balzana è la dicitura antica
di quello che oggi è in araldica il troncato, ovvero una divisione orizzontale a
metà di uno stemma. In Italia furono i ghibellini ad utilizzare la balzana come
proprio simbolo. L'origine dello stemma è antichissimo, si parla addirittura della
leggenda dei fratelli fondatori di Siena Senio ed Ascanio, che per inaugurare la
fondazione della città videro uscire dell'altare di Atena due fuochi sacri, uno
bianco ed uno nero. La balzana ha comunque notevoli significati, dati soprattutto
dalle varie interpretazioni del contrasto tra bianco (colore che in araldica rappresenta
però l'argento) e nero. Il valore che più incarna il carattere dei senesi è quello
della contesa tra due parti ben distinte, quali appunto il bianco e il nero. La
balzana è simbolo ufficiale del Comune di Siena, rappresentata nel gonfalone del
Comune ed in tanti altri posti, tra cui il carroccio ed il drappellone.
BANCHETTO ANNUALE
E' l'ultimo appuntamento ufficiale dell'anno contradaiolo. Intorno alla festa di
Sant'Ansano, che cade il primo dicembre, le Contrade si riuniscono ognuno con un
pranzo o una cena che non necessariamente viene fatta nei locali della Contrada,
per celebrare il capodanno dell'anno contradaiolo. Sul banchetto annuale ogni
Contrada ha le proprie usanze, soprattutto perché non cè una data ben precisa per
svolgere il banchetto.
BANDIERA
Oggetto fondamentale del palio con valore simbolico e semantico di ogni Contrada.
Rappresenta il simbolo di ogni Contrada e la identifica come diversa da tutte le
altre. L'alfiere è colui che gira la bandiera, ovvero compie con essa dei giochi.
Le bandiere sono utilizzate per comunicare alla Piazza l'ordine di estrazione a
sorte delle Contrade per il palio, vengono esposte ad alcuni palazzi in occasione
del palio, all'interno di Provenzano e del Duomo per il Palio, si trovano tutto
l'anno affisse in alcune chiese della città, sono il simbolo del Palio e di Siena.
Ogni Contrada, durante i propri festeggiamenti, addobba il proprio territorio con
le proprie bandiere che affigge usando i portabandiera che sono attaccati ai muri.
Anche ogni contradaiolo può esporre alla finestra di casa propria la bandiera della
Contrada, anche se con diverse restrizioni nel caso in cui non si trovi nel proprio
territorio.
Esposizione della bandiera alla propria finestra. In occasione della
festa titolare è consentita l'esposizione della bandiera per il giorno della Festa
Titolare e per quello precedente, sia che si risieda nel proprio rione, in altra
Contrada o extra-moenia. In caso della vittoria di Palio è ammessa l'esposizione
fino al giorno della festa della Vittoria per i contradaioli residenti nel rione
o extra-moenia, in caso ci si trovi in diversa Contrada per 15 giorni dopo la vittoria
del Palio e per il giorno della Festa della Vittoria e per quello precedente la
festa.
Realizzazione di una bandiera. Il drappo deve essere di pesante seta pura
per permettere i giochi degli alfieri, mentre l'asta deve presentare un'impugnatura
corta con un peso di piombo tale da bilanciare l'intero peso della bandiera. Il
drappo è composto da pezzi di seta di colori diversi, uniti fra di loro con dei
punti cuciti a mano con estrema precisione dalle bandieraie. Oggi si trovano sempre
di più bandiere stampate, ovvero in cui i colori della Contrada sono stampati su
leacril, anche se queste bandiere vengono per lo più utilizzate per gli allenamenti
degli alfieri e per il giro in campagna (non sempre). Una bandieraia per cucire
il vessillo parte dai modelli dei disegni delle bandiere per poi creare un modello
in compensato, sul quale viene tagliata la stoffa, i cui pezzi vengono uniti con
un sottopunto molto fitto, usando un filo del numero 60 ed un ago del numero 10.
Ogni bandiera deve presentare due facciate perfette e nessun rovescio: la stoffa
dopo essere stata fissata su un lato viene rovesciata sullaltro e nuovamente appuntata;
in pratica una bandiera viene cucita due volte in ogni sua parte. Ad un'estremità
della bandiera viene cucito il cannone della medesima stoffa entro cui passerà lasta.
Il cannone non deve essere aderente per evitare che la bandiera si rompa e per non
ostacolare i giochi degli alfieri. L'asta è ricavata da legno di faggio evaporato
privo di vene troncative. Misura dai dieci ai dodici millimetri di diametro in corrispondenza
della punta e circa due centimetri e mezzo nella parte dellimpugnatura, l'asta
è così sottile per non perdere flessibilità ed evitare di rompersi. La base dell'asta
è piombata e detta vacchetta perché ricoperta da pelle di vitello per facilitarne
l'impugnatura. L'asta viene infilata in un cono nel quale si cola del piombo: quando
il piombo si raffredda il cono viene sfilato dalla parte alta della bandiera. Altro
sistema è quello di fissare con dei chiodi delle lamine di piombo alla base dellasta.
Per controllare la giusta piombatura la bandiera deve essere impugnata sull'asta
cinque centimetri sopra il piombo e deve tenere una posizione verticale. In ogni
caso, non deve essere mai tenuta in posizione orizzontale altrimenti la fibra viva
del legno, che non ha alcun tiraggio, tende a piegarsi: per questo viene fatto un
piccolo foro in cima all'asta perché se non usata possa essere appesa in posizione
verticale. Le bandiere non devono stare in luoghi umidi affinché il legno resti
stagionato. Per ottenere una bandiera di piazza con lato 1,60 metri, occorrono circa
tre metri e mezzo di seta. Le bandiere su leacril vengono stampate da ditte del
nord Italia, basandosi su quadri di colore; più bandiere vengono stampate più il
prezzo è relativamente minore. Riguardo alle aste oggi sul mercato si tende a sostituire
il faggio evaporato con pino, acero, pitch-pine: o legni elastici ma meno costosi
del faggio. Le bandiere che si appendono di solito non hanno asta piombata.
La bandiera
come souvenir. Una grossa questione si è sviluppata all'interno del Consorzio per
la Tutela del palio per quanto riguarda la vendita libera di bandiere simili in
tutto a quelle delle Contrade pur non essendo originali. Le cosiddette bandiere
delle bancarelle, così come i fazzoletti delle bancarelle, sono con il passare
del tempo diventati un souvenir tipico di Siena. Il fatto che la vendita di queste
bandiere (che hanno minore dimensione, disegni e colori simili ma non uguali a quelli
delle bandiere delle Contrade) potesse togliere il commercio dei prodotti originali
delle Contrade ha fatto sì che si scatenasse la questione. A poco a poco il Consorzio
per la Tutela del palio sta aprendo al commercio di bandiere simili in tutto a quelle
di piazza del campo, anche grazie ad alcune concessioni rilasciate ad un sito internet
che vende bandiere per barche ed hotel. La cosa importante da sottolineare è però
come le bandiere originali delle Contrade non hanno niente a che fare sia con i
materiali che con i colori delle bandiere che si vendono sul libero mercato.
BANDIERA BIANCA
Bandiera che viene esposta ad una trifora del Palazzo Pubblico in caso in cui, per
cause di forza maggiore, l'inizio della prova viene ritardato.
BANDIERAIA
E colei che cuce le bandiere. Un'arte molto particolare della Contrada, un ruolo
strettamente femminile. In ogni Contrada esiste un gruppo di bandieraie, in cui
le più anziane insegnano alle ragazze l'arte di cucire le bandiere. Il mestiere
di bandieraia è celebrato nel canto popolare davanti a casa mia c'è un lampione/
ci sono quattro ragazze a ricamare
BANDIERA VERDE
Viene esposta alle trifore del Palazzo Comunale in caso di annullamento di una prova
o del palio. Il Palio, in caso di esposizione di bandiera verde, è rimandato al
giorno successivo.
BANDIERINO
Asta di ferro bianca e nera con un vessillo di metallo recante la balzana. E posto
come segnale di arrivo della corsa sullo steccato all'altezza della mossa, e agli
angoli interni delle curve di San Martino e del Casato, tutti con il vessillo rivolto
verso la direzione della corsa. Negli ultimi anni, a causa di alcuni incidenti occorsi
ai fantini, i bandierini delle curve sono stati sostituiti con dei bandierini di
materiale flessibile in plastica. Prima di queste ultime modifiche, le aste dei
bandierini erano state curvate verso linterno della piazza proprio per evitare
gli incidenti, ma questa precauzione non ha eliminato il rischio per cavalli e fantini,
quindi si è proceduti alla sostituzione.
BARATTO
Figura che compiono gli alfieri durante il corteo storico detta anche ponte (vedi).
BARBARESCO
Contradaiolo addetto alla custodia del cavallo. Requisito del barbaresco deve necessariamente
essere la conoscenza dei cavalli, in quanto custode e guardiano del cavallo durante
i quattro giorni. Il barbaresco è quello a cui viene consegnato il cavallo per l'assegnazione,
anche se per l'occasione spesso il ruolo viene ricoperto da una persona diversa
da quello ufficiale (vedi andare a prendere il cavallo). E' l'unico addetto della
Contrada, oltre al fantino e ai dirigenti, a poter accedere al Cortile del Podestà
durante le prove ed il palio, accompagnando il cavallo all'Entrone insieme ai vestiti
del fantino. Indossa un cappello bianco con la coccarda della Contrada. Durante
il corteo storico, il barbaresco porta il cavallo da corsa, il quale compie solo
la sfilata in piazza. Quando i cavalli escono dall'Entrone, i barbareschi assistono
alla corsa in un angolo della pista posto poco dopo la Fonte Gaia. Se le operazioni
della mossa si protraggono a lungo, i barbareschi intervengono, con il permesso
del Mossiere, o in qualunque altro caso in cui sono autorizzati dall'autorità comunale,
per asciugare i cavalli. Sia per le prove che per il palio, sono coloro che recuperano
il cavallo dopo la corsa e lo portano in Contrada. Fino agli anni '60 il barbaresco
doveva anche avere delle nozioni di veterinaria in quanto non esisteva il veterinario
di Contrada. A tal fine, egli era l'incaricato di preparare il cosiddetto beverone,
una miscela con ingredienti segreti che doveva migliorare le prestazioni del cavallo.
Fino a pochi anni fa era comune che dopo il Palio il fantino desse al barbaresco
una mancia.
BARBERI
Palline di legno colorate con i colori delle Contrade. Anche i barberi hanno avuto
la loro evoluzione: fino a che la produzione dei barberi non divenisse un vero e
proprio business (oggi sono un vero e proprio souvenir cult per ogni turista)
non troppi anni fa, il gioco dei barberi consisteva anche nel fabbricare i barberi:
venivano prese delle palline di terracotta e decorate con dei triangoli di carta
colorata che erano poi incollati sui barberi. Vengono soprattutto usati per sorteggiare
l'ordine dingresso al canape per il Palio. Celebre è il gioco dei barberi diffuso
tra i bambini senesi e rappresentato in diverse stampe d'epoca. Alcuni artigiani
costruiscono anche le piste per far correre i barberi. Una scultura dedicata alla
pista dei barberi si trova nella zona limitrofa alla Fortezza Medicea.
BARBERO
Cavallo che corre il Palio. Il nome deriva dal termine berbero, riconducibile
ad una popolazione del nord africa. Il termine berbero, mutuato poi in barbero,
si rifà al fatto che i cavalli usati per correre in Piazza del Campo erano di derivazione
nordafricana. I berberi (termine che deriva dal francese berbèr, che probabilmente
riprende semplicemente la parola greco-latina barbaro che significava colui che
balbetta, con cui venivano indicati tutti quelli che non parlavano il latino o
il greco) erano la popolazione originariamente autoctona del nord Africa, caratterizzati
dal colore chiaro della pelle (il personaggio attuale di origine berbera più famoso
è il calciatore franco-algerino Zinedine Zidane). A causa di stravolgimenti storici,
oggi con il termine berbero si indicano soltanto i componenti delle minoranze del
nord Africa che parlano la lingua berbera, di cui i tuareg, che vivono una vasta
zona del deserto del Sahara, sono i principali custodi. Propriamente i berberi non
sono da confondersi con gli Arabi, che hanno invaso l'Africa nel VII secolo. Berbero
sarebbe quindi il cavallo del tuareg e non arabo, anche se i due termini berbero
e arabo, specialmente fino al 1700, praticamente coincidevano.
BASE LARGA
Appiombi difettosi per cui gli zoccoli di un cavallo risultano troppo lontani. La
distanza tra le linee centrali dei piedi sul terreno è maggiore di quella tra le
linee centrali degli arti alla loro origine sul petto, con esame frontale. Spesso
questa conformazione si trova associata a cagnolismo o mancinismo ed è causa di
attintura.
BASE STRETTA
Appiombi difettosi per cui gli zoccoli di un cavallo risultano troppo vicini. In
questa conformazione la distanza tra le linee centrali dei piedi piazzati sul terreno
è minore di quela degli arti alla loro origine nel petto, quando esaminati frontalmente.
Tale conformazione può essere accompagnata da cagnolismo o mancinismo. Il cavallo
carica più peso sulla parte esterna dello zoccolo, sia che il piede si presenti
cagnolo o mancino.
BATTAGLIA DI CURTATONE E MONTANARA
Battaglia combattuta tra l'esercito italiano e quello austriaco il 29 maggio 1848
durante la Prima Guerra d'Indipendenza presso le frazioni di Curtatone e Montanara
in provincia di Mantova, Lombardia. In particolare, la battaglia di Curtatone e
Montanara fu il preludio della più importante battaglia di Goito, combattuta il
giorno successivo. L'esercito italiano era rappresentato dal Battaglione della Guardia
Universitaria della Toscana con trentadue professori alla testa di trecentottantanove
studenti, in particolare senesi e pisani. Il palio del 2 luglio 1848 non fu corso
per sostenere le spese della spedizione piemontese. I 420 denari che erano destinati
alla Contrada vincitrice furono impiegati per fornire sostentamento alle truppe
al fronte. Il Palio non corso fu recuperato il 21 ottobre dell'anno successivo
con il Granduca Leopoldo II in visita a Siena. Il ricordo della battaglia di Curtatone
e Montanara è stato celebrato in diverse maniere, oggi il 29 maggio nel Cortile
del palazzo dell'Università vengono esposte le bandiere di tutte le diciassette
Contrade. La leggenda vuole che durante la battaglia gli studenti si fossero tagliati
la punta del goliardo per mirare meglio con il fucile. Proprio per questo gli studenti
di Siena e Pisa hanno il privilegio di tagliarsi la punta del goliardo. I Palii
del 2 luglio 1948 e del 2 luglio 1998 sono stati dedicati rispettivamente al Centenario
della Prima Guerra d'Indipendenza e al 150° anniversario della Battaglia di Curtatone
e Montanara.
BATTER CASSA
Uso invalso nelle Contrade di Siena fino al 1800. Un tamburino girava per le strade
del territorio suonando il tamburo per invitare la gente a versare delle somme per
il mantenimento delle attività della Contrada. Ogni Contrada aveva il diritto di
batter cassa all'interno del proprio territorio, oltre che per la raccolta di
fondi il tamburino batteva cassa anche per annunciare le adunanze del popolo.
Proprio per la rivendicazione di Tartuca, Onda, Pantera e Selva del diritto di batter
cassa nel territorio dell'inattiva Contrada dellAquila, nacquero le diatribe che
furono risolte con il Bando di Violante di Baviera.
BATTERIE DI SELEZIONE
Sono i Capitani a scegliere quando i cavalli devono essere provati per le batteria
di selezione. Si procede per batterie, durante le quali i cavalli devono percorrere
i tre giri della Piazza, nudi e montati da fantino. La mossa viene data nella maniera
tradizionale, in sostanza per ogni batteria si deve simulare il Palio. I Capitani,
essendo terminate le batterie previste ed avendo esaurito i cavalli da visionare,
possono predisporre una o più batterie di recupero, utili per visionare nuovamente
i cavalli.
BATTESIMO CONTRADAIOLO
Celebrazione laica sul modello del battesimo cattolico, con cui si accolgono nuove
persone all'interno della Contrada, fu ideato da Silvio Gigli. Di solito queste
celebrazioni avvengono in occasione della Festa Titolare o durante i festeggiamenti
per la Vittoria del Palio. Il priore bagna con l'acqua della fontanina contradaiola
la fronte del battezzato, che nella maggior parte dei casi è un neonato, ma si possono
anche avere casi di persone adulte che si battezzano. Uniche eccezioni sono l'Oca,
che battezza i propri contradaioli direttamente dall'acqua della Fonte di Fontebranda,
e per il Nicchio, che celebra i battesimi presso l'antica fontana di Santa Chiara,
riportata recentemente nella sua collocazione originale in via dei Pispini (era
di fronte a Santo Spirito).
BENEDIZIONE DEL CAVALLO
Nel primo pomeriggio del Palio, ogni Contrada porta a benedire in Chiesa il cavallo
e il fantino. Salvo qualche rara eccezione dovuta a situazioni logistiche, come
avviene per la Contrada del Drago, il cavallo viene portato in chiesa e il correttore
esegue una breve cerimonia che si conclude con la formula vai e torna vincitore.
La tradizione vuole che se il cavallo svolge le proprie funzioni corporali durante
la benedizione, la corsa avrà buon esito. Esistono molte restrizioni per assistere
a questa fase della Festa, soprattutto per le Contrade che hanno la chiesa di piccole
dimensioni e perché il cavallo potrebbe avere strane reazioni a causa dei flash
delle macchine fotografiche.
BENEDIZIONE DELLA STALLA
E la pratica di tradizione cattolica che prevede che in occasione della festa di
Sant'Antonio Abate, che si celebra il 17 gennaio, tutti gli animali e le stalle
vengono benedette. Il correttore, non essendoci il 17 gennaio per ovvie ragioni
cavalli in Contrada, benedice la stalla. Quello della benedizione della stalla è
il primo appuntamento contradaiolo dell'anno solare, ed ha una valenza più che altro
simbolica e scaramantica. Infatti per la benedizione della stalla, a cui non presenzia
solo la dirigenza, ma anche il popolo, segue di solito una cena o un rinfresco in
cui si mangiano piatti simbolici per esorcizzare la malasorte, come ad esempio l'ossobuco,
le ciambelle col buco o i bomboloni (come viene chiamato il cavallo buono).
BEVERECCIA
La bevereccia era una forma di rapporto tra fantini in voga già da prima del dopoguerra
e caduta in disuso nella seconda metà degli anni '60. Consisteva nello scambiarsi
salve tra fantini a loro carico, faceva parte del mestiere di fantino individuare
il vincitore e presentarsi da lui per una salva, così come il fantino che intendeva
vincere comunicava ai mangini (allora il Capitano era spesso inavvicinabile), quali
erano i fantini avversari che sarebbero stati sistemati anche se con soldi propri,
giusto per mettere a conoscenza la dirigenza. Proprio per queste salve tra fantini,
al fantino vittorioso (specialmente se aveva fatto troppe salve o salve troppo alte)
rimanevano pochi soldi una volta vinto il Palio, e poteva essere costretto a rifiutare
la salva, nonostante questo fosse considerato uno sgarro di cui ricordarsi. La Contrada
quindi, anche se in forma minore, copriva i patti tra fantini con circa il 10% della
salva. La cifra era considerata poco più di una bevuta, e per questo prese il termine
di bevereccia. La bevereccia quindi era una specie di sottosalva, in cui la
Contrada copriva parte delle spese del fantino per le salve pagate di tasca propria.
BEVERONE
Miscela di ingredienti per far rendere al meglio il proprio cavallo. La pratica
del beverone è ormai caduta in disuso da quasi trenta anni, ma resta in voga la
credenza popolare che vuole che sia data una bomba (sinonimo di beverone) al cavallo
per farlo correre di più. In effetti i beveroni venivano fatti secondo alcune ricette
ben precise, che erano segrete proprio perché, non essendo medicinali, si basavano
su esperimenti privati e personali. In tal senso il Papi, storico barbaresco dell'Istrice,
preparava la boccia segreta per sei o sette Contrade. E chiaro come il beverone
fosse un doping improvvisato, dato che la ricetta si basava su pozioni a base
di caffè, marsala e uovo, oltre ad altri ingredienti in parti minime per dare l'aroma.
Il beverone veniva messo in una bottiglia di spumante, di cui il collo era rivestito
di un panno per non far graffiare la bocca al cavallo. Veniva legata la testa del
cavallo in alto e la pozione veniva fatta trangugiare dal cavallo che ovviamente
era riottoso. Occorrevano più persone per versare nella bocca dell'animale il beverone
e per far stare fermo l'animale. Era considerato importante anche il momento di
applicazione del beverone, che sicuramente era dopo la benedizione, ma i tempi cambiavano
in base all'ingresso del cavallo nel corteo storico. Altri particolari tentativi
di migliorare le prestazioni del cavallo erano delle applicazioni di trementina
sotto la coda dell'animale o nella parte tra il nodello e lo zoccolo. Sono tutte
pratiche che appartengono ad un Palio di altri tempi.
BILANCIERE
Ruolo del seggio della Contrada, il suo compito è quello di redigere i bilanci consuntivi
e preventivi (previa approvazione del seggio), tenere aggiornata la situazione finanziaria
in relazione al bilancio, emettere mandati di entrata ed uscita al camerlengo, trasmettere
ai revisori dei conti la documentazione per i relativi controlli.
BILANCINO
E' quella figura degli alfieri in cui la bandiera è presa e fatta girare con un'impugnatura
simile a quella con cui si tiene la penna per scrivere.
BOCCA DEL CASATO
E' il luogo da cui ha ingresso nel Campo la passeggiata storica. Nella Bocca del
Casato, subito prima della sbandierata della Vittoria, viene portato il carroccio,
per consentire lo svolgimento del Palio.
BOMBOLONE
Cavallo con un'ottima reputazione. Di solito il termine si usa soprattutto per definire
il cavallo al momento dell'assegnazione dei cavalli. Nei dieci cavalli ci può essere
più di un bombolone.
BOVARO
Sono quattro, e guidano durante la passeggiata storica i buoi del Carroccio.
BRACCIALETTO
Decorazione che serve ad illuminare le strade nei periodi di festa. I braccialetti
sono metallici o lignei, si appendono ai muri, sono decorati con i colori della
Contrada e presentano dalle sei alle otto lampadine per braccialetto. Qualche Contrada
ha l'usanza di scrivere sul braccialetto il nome della famiglia che ha offerto l'opera.
Vengono installati in occasione del Palio e delle Feste titolari, con limitazioni
che variano da Contrada a Contrada a seconda se il palio viene corso oppure no.
BRENNA
Termine gergale che si riferisce ad un cavallo scarso con poche speranze di vittoria.
BUFALATE
Tipo di Palio che si correva nel XVII secolo in Piazza del Campo con le bufale.
Si svolgevano nell'attuale percorso del palio alla tonda, ma la partenza, data con
uno squillo di tromba, era fissata all'altezza del vicolo di San Paolo. Ogni bufala
era azionata da dodici pungolatori muniti di un bastone chiodato non si sa di quale
lunghezza. Probabilmente questi bastoni venivano usati, oltre che per spingere la
propria bufala, anche per ostacolare gli avversari. Le bufalate erano molto sentite
nonostante il Concilio di Trento del 1597 le avesse espressamente vietate, in quanto
portatrici di quegli elementi di carattere dionisiaco che si volevano del tutto
eliminare.
BUOI
Sono quattro e trainano il carroccio durante la passeggiata storica.
BUSTA
E così chiamato comunemente lordine al canape una volta che è stato redatto. Le
buste sono tre, tutte con ordine segreto, a disposizione del mossiere in base alle
situazioni che possono capitare alla mossa. Dopo che i Deputati della Festa hanno
redatto l'ordine al canape del primo contenitore, chiudono l'esemplare destinato
al Mossiere in una busta bianca, che consegnano al Vigile Urbano incaricato di consegnarla
al Mossiere. Il Vigile ha l'obbligo di mostrare alla Piazza la busta tenendola ben
visibile col braccio teso in alto per tutto il tragitto che va dal gabbiotto dei
Deputati della Festa al Mossiere.
Sorteggio delle buste: Durante il Corteo Storico i capitani, o
un loro fiduciario, sono chiamati a presenziare sul Palco dei Giudici al sorteggio
delle tre buste. Per il sorteggio, l'Amministrazione Comunale ha consegnato tre
esemplari del mezzo meccanico ai Deputati della Festa, separati in ogni loro parte
e con ben marcato il riferimento a quale busta corrisponde ogni fiasca e trenta
barberi. a questo punto, riuniti i Capitani, i Deputati della Festa procedono per
il sorteggio della terza busta. I barberi vengono inseriti personalmente dai Capitani
(qualora lo ritengano opportuno) nell'ordine di partecipazione al corteo storico.
Una volta inseriti i dieci barberi, si procede al mescolamento della fiasca, che
avviene anche questo, sempre nello stesso ordine, fatto dai Capitani. Viene aperta
la serranda e rovesciati i barberi nel tubo, ma con la camicia chiusa in modo da
non far vedere l'ordine dei barberi. Il tubo viene sigillato e messo nell'apposita
cassetta in attesa dell'uscita dei cavalli dall'Entrone. Si procede allo stesso
modo per la seconda e la prima busta.
Redazione della busta: Quando i cavalli sono usciti dall'Entrone
e sono all'altezza della curva del Casato, i Deputati della Festa provvedono a scoprire
il tubo della prima busta, ruotando la camicia. Appare quindi l'ordine al canape
della prima busta: nel primo foro rotondo (quello più vicino alla fiasca), c'è il
barbero della Contrada che sarà chiamata per prima; nell'ultimo, unico di forma
quadrata, la Contrada che sarà di rincorsa. A questo punto i Deputati della Festa
fanno scrivere la busta dal funzionario comunale addetto, su tre esemplari di carta
carbone. Per questa operazione i Deputati effettuano un controllo incrociato:
uno detta l'ordine al canape, con il secondo che lo controlla; il terzo controlla
che il Funzionario scriva le Contrade effettivamente dettate. I tre esemplari vengono
consegnati al Comandante dei Vigili o al suo incaricato per la chiamata, uno al
Mossiere e il terzo a disposizione dei Deputati della Festa, del Sindaco e dei Capitani.
Terminata la corsa, i deputati della festa consegnano i tre dispositivi (di cui
due, nel caso in cui le buste non siano state usate, ancora sigillati), all'Amministrazione
Comunale per la custodia.
Le altre buste: Nel caso in cui il Mossiere decida di cambiare
lordine al canape, la procedura si ripete per quanto concerne il tubo della seconda
busta e così via nel caso di altre decisioni del Mossiere di cambiare la busta.
Nel caso in cui le tre buste non siano sufficienti, l'ordine sarà quello inverso
alla prima, alla seconda e alla terza busta. Il giorno dopo il Palio, l'Amministrazione
Comunale provvede ad aprire i tubi non utilizzati e a rendere pubblico gli ordini
al canape delle altre due buste.
C
CADUTA DI BANDIERA
Una delle penalità maggiori per l'assegnazione del masgalano. Si applica quando
la bandiera ovviamente cade per terra oppure viene ripresa dall'alfiere per la stoffa.
In tutti gli altri casi si parla di presa difettosa.
CAGNOLISMO
Cavallo con gli zoccoli anteriori che si guardano. E un difetto di appiombo abbastanza
facile da notare, in quanto gli zoccoli sono molto ruotati verso l'interno. Il cavallo
cagnolo in genere viene scartato alla previsita in quanto tende ad inciampare nel
proprio galoppo.
CALCIO
Arma di difesa del cavallo. Il cavallo tra i canapi spesso è spaesato, e può soffrire
la vicinanza degli altri cavalli. Il calcio è un modo per allontanare gli altri
cavalli, e viene usato sia per paura che come atto di prepotenza nei confronti degli
altri cavalli. Il cavallo può anche scalciare perché non è abituato alluso degli
speroni da parte del fantino. Il calcio viene effettuato da fermo, con tre zampe
salde per terra e solo un posteriore che scalcia. Per l'incolumità di cavalli e
fantini si tede sempre di più ad eliminare dal lotto dei dieci i cavalli che scalciano,
ma questa è una cosa che difficilmente si può controllare soprattutto per i soggetti
nuovi, i quali possono far emergere questo difetto intorno al secondo o terzo giorno
di Palio per la differenza dell'ambiente in cui si trovano.
CAMBIARE PASSO
E' la capacità del cavallo di cambiare piede dappoggio al galoppo nel momento di
affrontare la curva, ed è la risposta al richiamo del fantino. Più rapidamente si
cambia l'appoggio e più adattabile è il cavallo alla Piazza. Il cavallo, al momento
di affrontare San Martino e Casato, si piega sulla coppia di arti destra.
CAMBIO DI BUSTA
Nel caso in cui secondo il Mossiere, una volta abbassato il canape per far partire
i cavalli, la mossa non risulti valida, può decidere di cambiare busta. Il cambio
di busta avviene sempre e comunque a discrezione del mossiere. Una volta che il
mossiere ha presa la decisione del cambio di busta e l'ha comunicata al Sindaco,
i cavalli e i fantini devono tornare dentro l'Entrone. Dopo pochi minuti si ripeteranno
tutte le fasi che hanno portato alla scrittura della busta. Ultimo caso di cambio
di busta, eccezionale in quanto consigliato dal Sindaco per le condizioni molto
particolari della mossa, risale al Palio di agosto del 1987 vinto dalla Pantera.
Penultimo caso di cambio di busta deciso effettivamente dal mossiere fu nell'agosto
1975 quando vinse la Chiocciola.
CAMERLENGO
Depositario dei soldi e dei titoli della Contrada di cui risponde personalmente.
Dipende dal bilanciere per quanto riguarda i pagamenti, e riscuote per conto della
Contrada. Ha un ruolo importante soprattutto a Palio vinto in quanto firma congiuntamente
con il Priore tutti gli assegni della Contrada.
CAMICIE
Sono zone all'interno della Piazza adibite a funzionari o a personale di soccorso
sanitario. Sono delimitate dagli steccati, e sono tre: una nella zona prospiciente
alla mossa, le altre due all'interno degli angoli delle due curve. Sono state introdotte
nel 2005 per evitare che gli spettatori che si sporgevano dallo steccato potessero
creare pericoli particolari ai cavalli in corsa. Oggi queste zone sono comunque
riempite dagli spettatori perché tanti fecero notare come il cavallo, vedendo il
vuoto dentro la pista, tendesse per natura a buttarsi. Nella camicia della mossa
è stata posizionata una telecamera per le riprese televisive, retta da un cameraman,
che è considerata pericolosa per i cavalli in corsa.
CAMPANINA
Campana dell'oratorio di Contrada, viene azionata sempre manualmente tirando una
fune. Soprattutto la sera del Palio viene suonata dai contradaioli festanti per
la vittoria del palio e continua a suonare tutta la notte, tanto da verificarsi
dei turni tra contradaioli per suonarla. Oltre che per la vittoria del palio, la
campanina viene suonata in tutte le funzioni contradaioli: annuncia la nascita o
la morte di un contradaiolo, e soprattutto è segno di convocazione del popolo: per
le assemblee o per uscire con il palio (ovviamente in caso di vittoria).
CANCELLIERE
E il segretario della Contrada. Ha il compito di gestire la posta della Contrada,
di redigere i verbali delle riunioni di seggio e dell'assemblea, di pubblicizzare
le attività della Contrada. Talvolta funge anche da addetto stampa. In qualche
Contrada il cancelliere, o un suo vice, ha il compito di tenere aggiornato l'archivio
della Contrada. Oltre ai vicari, è la persona che lavora maggiormente a stretto
contatto del priore, perciò in alcuni casi il cancelliere è visto come un futuro
vicario o priore.
CAPITANA
Titolo onorifico di cui si fregia la Contrada Capitana dell'Onda. Questo titolo
è dovuto al fatto che i propri contradaioli durante la Repubblica di Siena facevano
la guardia al Palazzo Comunale e presidiavano il porto di Talamone, città con cui
la Contrada è gemellata.
CAPITANO
E' il responsabile della Contrada in tutte le questioni del Palio. Ogni Contrada
deve notificare entro il mese di maggio al Comune il nome del proprio Capitano,
che deve rispondere ai seguenti requisiti: essere maggiorenne; non essere interdetto,
inabilitato o in stato di fallimento; non aver riportato condanna per reato comune,
non colposo. Se durante la carica viene meno uno di questi requisiti, il Capitano
decade immediatamente dalla carica. Spetta all'autorità comunale accogliere il nominativo
del Capitano, che effettivamente entra in carica dopo la conferma del Comune.
CAPITANI DELLE MASSE
Le masse erano le suddivisioni di territorio esterno alla città. Ogni Capitano
delle masse aveva insegna propria.
CAPITANO DEL POPOLO
Nella passeggiata storica sfila sul soprallasso ed è preceduto da un vessillifero
e tre paggi, uno con spada nel fodero, uno con elmo (quello autentico del Cinquecento)
e uno con targa. Porta con sé sul cavallo il bastone di comando. Al tempo della
Repubblica Senese, era il capo supremo dell'esercito, presiedeva il Supremo ed
eccelso Magistrato del Concistoro che a Siena ebbe vita per circa sei secoli e
aveva alle sue dipendenze i centurioni delle città e delle masse. Il suo simbolo
è tuttora (è anche presente sulla Torre del Mangia) un leone bianco rampante in
campo rosso con corona reale e unghie d'oro.
CAPOPOPOLO
Detto anche paggio porta insegna, è colui che precede il popolino portando il gonfalone
della corporazione della Contrada. Fino alla riforma del 1981, il capopopolo sfilava
in linea con gli altri figuranti del popolo nel lato interno alla Piazza, dettando
il tempo del passo.
CAPPELLA DI PIAZZA
Tabernacolo marmoreo che sorge in Piazza del Campo ai piedi della Torre del mangia.
Fu edificata nel 1352 come voto verso la madonna che aveva liberato la città dalla
peste nera nel 1348. L'opera fu ristrutturata e talvolta ricostruita diverse volte:
i pilastri definitivi sono stati edificati nel 1376, tra il 1461 e il 1468 Antonio
Federighi pose la definitiva tettoia e allestì le decorazioni antichizzanti della
parte superiore. Sopra l'altare, tra il 1537 e il 1539, Giovanni Antonio Bazzi detto
Il Sodoma affrescò la Madonna con il Figlio e Dio Padre, i cui resti si conservano
oggi nel Museo Civico all'interno del Palazzo Pubblico. Durante il Palio, la Cappella
viene utilizzata come luogo di primo soccorso per i fantini che cadono a San Martino.
La Cappella è un elemento fondamentale nella conformazione della pista, in quanto
in corrispondenza della Cappella, alluscita della discesa di San Martino, il tracciato
si restringe notevolmente, costringendo inevitabilmente il gruppo dei concorrenti
a scremarsi e soprattutto fa ridurre la velocità dei cavalli che non possono così
sfruttare il massimo slancio dato dalla discesa di San Martino.
CAPPOTTO
Nel dizionario popolare se una Contrada vince tutti i Palii corsi nell'anno si dice
che ha fatto cappotto. Oggi il cappotto è un evento che si verifica molto raramente:
lultimo è stato nel 1997 quando a vincere entrambi i Palii fu la Giraffa con lo
stesso fantino, Giuseppe Michele Pes detto Il Pesse, su Penna Bianca di luglio e
su Quarnero per la carriera dell'Assunta. Il cappotto della Giraffa è seguito a
quello del 1933 della Tartuca, con Fernando Leoni detto Ganascia e Folco in entrambi
i Palii dell'anno. Ci sono diverse imprecisioni nell'attribuire i cappotti alle
Contrade, in quanto si tende a definire come Cappotto la vittoria di due Palii nello
stesso anno, nonostante la presenza di Palii straordinari. Negli ultimi anni per
definire la vittoria di tre palii consecutivi, cosa peraltro mai accaduta nella
storia del Palio, si usa il termine trippotto.
Elenco dei Cappotti della storia:
Civetta - 1761 (6 luglio con Domenico Laschi detto Il Lasca e il 16 agosto con Mattia
Mancini detto Bastiancino)
Civetta - 1778 (2 luglio con Mattia Mancini detto Bastiancino e 17 agosto con Luigi
Sucini detto Nacche)
Onda 1779 (2 luglio con Mattia Mancini detto Bastiancino e 16 agosto con Giuseppe
Brecchi detto Brecchino)
Valdimontone - 1781 (2 luglio con Bernardino Carvellini detto Begnamino e 16 agosto
con Orazio Ronchi detto Grillo)
Lupa 1785 (2 luglio con Isidoro Bianchini detto Dorino e 17 agosto con Angelo
Pacchiani detto Pacchiano)
Torre 1787 (2 luglio e 16 agosto con Valentino Lippi detto Groppa Secca)
Giraffa - 1807 (3 luglio con Agostino Rocchi detto Botto e 16 agosto con Mattia
Marzi detto Mattio)
Nicchio 1834 (2 luglio e 17 agosto con Giovanni Brandani detto Pipistrello
Bruco 1842 due Palii su tre (3 luglio e 17 agosto con Giuseppe Buoni)
Chiocciola 1850 (2 luglio e 16 agosto con Antonio Guaschi detto Folaghino)
Tartuca 1886 (4 luglio con Antonio Salmoria detto Leggerino su Carbonello e 16
agosto con Pietro Fosci detto Pietrino dArezzo su Farfallina)
Drago 1890 due Palii su tre (Francesco Ceppatelli detto Tabarre su Prete e 16
agosto con Francesco Ceppatelli su Farfallina)
Torre 1896 due palii su quattro (2 luglio con Domenico Fradiacono detto Scansino
su Farfallino e 25 agosto con Domenico Fradiacono detto Scansino su Febo)
Giraffa - 1897 (4 luglio con Domenico Fradiacono detto Scansino su Febo e 16 agosto
con Massimo Tamberi detto Massimino su Febo)
Tartuca 1933 (2 luglio e 16 agosto con Fernando Leoni detto Ganascia e Folco)
Giraffa - 1997 (3 luglio con Giuseppe Michele Pes detto Il Pesse su Penna Bianca
e 16 agosto con Giuseppe Michele Pes detto Il Pesse su Quarnero)
CARABINIERI A CAVALLO
Molti pensano che il drappello dei carabinieri a cavallo che sfila prima della prova
generale e prima del corteo storico sia una semplice esibizione. Invece i carabinieri
a cavallo, che di solito si schierano bardati da parata in quattro file da tre cavalieri
ciascuna più il comandante, hanno avuto una valenza storica non indifferente nel
Palio. Fino agli inizi del 900 infatti i carabinieri a cavallo erano incaricati
di fare pulito prima di ogni prova. i carabinieri entrano sul tufo da via del
Porrione guidati dal comandante a passo, per poi iniziare a trottare all'altezza
della mossa ed eseguire la carica a sciabola sguainata dal secondo passaggio alla
curva del Casato fino ad imboccare a tutta velocità via del Porrione. I ritmi e
le andature, soprattutto il trotto e la carica, sono a discrezione del comandante.
Alcune volte l'andatura al trotto inizia a San Martino e la carica all'altezza della
mossa. Durante le cariche non sono mancati incidenti ai cavalieri.
CARPO
Ginocchio zoognostico del cavallo. Il ginocchio anatomico corrisponde all'articolazione
femoro-tibio-rotulea nellarto posteriore.
CARRIERA
Sinonimo di corsa del Palio.
CARTOCCIO (O IMBUTO)
E' l'arrotolamento della bandiera prima di effettuare l'alzata.
CASTRONE
Cavallo maschio castrato. Insieme alle femmine sono ammessi a correre il palio.
I maschi o interi non possono correre il palio.
CAVALLAIO
E colui che possiede cavalli da tempo e ha fatto del proprietario di cavalli da
Palio quasi un mestiere. Fino agli anni settanta i cavallai lavoravano a stretto
contatto con le dirigenze, in quanto le loro scuderie erano luogo di allenamento
di giovani fantini. Oggi, anche se rimane qualche figura di cavallaio vecchia maniera,
i cavallai più attivi sono gli ex-fantini, che nelle proprie scuderie allenano cavalli
per correre il Palio e fanno conoscere alle nuove leve i segreti di Piazza del Campo.
La figura del cavallaio si scinde da quella del proprietario, che è invece l'acquirente
del cavallo.
CAVALLATA
Termine tecnico con cui si indica l'impatto laterale tra due cavalli. Può essere
volontaria o fortuita: se volontaria, è atta ad ostacolare la corsa dell'avversario
e può anche avvenire al canape; se fortuita, è molto frequente in corsa immediatamente
dopo la caduta del canape (spesso nel caso in cui due cavalli vicini non facciano
i primi passi parallelamente) e nei pressi delle curve, specialmente al primo giro
quando i cavalli sono molto vicini tra di loro.
CAVALLO INCAPPUCCIATO
Si dice di un cavallo quando corre con il muso basso ed il collo allungato: è una
caratteristica positiva in un cavallo da Palio (mentre lo è meno per un cavallo
da ippodromo), in quanto il cavallo tende a raccogliersi ed a portare il posteriore
sotto di sé.
CAVALLO CON LA TESTA AL VENTO
Si dice quando il cavallo corre con il muso alto e non viene ben controllato dal
fantino.
CAVALLO DA PURGA
Si definiscono così quei cavalli che, pur essendo sempre tanto desiderati dai contradaioli
al momento dell'assegnazione, non hanno mai vinto il Palio e che hanno dato brucianti
delusioni ai contradaioli.
CAVALLO SCOSSO
E' il cavallo che ha disarcionato il fantino e può vincere comunque il palio. Il
cavallo al bandierino d'arrivo può arrivare anche scavezzato, non cè alcuna restrizione
per quanto riguarda la vittoria da parte del cavallo scosso.
CAZZOTTI
Termine generale con cui si individuano risse, scaramucce e parapiglia tra contradaioli
di Contrade avversarie. I cazzotti possono avvenire sia in Piazza dopo le prove
che durante le notti dei giorni del Palio. I cosiddetti cazzotti sani sono quelli
che prevedono che il giorno dopo la rissa, a bocce ferme, si beva insieme per
riappacificarsi. Nonostante questo spirito bonario della cosa, ultimamente i toni
si sono accesi facendo scaturire anche delle denunce. I cazzotti comunque fanno
scattare da parte dei deputati della Festa alcune sanzioni per le Contrade, spesso
pesanti. Purtroppo queste risse negli ultimissimi anni si sono verificate anche
al di fuori dei giorni del Palio, trasportando la furia agonistica dei giorni del
Palio fuori dagli schemi. I cazzotti, anche se ora succede sempre più di rado, possono
essere anche destinati al fantino, reo di non aver dato il massimo o di essersi
venduto.
CENA DELLA PROVA GENERALE
E' la cena propiziatoria per eccellenza. si svolge tra le strade dei rioni che corrono
il Palio la sera prima del Palio. Seppure si ceni a cielo aperto, le tavole sono
apparecchiate molto elegantemente e durante tutta la sera i contradaioli brindano
con la speranza dell'imminente vittoria. I momenti più toccanti per i contradaioli
sono l'esecuzione dellinno e il discorso del priore, del Capitano e del fantino,
che promettono al popolo di dare il massimo per ottenere la vittoria.
CENA DEL PIATTO
E' l'ultima cena dei festeggiamenti della Vittoria. Poiché la Contrada entro l'anno
deve restituire al Comune il piatto che faceva parte del Palio vinto, la cena del
piatto viene organizzata la primavera successiva alla Vittoria, durante la quale
il piatto viene utilizzato come vassoio per i condimenti dai commensali. La prima
Contrada a svolgere la cena del piatto fu la Chiocciola dopo la vittoria nel Palio
di agosto 1925.
CENSURA
E' la sanzione minore che si può comminare ad una Contrada. Resta attiva per i cinque
palii successivi al palio in cui è stata inflitta. La quarta censura fa scattare
automaticamente la deplorazione.
CENTURIONI DEI TERZI
Erano coloro che comandavano l'esercito della città: ognuno una centuria proveniente
dai tre terzi. Recano i seguenti simboli: terzo di Città, stemma bianco e nero a
righe orizzontali; terzo di Camollia, Balzana senese con balestra rossa su bianco;
terzo di San martino, balestra rossa su balzana senese.
CEROTTI
Vengono usati dai tamburini per curare e prevenire le vesciche dovute alluso delle
mazze del tamburo. Se troppo vistosi, sono espressamente vietati durante la passeggiata
storica.
CHIARINA
E uno strumento della famiglia degli ottoni. E uno strumento ad ance labiali (ovvero
che il suono si ottiene regolando la forza del fiato), in si bemolle, senza alcun
tasto (a differenza, ad esempio, delle chiarine della rappresentazione dellAida
di Giuseppe Verdi, che hanno un tasto per poter produrre una maggiore quantità di
note) in grado di produrre solo quattro note ed è l'antenato della tromba. E di
ottone ed è lunga un metro e venti centimetri, inclusa la ritorta che serve anche
come impugnatura. E composta dal bocchino, dove il suonatore soffia, e dal resto
dello strumento. I trombetti di palazzo suonano le chiarine in ogni occasione del
palio, diventando la colonna sonora della festa. Per le poche quantità di suoni
che la chiarina può emettere, i trombetti sono in grado soltanto di suonare le prime
note della marcia del palio ed accompagnarla, che invece è suonata dai musici di
palazzo. Tutti gli altri squilli vengono suonati con le chiarine in due tonalità
diverse: le prime chiarine eseguono la tonalità alta, le seconde chiarine fungono
da contralto. Deriva la denominazione dalla tipica caratteristica del proprio suono,
che emette una voce chiara e squillante. Nel Medioevo le chiarine venivano usate
per spostare le truppe sul campo di battaglia e per dare segnali vari.
CHIARINE DARGENTO
Sono le chiarine che sfilano nel Corteo storico. A differenza della Chairina classica,
la chiarina d'argento, oltre alla sua composizione, è più lunga pur misurando lo
stesso un metro e venti. Infatti nella chiarina d'argento non è presente la ritorta.
CITTÀ DI MASSA MARITTIMA
La città ha dato i natali a San Bernardino da Siena e ha dimostrato amicizia e lealtà
all'antica Repubblica Senese. Questo ha conferito alla città il diritto di sfilare
in posizione privilegiata tra tutte le terra e castella. Sfila dopo le terra e castella,
con un tamburino, un vessillifero con insegna ufficiale e tre balestrieri, che rappresentano
i tre terzieri della città: Cittanova, Cittavecchia e Massa Marittima Borgolo stemma
della città è un leone rampante in campo rosso sormontato da una scla rossa in campo
azzurro e tre gigli.
CITTÀ DI MONTALCINO
Durante le fasi finali dell'assedio di Siena (1555 - 1559), un manipolo di cittadini
senesi trasferì la sede della Repubblica a Montalcino. Per questo e per la fedeltà
nei confronti della Repubblica Senese, la città di Montalcino sfila in posizione
privilegiata dopo le terra e castella e dopo la città di Massa marittima. Per Montalcino
sfila un tamburino, un vessillifero e quattro arcieri, che rappresentano i quattro
quartieri della città: Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio. L'insegna di Montalcino
è un leccio piantato su una piramide di tre monti in campo bianco. Questi figuranti
provengono tutti dalla città ilcinese.
COLONNINO
Piccola colonna di travertino bianco. In Piazza del Campo i colonnini sono 72, e
delimitano l'interno della Piazza. I colonnini in corrispondenza delle curve sono
coperti dallo steccato e da protezioni di cuoio. Nel resto della pista rimangono
scoperti, facendo da collegamento tra i pezzi dello steccato. Molte attenzioni vengono
rivolte verso gli spettatori che assistono al Palio seduti sui colonnini, che non
devono assolutamente sporgere le gambe allinterno della pista. Una cosa caratteristica
dei giorni prima del Palio è che i colonnini vengono prenotati dai contradaioli,
legando il fazzoletto della propria Contrada sulla parte superiore del colonnino.
I due colonnini più famosi, quelli di San martino e del Casato, non esistono.
COMANDATORI
Sono la scorta ufficiale dell'antica Repubblica di Siena e sfilano a spada sguainata.
Scortano il vessillifero del Comune.
COMITATO AMICI DEL PALIO
Il Comitato Amici del Palio venne fondato e promosso nel 1947 da una specie di "gruppo
d'assalto" di senesi che, al di là di ogni rigido schema, desiderava solo contribuire
alla salvaguardia della tradizione e al miglioramento dei particolari. Un gruppo
di senesi tra i quali diversi giornalisti e scrittori, quindi, da coloro che si
occupavano al tempo di comunicazione: Arrigo Pecchioli scriveva su "II Giornale
del Mattino" con lo pseudonimo di Lionetto Santi; Giorgio Chiantini, Leo La Rosa,
Nello Cortigiani, Aldo Lusini, Carlo Fontani, Giulio Pepi, Alberto Tailetti. Il
Comitato Amici del Palio fin dai suoi inizi intrattiene ottimi rapporti con le istituzioni
e, in particolare, con i giornali locali. Nel 1952 uscì nelle edicole il settimanale
"II Campo di Siena" di cui direttore fu Silvio Gigli e direttore responsabile Mario
Celli. Il giornale collaborò intensamente con il Comitato Amici del Palio per la
reciproca promozione delle iniziative. E così negli anni a seguire il Comitato ha
sempre intrattenuto buoni rapporti con i mezzi di comunicazione come emerge dal
suo archivio storico. Le finalità principali del Comitato sono di promuovere le
iniziative dirette allo studio e alla soluzione dei problemi delle Contrade; alla
difesa della tradizione e della forma del rito paliesco e alla tutela della sua
originalità; le manifestazioni che si ispirano alla tradizione senese e alla divulgazione
delle fonti della storia e delle caratteristiche di Siena e delle Contrade. Nel
corso degli ultimi anni il Comitato è stato promotore di importanti iniziative quali
la diffusione della cultura contradaiola all'interno delle scuole con il libro "Contrada
è", la organizzazione di mostre come quella al Santa Maria della Scala "Bandiere,
tamburi e costumi storici della Contrade", la realizzazione della pubblicazione
"Con loro batte il cuore di Siena". Ogni anno il Comitato, storicamente, redige
un proprio documento di riflessione sul Palio e, altresì, interviene con proprie
posizioni ufficiali sul dibattito cittadino qualora siano trattati argomenti relativi
alle Contrade. Infine, il Comitato Amici del Palio è conosciuto nella città anche
per l'importante ruolo di supporto che svolge nei confronti dell'Amministrazione
Comunale relativamente all'assegnazione del Masgalano alla Contrada che si è contraddistinta
per l'eleganza della comparsa e per l'abilità degli alfieri e del tamburino durante
il corteo storico, premio che fu istituito per quanto concerne lera moderna nel
1950 proprio dal Comitato. In conclusione, è doveroso ricordare che agli inizi il
Comitato Amici del Palio venne da alcuni definito un "Magistrato dei semplici",
un organismo che doveva servire soprattutto a discutere i non pochi problemi connessi
al Palio. Al tempo chiamarsi Amici del Palio" era pleonastico dal momento che tutti
lo erano. Solo oggi si può constatare quanto peccassero di ottimismo gli incauti
critici.
COMMISSIONE DEL MASGALANO
E' nominata e presieduta dal Sindaco ed è composta da diciassette membri, uno per
ogni Contrada, che sono stati alfieri o tamburini di Piazza. Ha il compito di giudicare
il comportamento delle comparse durante il Corteo Storico e di assegnare il masgalano.
Resta in carica per tutti i palii dell'anno, viene nominata dalla Giunta Comunale
almeno trenta giorni prima del primo Palio, sulla base di un elenco, non vincolante,
di trentaquattro nominativi (due per ogni Contrada) fornita congiuntamente dal Magistrato
delle Contrade e dal Comitato Amici del Palio entro quarantacinque giorni prima
lo svolgimento del primo palio dell'anno. Tra i Commissari non nominati dal sindaco,
ne vengono estrattia sorte quattro che dovrano rimanere a due a due a disposizione
della Commissione e coadiuveranno la terza sottocommissione. Sottocommissioni del
Masgalano La Commissione del masgalano viene suddivisa, per sorteggio il giorno
della Tratta di ogni Palio, in tre sottocommissioni formate rispettivamente da sette,
sette e tre membri. La prima sottocommissione (tre alfieri e quattro tamburini o
viceversa) è suddivisa in tre coppie di membri più uno il quale, disposto al casato
munito di diciassette schede, dovrà giudicare in negativo le alzate di saluto degli
alfieri di tutte le Contrade. Le tre coppie di commissari si dispongono rispettivamente
al verrocchio, alla Fonte ed alla Curva di San Martino, con lintento di giudicare
le sbandierate di Piazza delle dieci Contrade che corrono. I sette componenti della
seconda sottocommissione (tre alfieri e quattro tamburini o viceversa) si schierano,
sempre per sorteggio, rispettivamente alla bocca del Casato, in posizione intermedia
tra il casato e il verrocchio, al verrocchio, alla Fonte Gaia, tra il Vicolo dei
Borsellai ed il Vicolo dei Pollaioli, alla curva di san Martino ed alla Cappella
di Piazza, con il compito di giudicare sia il comportamento dei figuranti che, coadiuvati
dai membri della prima sottocommissione i quali si spostano dalle loro posizioni
perché ci sia un ex alfiere ed un ex tamburino congiuntamente a giudicare le sbandierate
delle sette che non corrono. La terza sottocommissione, composta da un alfiere e
due tamburini e viceversa, staziona nei pressi della Mossa ed ha il compito di giudicare
l'esatta corrispondenza dei costumi dei figuranti sulla base delle fotografie fornite
da ognuna Contrada. I tre commissari, coadiuvati dai primi due estratti a sorte
al momento della nomina della Commissione (un ex alfiere e un ex tamburino, fermo
restando poi il principio dell'alternanza nei Palii dell'anno), sono anche incaricati,
alla presenza dell'alfiere della Contrada, di misurare le bandiere nel casato prima
dell'ingresso del corteo storico.
Schede di valutazione e punteggi. Per quanto riguarda
le Contrade che corrono, viene presa in considerazione la media delle due sbandierate
(su tre: Mossa, Fonte, San Martino) con i punteggi migliori, mentre per le altre
sette vale il punteggio della sbandierata unica che eseguono tutte assieme nello
spazio tra il casato e San Martino. I commissari hanno tre schede per il giudizio
delle comparse. La scheda A viene compilata per il giudizio dell'abilità di alfieri
e tamburino: il massimo punteggio per gli alfieri è di 100 punti, quello del tamburino
40 punti. A questo sono detratti punti in base a vari tipi di penalizzazioni. La
scheda B è utilizzata per valutare tre aspetti della comparsa: comportamento e disciplina
dei figuranti, alzata al casato e sbandierata semplice alla Cappella, sbandierata
di saluto finale. Il massimo di punti è 105, da cui vengono detratte eventuali penalizzazioni.
La scheda C serve a giudicare la conservazione e fedeltà dei costumi. Il punteggio
massimo è di 105 punti da cui vengono detratte eventuali penalizzazioni. Al termine
del Corteo Storico le singole schede compilate e firmate sono inserite dai Commissari
in una busta che viene sigillata e firmata prima di essere depositata nella segreteria
della Commissione.
Scrutinio, discussione ed assegnazione del Masgalano. Il presidente
della Commissione (il Sindaco o un suo rappresentante) convoca la commissione per
lo scrutinio non oltre dieci giorni dalla corsa dell'ultimo Palio. Alla riunione
possono partecipare, oltre alla Commissione, il rettore (o pro-rettore) del Magistrato
delle Contrade, il presidente (o il suo vice) del Comitato Amici del Palio e il
maestro di Campo, tutti con diritto di parola ma senza diritto di voto. A giudizio
del presidente potrà anche essere convocato il Maestro di Campo. In prima istanza
i membri della Commissione presentano alcuni casi non previsti dal regolamento in
maniera anonima e si decide su come punire eventuali infrazioni, tenendo anche conto
di come negli anni precedenti sono state applicate eventuali sanzioni. Entro trenta
giorni dalla fine dei lavori della Commissione, il presidente, coadiuvato da due
Commissari effettivi estratti a sorte, scrivono un estratto storico in base alle
decisioni prese dalla Commissione appena sciolta con eventuali problemi da evidenziare
in quanto non previsti dal regolamento. La Giunta Comunale dovrà ratificare le decisioni
della Commissione e l'Amministrazione Comunale è chiamata a comunicare ad ogni singola
Contrada le infrazioni rilevate e le relative penalizzazioni applicate. Risulterà
vincitrice del Masgalano la Contrada che ha ottenuto il maggior punteggio sommando
i risultati dei palii dell'anno. In caso di parità risulterà vincitrice la Contrada
che nei tre anni precedenti ha ottenuto i migliori punteggi. Nel caso di ulteriore
caso di parità si provvederà al sorteggio anche se in entrambi i casi l'Amministrazione
Comunale rilascerà un attestato alla Contrada o alle Contrade che non hanno ottenuto
la vittoria del Masgalano. il premio viene consegnato in forma solenne entro l'ultima
domenica di settembre, in occasione della cerimonia la Contrada invierà l'intera
comparsa e le altre consorelle il paggio maggiore.
COMMISSIONE VETERINARIA
E' la commissione che giudica l'idoneità sanitaria dei cavalli per correre il palio.
È nominata dalla Giunta Comunale e deve essere formata dal Veterinario Comunale
e da un altro veterinario, di solito quest'ultimo viene nominato su proposta del
Magistrato delle Contrade. La commissione veterinaria presiede la previsita e prima
della tratta deve fornire la nota dei cavalli visitati.
Commissione veterinaria per il Palio:In seguito al palio dell'agosto
1952, fu anche istituito che la commissione veterinaria potesse giudicare l'idoneità
di un cavallo a correre il Palio anche una volta assegnato alla Contrada. Alla commissione
veterinaria vigente, in questo caso, si aggiunge un veterinario nominato dalla Contrada.
L'unico caso in cui questa commissione è stata effettivamente attivata, fuori dall'ambito
della corsa (ad esempio un infortunio di un cavallo alla mossa), fu nel Palio di
agosto 2006, quando la commissione stabilì la non idoneità del cavallo della Torre
Desmon a correre il Palio.
COMPAGNIE MILITARI
Sono le antenate delle Contrade. Al tempo della Repubblica di Siena, il governo
stabilì degli enti territoriali che dovevano fornire le milizie per la guardia cittadina
e l'esercito della città. Si hanno notizie dell'esistenza delle compagnie militari
fin dal XIII secolo, tanto che le compagnie militari rionali ebbero un ruolo decisivo
nella battaglia di Montaperti, e intorno alla metà del 1300 furono fissate nel numero
di 42. Generalmente le compagnie militari, che non erano tutte dentro le mura della
città, si riunivano intorno ad una Chiesa costruita dagli stessi membri della compagnia,
i quali spesso, ma non sempre, appartenevano oltre che alla compagnia militare anche
alla stessa classe lavorativa. Dall'unione delle quarantadue compagnie militari
si arrivò alla nascita delle Contrade. Ogni Contrada infatti, accanto al proprio
stemma, reca anche le insegne delle Compagnie Militari.
COMPARSA
Insieme di tutti i figuranti di una Contrada. Per il giro in città, per comparsa
si intende l'insieme degli alfieri e dei tamburini: secondo il rituale contradaiolo
non deve superare le cento unità e deve essere composta solo da persone di sesso
maschile. Per il corteo storico, la comparsa è composta dal popolino, che è composto
da un capo popolo e sei paggi; e dalla comparsa vera e propria, formata da un tamburino,
due alfieri, un duce, due paggi al duce o armigeri, un paggio maggiore, due paggi
vessilliferi. Le Contrade che corrono dietro la comparsa hanno anche un palafreniere
con il fantino che correrà il Palio sul soprallasso e il barbaresco che porta il
cavallo da corsa.
COMPRARE I COLONNINI
Dicesi di una Contrada che imposta il palio sfruttando il proprio strapotere economico
sulle altre.
CONCORSO DEGLI INNI DELLE CONTRADE
Su proposta di Silvio Gigli, nel 1965 Siena organizzò il concorso degli inni delle
Contrade. Le Contrade che non lo avevano lo scrissero in fretta e furia per poter
partecipare al concorso, che fu vinto dall'inno della Giraffa, composto proprio
per l'occasione dal Maestro Nino Oliviero. La tradizione vuole che la Civetta, essendo
arrivata ultima, riscrisse il proprio inno.
CONSORELLE
L'insieme delle diciassette Contrade. Consorella è considerata qualsiasi altra Contrada.
CONSORZIO PER LA TUTELA DEL PALIO
Ente addetto a tutelare l'immagine del palio di Siena in Italia e nel Mondo in tutte
le sue forme. Il Consorzio Tutela Palio di Siena si impegna affinché sia rispettata
la corretta riproduzione e descrizione dei simboli e dei marchi con particolare
attenzione a che il contesto del loro utilizzo non sia lesivo, offensivo o denigratorio
dell'immagine della festa e delle contrade. Le politiche di tutela riguardano l'utilizzo
degli emblemi, dei simboli e dei marchi registrati per conto delle Contrade sia
che abbiano finalità commerciali che non. Nel primo caso il CTPS definisce un contratto
di autorizzazione con scadenza rinnovabile con oneri economici variabili in base
all'utilizzo ed alle finalità del contraente. Nel secondo caso - qualora esistano
i presupposti - rilascia semplicemente un "nulla osta".
Storia del Consorzio
Storia del Consorzio per la Tutela del Palio
La prima causa promossa a difesa dell'immagine delle Contrade e del Palio di Siena
risale ormai al 1977, quando, per decreto del Pretore di Asti, furono sequestrate
cartoline che pubblicizzavano Asti Medievale, usando indebitamente riproduzioni
di alfieri del Corteo Storico del Palio di Siena. In questa, come in altre cause
dello stesso periodo, si trattava soprattutto di tutelare l'immagine di talune persone
fisiche oltre che degli stemmi, gli emblemi e i colori delle Contrade delle quali
era, comunque, già acquisita la natura giuridica di persone giuridiche di antico
diritto. Da unidea di Guido Iappini, allora Rettore del Magistrato delle Contrade,
nel Giugno 1981 nasce il Consorzio per la Tutela del Palio di Siena come società
cooperativa a responsabilità limitata e quindi, tra l'altro, socio della Camera
di Commercio. Le decisione fu presa a seguito della manifestazione unanime delle
Assemblee Generali dei Popoli delle Contrade, convocate per la prima volta contemporaneamente
nelle 17 Contrade. Le prime vittorie legali, ottenute per via extra-giudiziale
con un risarcimento danni, permisero al Consorzio tra le altre cose, negli anni
successivi, di commissionare e realizzare i monumenti funebri ai Contradaioli defunti,
nei cimiteri del Laterino e della Misericordia, ed ai quali è consuetudine che le
Contrade rendano omaggio durante il loro giro per la loro Festa Titolare. Nel 1992
il Convegno del Decennale del Consorzio per la Tutela del Palio di Siena ne segna
la sua definitiva visibilità a Siena e non solo, sottolineando la necessità della
registrazione del Marchio del Consorzio e delle 17 Contrade per la tutela della
loro immagine e come operazione di controllo sui prodotti che utilizzano in qualche
modo l'immagine del Palio e delle Contrade. Il 1994 segna una tappa fondamentale
nella crescita del Consorzio stesso. Per la prima volta, a seguito dell'incarico
ricevuto dall'Amministrazione Comunale e dalle Contrade, inizia a gestire in proprio
le riprese televisive del Palio e degli eventi connessi cedendo le immagini così
prodotte agli operatori interessati, mentre il commento è lasciato a cura della
rete di diffusione. Il progetto del 1981 trova il suo naturale compimento nel 2003
con la registrazione del Marchio del Magistrato delle Contrade, del Consorzio per
la Tutela del Palio di Siena e delle 17 Contrade, prima su base nazionale ed in
seguito su base comunitaria ed internazionale, completando così la messa in opera
di tutti gli strumenti necessari per la tutela. Infine nel 2004 il Consorzio diviene
Società Cooperativa a mutualità prevalente, cioè senza fini speculativi, ma volta
esclusivamente allo svolgimento di attività in favore delle 17 Contrade socie.
Struttura e compiti del Consorzio per la Tutela del Palio
Presidente: Ha la rappresentanza istituzionale del Consorzio per la Tutela del Palio
di Siena. Vice Presidente: Sostituisce il Presidente in sua assenza. Coordina i
progetti che coinvolgono più aree. Area Marchio e Organizzazione: Marchio: Si occupa
di tutta la problematica legata al marchio sia in tema di registrazione che di applicazione
degli stessi. In particolare cura tutti gli aspetti legati alla registrazione dei
marchi, alla concessione dei diritti di sfruttamento dei marchi stessi. Si occupa
di tutta la problematica legata alla tutela ed alle relative attività, anche di
natura legale, che si rendano necessarie. Organizzazione: Si occupa di razionalizzare
le modalità di lavoro dell'area e più in generale dell'intero Consorzio per la Tutela
del Palio di Siena. Area Immagine e Comunicazione Immagine: Si occupa di tutta la
problematica legata alle immagini aventi per oggetto il Palio di Siena e le Sue
Contrade (cinema, televisione, editoria, ecc.). In particolare cura tutti gli aspetti
legati alla produzione e distribuzione delle produzioni multimediali, alla realizzazione
e messa in onda di trasmissioni televisive, alla verifica della qualità di quanto
prodotto, ai rapporti con la stampa. Comunicazione: Si occupa degli aspetti legati
alla comunicazione fra il Consorzio per la Tutela del Palio di Siena ed i Soci (Contrade)
e fra Consorzio per la Tutela del Palio di Siena ed il mondo esterno con particolare
riguardo alle Istituzioni Senesi. In considerazione del fatto che l' Area Marchio
e Organizzazione e l'Area Immagine e Comunicazione sono quelle più complesse ed
articolate, saranno di norma presidiate, salvo diverse ed espressa indicazione,
oltre che dai rispettivi Amministratori Delegati, anche da altrettanti Consiglieri
che offriranno il proprio contributo soprattutto per la parte non oggetto di specifica
delibera. Area Societaria Si occupa degli aspetti legati alle problematiche amministrative,
tributarie e societarie ed alla gestione finanziaria del Consorzio per la Tutela
del Palio di Siena. Cura la predisposizione e l'aggiornamento del Regolamento Interno.
Area Innovazione Si occupa dei progetti riguardanti il Consorzio per la Tutela del
Palio di Siena con alto impatto tecnologico ed innovativo. In questo ambito progettuale
coordina le Aree di riferimento interne e tiene i rapporti con i partner esterni.
Segretario del Consiglio di Amministrazione Si occupa degli adempimenti amministrativi
relativi alla convocazione degli organi sociali e della relativa stesura dei verbali
di riunione. Sovrintende agli adempimenti contabili del Consorzio per la Tutela
del Palio di Siena. Deleghe legali, autonomie e obblighi Sono pertanto conferiti
all' Amministratore Delegato dell'Area Marchio i poteri che di seguito vengono elencati:
- rappresentare in Italia e all'estero la Società nei rapporti con l'Amministrazione
dello Stato centrale e periferica, con Enti pubblici e privati, con Persone fisiche
e giuridiche, relativamente a tutto ciò che concerne la produzione e commercializzazione
di materiale, oggettistica, merchandising, nel senso più ampio, avente ad oggetto
il Palio di Siena e le sue Contrade; - stipulare con tutte le clausole opportune,
compresa quella compromissoria, modificare e risolvere, cedere ed acquisire per
cessione, contratti e convenzioni di noleggio, trasporto, comodato, somministrazione,
opera e altri aventi per oggetto prestazioni di servizi in genere, assicurazione,
mediazione, commissione, spedizione agenzia e concessioni di vendita, deposito e
anche con l'Amministrazione dello Stato, con Enti pubblici e privati, il tutto avente
ad oggetto la produzione, distribuzione, commercializzazione dei beni indicati al
punto che precede; - acquisire contributi, royalties, aggi, o quant'altro comunque
denominato, accettare le condizioni inerenti, sottoscrivere i necessari documenti
e rilasciare le relative quietanze, inerenti la produzione, distribuzione, commercializzazione
dei beni indicati al punto primo; - effettuare e accettare depositi cauzionali in
contanti e titoli rilasciando le relative ricevute, inerenti la produzione, distribuzione,
commercializzazione dei beni indicati al punto primo; - rappresentare, a tutti gli
effetti di legge e di regolamento, la società nelle procedure avanti l'Ufficio Centrale
dei Brevetti, la Commissione dei Ricorsi in materia di Brevetti e analoghi organi
o Uffici esteri competenti in materia di proprietà industriale e/o intellettuale;
- sottoscrivere domande e compiere presso le Autorità e gli uffici competenti, nazionali
ed esteri, tutte le pratiche, le formalità e gli atti per ottenere il riconoscimento,
mantenere ed estendere la protezione dei brevetti per invenzione industriale, marchi,
modelli e tecnologie; - delegare ad altri amministratori della società i poteri
che riterrà necessari per l'espletamento delle funzioni e incarichi affidati agli
amministratori medesimi. Sono pertanto conferiti all' Amministratore Delegato dell'Area
Immagine i poteri che di seguito vengono elencati: - rappresentare in Italia e all'estero
la Società nei rapporti con l'Amministrazione dello Stato centrale e periferica,
con Enti pubblici e privati, con Persone fisiche e giuridiche, relativamente a tutto
ciò che concerne la produzione e commercializzazione di prodotti mediatici quali
(a titolo esemplificativo) filmati, materiale televisivo e/o cinematografico, libri
ed editoria in genere, produzioni multimediali nel senso più ampio avente ad oggetto
il Palio di Siena e le sue Contrade; - stipulare con tutte le clausole opportune,
compresa quella compromissoria, modificare e risolvere, cedere ed acquisire per
cessione, contratti e convenzioni di noleggio, trasporto, comodato, somministrazione,
opera e altri aventi per oggetto prestazioni di servizi in genere, assicurazione,
mediazione, commissione, spedizione agenzia e concessioni di vendita, deposito e
anche con l'Amministrazione dello Stato, con Enti pubblici e privati, il tutto avente
ad oggetto la produzione e distribuzione dei beni indicati al punto che precede;
- acquisire contributi, royalties, aggi, o quant'altro comunque denominato, accettare
le condizioni inerenti, sottoscrivere i necessari documenti e rilasciare le relative
quietanze, inerenti la produzione e distribuzione dei beni indicati al punto primo;
- effettuare e accettare depositi cauzionali in contanti e titoli rilasciando le
relative ricevute, inerenti la produzione e distribuzione dei beni indicati al punto
primo; - gestire la responsabilità ed ogni atto relativo alla comunicazione e alla
immagine del Consorzio Tutela Palio. Ciò attraverso la cura dei rapporti con la
stampa locale e nazionale e la collaborazione con le TV locali e nazionali per quanto
attiene le trasmissioni televisive trasmesse, in diretta, in ogni momento dell'anno.
- Curare che troupe televisive e cinematografiche (nazionale ed internazionali)
forniscano con i propri documentari una immagine adeguata alla storia alla cultura
e alla tradizione della nostra Festa e della vita delle Contrade. - delegare ad
altri amministratori della società i poteri che riterrà necessari per l'espletamento
delle funzioni e incarichi affidati agli amministratori medesimi.
CONTRADA
Nobil Contrada dell'Aquila Emblema: Stemma giallo con aquila
bicipite coronata all'antica, negli arti scettro, spada e globo imperiale; un sole
dorato con le iniziali U.I (Umberto I) in petto. Colori: giallo listato di nero
e blu. Territorio Compagnie militari: San Pietro in Castelvecchio, Casato di
Sopra, Aldobrandino del Mancino. Alleate: Civetta e Drago . Motto: Unguis et Rostribus
dell'Aquila il rostro, lugna e l'ala. Santo Patrono: Santissimo nome di Maria.
Festa titolare: SS. Nome di Maria, 12 settembre . Arte e corporazione: Notai .
Simboleggia: la combattività. Sede: Casato di Sotto 86 . Società: Circolo Il Rostro,
vicolo del Verchione 6 Oratorio: Chiesa di San Giovanni Battista (Casato di Sotto).
Palii vinti . Palii riconosciuti. Numero della cabala. Giornalino di Contrada:
Il lampione di Costa Larga . Avversaria: Pantera . Curiosità: è gemellata con la
città di L'Aquila e La Valletta (Malta)
Nobil Contrada del Bruco
Emblema: Stemma d'oro con un bruco al naturale coronato alla gran ducale, passante
su un ramoscello di rosa. Il capo dello stemma è formato da una croce sabauda inquartata
d'argento e di rosso. Colori: giallo e verde con liste turchine. Territorio
Compagnie militari: San Pietro a Ovile di Sotto. Alleate: Istrice, Nicchio e
Torre . Motto: Come rivoluzione sona il mio nome. Santo Patrono: in onore alla Visitazione
di Maria Vergine, il 2 luglio. Curiosità. Arte e corporazione: setaioli . Simboleggia:
Industriosità. Sede: Via del Comune 44 Società: L'Alba, via del Comune 44.
Oratorio dedicato al Nome SS.mo di Gesù. Palii vinti . Palii riconosciuti . Numero
della cabala: 45 . Giornalino di Contrada: Barbicone . Avversaria: nessuna . Festa
titolare: prima domenica di luglio.
Contrada della Chiocciola:
Emblema: Una chiocciola strisciante al naturale, tempestata dalle iniziali U e
M (Umberto I e Margherita di Savoia) intercalate da rose rosse. Colori: rosso
e giallo listato di turchino. Territorio Compagnie militari: San Marco, San Quirico,
Monastero. Alleate: Istrice, Pantera e Selva . Motto: Con passo lento e grave in
campo a trionfar Chiocciola scende. Santo Patrono: Santi apostoli Pietro e Paolo,
29 giugno . Curiosità Arte e corporazione: Cuoiai . Simboleggia: la prudenza .
Sede: via San Marco 31. Società: Società San Marco, via San Marco 77. Oratorio:
Sorge sulle fondamenta del monastero delle monache di San Paolo. Palii vinti.
Palii riconosciuti. Numero della cabala: 8. Giornalino di Contrada: Affogasanti
. Avversaria: Tartuca
Contrada Priora della Civetta:
Emblema: una civetta in maestà con due scudetti azzurri caricati con le lettere
U e M (Umberto I e margherita di Savoia). Colori: nero e rosso con liste bianche
Territorio: Compagnie militari: San Pietro in Banchi, San Cristoforo . Alleate:
Aquila, Istrice, Giraffa e Pantera . Motto: Vedo nella notte . Santo Patrono: Sant'Antonio
da Padova, 13 giugno. Curiosità . Arte e corporazione: .Simboleggia: Astuzia .
Sede: castellare degli Ugurgieri 5 . Società: Società Cecco Angiolieri, castellare
degli Ugurgieri Oratorio: . Palii vinti . Palii riconosciuti . Numero della cabala.
Giornalino di Contrada: Il Civettino . Avversaria: Leocorno
Contrada del Drago:
Emblema: un Drago spiegato di verde, coronato all'antica recante un pennoncello
azzurro con liniziale U doro (Umberto I9 sormontato da corona reale Colori:
Rosa antico e verde listato di giallo. Territorio Compagnie militari: SantEgidio,
San Donato ai Montanini . Alleate: Aquila . Motto: il cor che marde divien fiamma
in bocca . Santo Patrono: Santa Caterina da Siena, ultima domenica di maggio . Curiosità
. Arte e corporazione: banchieri. Simboleggia: ardore. Sede: Piazza Matteotti
18 . Società: Camporegio via del Paradiso 21. destate la Società si sposta presso
i Voltoni di San Domenico . Oratorio: Palii vinti. Palii riconosciuti . Numero
della cabala: 50 . Giornalino di Contrada: I Malavolti. Avversaria: nessuna
Contrada Imperiale della Giraffa:
Emblema: una Giraffa tenuta da un moro vestito alla turca sotto un nastro azzurro
recante il motto : Umbertus I Dedit. Colori: bianco e rosso . Territorio Compagnie
militari: San Pietro a Ovile di Sopra . Alleate: Civetta, Istrice e Pantera . Motto:
Altius Caput Maior Gloria Più alta la testa più grande la gloria .Santo Patrono:
Maria SS. Della Visitazione. Prima domenica di giugno . Curiosità. Arte e corporazione:
pittori . Simboleggia: eleganza . Sede: Piazzetta della Giraffa 2. Società: Società
della Giraffa, via delle vergini 18 . Oratorio: Chiesa del Suffragio, nella cripta
della Chiesa di Provenzano. Palii vinti . Palii riconosciuti. Numero della cabala:
19 . Giornalino di Contrada: il Bianco Rosso . Avversaria: nessuna
Contrada Sovrana dellIstrice:
Emblema Stemma d'argento, un istrice fermo sopra un ristretto di terreno,al naturale,sormontato
da una corona all'antica d'oro, caricato di due rose di Cipro rosso, un nodo di
Savoia azzurro e la croce ottagona del Sovrano Militare Ordine di Malta bianca sul
campo di rosso. Colori: Bianco con arabeschi neri rossi e blu Territorio Compagnie
militari Santo Stefano, Santi Vincenti, la Magione, San Bartolomeo Alleate Bruco,
Chiocciola, Civetta, Giraffa Motto Sol per difesa io pungo Santo Patrono San
Bartolomeo Apostolo, 24 agosto Curiosità Arte e corporazione Simboleggia Acutezza
Sede Via Camollia, 89 Società "Circolo Il Leone", Via Camollia, 209 Oratorio
Santi Vincenti e Anastasio Palii vinti Palii riconosciuti Numero della cabala:
5 Giornalino di Contrada: LAculeo Avversaria Lupa
Contrada del Leocorno:
Emblema: Stemma argento con unicorno al naturale con bordo blu con incisa in ora
la dicitura Regis Humberti Gratia. Colori Bianco e arancio listato di blu . Territorio
Compagnie militari S.Giorgio, Pantaneto, Spadaforte . Alleate: Pantera, Tartuca.
Motto: Fiede e risana al par l'arma c'ho in fronte. Santo Patrono: San Giovanni
Battista, 24 giugno. Curiosità . Arte e corporazione. Simboleggia: Scienza . Sede:
Piazzetta Virgilio Grassi . Società: Il Cavallino . Oratorio:Chiesa di S.Giovanni
Battista della Staffa . Palii vinti. Palii riconosciuti. Numero della cabala: 22
Giornalino di Contrada: Le Fonti di Follonica . Avversaria: Civetta
Contrada della Lupa:
Emblema: La bandiera della Contrada della Lupa fa per impresa un campo di paesaggio
colla Lupa coronata all'antica, allattante due bambini, uno dei quali tiene ritta
unasta colla fiamma svolazzante troncata di nero e bianco, il tutto al naturale
avrà pertanto facoltà d'inquadrare la detta impresa colla bordatura composta di
argento e di rosso, ciascuno pezzo carico di una crocetta delluno nellaltro.
Colori bianco e nero listato di arancione. Territorio Compagnie militari Sandonato,
SantAndrea. Alleate: nessuna. Motto: Et Urbis et Senarum Signum et Decus . Santo
Patrono: San Rosso confessore, 16 agosto . Curiosità . Arte e corporazione: Simboleggia:
fedeltà. Sede: Via Vallerozzi 63 . Società: La Lupa, via Pian d'Ovile 94 Oratorio:
Oratorio della Confraternita di San Rocco. Palii vinti. Palii riconosciuti. Numero
della cabala: 72 . Giornalino di Contrada: Romolo e Remo News . Avversaria: Istrice
Nobil Contrada del Nicchio:
Emblema: Stemma azzurro, una conchiglia d'argento, coronata alla granducale tra
due rami di corallo rosso, tre nodi di Savoia e due rosette di Cipro, luna rossa
e l'altra argento. Colori: azzurro con liste gialle e rosse . Territorio Compagnie
militari: Abbadia Nuova di sopra, Abbadia nuova di sotto . Alleate: Bruco, Onda,
Tartuca . Motto: E il rosso del corallo che marde in cor . Santo Patrono: San
Gaetano da Tiene, 7 agosto. Curiosità . Arte e corporazione. Simboleggia: riservatezza.
Sede: Via dei Pispini 68/70 . Società: La Pania, via dei Pispini 112. Oratorio:
dedicato a San Gaetano da Tiene, tra via dei Pispini e via dell'Oliviera. Palii
vinti . Palii riconosciuti . Numero della cabala: 51 . Giornalino di Contrada: La
Spannocchia . Avversaria: Valdimontone . Festa titolare
Nobil Contrada dell'Oca
Emblema: Unoca coronata alla reale su una zolla erbosa, con al collo un nastro
azzurro da cui pende la croce di Savoia . Colori: verde e bianco listato di rosso
Territorio: Compagnie militari: SantAntonio, San Pellegrino. Alleate: nessuna.
Motto: Clangit ad arma . Santo Patrono: Santa caterina da Siena, 29 aprile. La
Contrada festeggia nel mese di maggio. Curiosità Arte e corporazione: Simboleggia:
Avvedutezza . Sede: Vicolo del Tiratoio 13 . Società: Trieste, via Santa Caterina
55 . Oratorio: al piano terreno della casa dove nacque Santa caterina. Palii vinti.
Palii riconosciuti. Numero della cabala: 9 .Giornalino di Contrada: Siam delle
Fonti. Avversaria: Torre
Contrada Capitana dell'Onda:
Emblema: un delfino coronato alla reale natante sul mare azzurro . Colori: Bianco
e celeste. Territorio Compagnie militari: Casato di Sotto, San Salvadore. Alleate:
Nicchio, Tartuca e Valdimontone. Motto: Il colore del cielo la forza del mare .
Santo Patrono: Visitazione di Maria Vergine, 2 luglio. Curiosità: Nonostante la
rivalità con la Torre sia la più antica tra tutte, queste due Contrade non si sono
mai riconosciute reciprocamente come rivali ufficiali. Arte e corporazione: legnaioli.
Simboleggia: letizia . Sede: via Giovanni Duprè 111 . Società: Giovanni Duprè,
vicolo San Salvadore 24 . Oratorio: Chiesa di San Giuseppe Palii vinti: Palii
riconosciuti. Numero della cabala: 16 .Giornalino di Contrada: malborghetto .
Avversaria: Torre (non riconosciuta ufficialmente)
Contrada della Pantera:
Emblema: una pantera rampante al naturale con un quarto di bianco e di rosso nell'angolo
superiore sinistro recante liniziale U (Umberto I) Colori: Rosso e celeste con
liste bianche. Territorio Compagnie militari: Stalloreggi di dentro, Stalloreggi
di Fuori Alleate. Chiocciola, Civetta, Giraffa, Leocorno. Motto: Il mio slancio
ogni ostacolo abbatte. Santo Patrono: San Giovanni decollato, 29 agosto Curiosità.
Sulla fontanina battesimale cè la scritta la Pantera ruggì e il popolo si scosse:
alcuni intendono questa frase come un altro motto della Contrada. La Contrada è
gemellata con la città di Lucca . Arte e corporazione: Simboleggia: audacia .
Sede: via San Quirico 26 Società. Due Porte, via San Quirico 20 .Oratorio:
Chiesa del Carmine, Pian dei Mantellini. Palii vinti: Palii riconosciuti: Numero
della cabala: 64 . Giornalino di Contrada: Il Grattapassere. Avversaria: Aquila
Contrada della Selva:
Emblema: un rinoceronte al piede di una quercia fogliata al cui tronco figurano
trofei di caccia, sormontata da un sole radioso doro recante al centro liniziale
U (Umberto I) in azzurro. Colori: verde e arancione listato di bianco . Territorio
Compagnie militari: Vallepiatta, San Giovanni, porta Salaia . Alleate: Chiocciola
e Tartuca . Motto: Prima Selvalta in Campo . Santo Patrono: Assunzione della beata
Vergine, 15 agosto (festeggia la quarta domenica di agosto) . Curiosità Arte e
corporazione. Simboleggia: potenza . Sede: piazzetta della Selva 5 . Società: Società
Rinoceronte, via Vallepiatta 26 . Oratorio: Chiesa di san Sebastiano . Palii vinti.
Palii riconosciuti .Numero della cabala: 76 . Giornalino di Contrada: Il Rinoceronte.
Avversaria: nessuna
Contrada della Tartuca:
Emblema: una tartaruga in campo oro seminato di nodi di Savoia azzurri alternati
con margherite . Colori: Giallo e turchino . Territorio . Compagnie militari: Porta
all'arco, Sant'Agata. Alleate: Leocorno, Nicchio, Onda, Selva . Motto: Forza e
costanza albergo. Santo Patrono: Sant'Antonio da Padova, 13 giugno. Curiosità
Arte e corporazione: Simboleggia: Saldezza. Sede: via Tommaso Pendola, 21.
Società: Castelsenio, via Pierandrea Mattioli. Oratorio: dedicato a Sant'Antonio
da Padova. Palii vinti . Palii riconosciuti. Numero della cabala: 13 . Giornalino
di Contrada: Murella Cronache. Avversaria. Chiocciola
Contrada della Torre:
Emblema: un eleante su base erbosa recante una gualdrappa rossa con croce bianca
e una torre cintata con un pennoncello rosso crociato dargento Colori: rosso
cremisi con liste bianche e blu . Territorio Compagnie militari: Salicotto di
Sopra, Salicotto di Sotto, Rialto, San Giusto. Alleate: Bruco . Motto: Oltre la
forza la potenza . Santo Patrono: San Giacomo maggiore Apostolo e Sant'Anna, 25
luglio. Si festeggia lultima domenica di luglio. Curiosità: Nonostante la rivalità
con l'Onda sia la più antica tra tutte, queste due Contrade non si sono mai riconosciute
reciprocamente come rivali ufficiali .Arte e corporazione . Simboleggia: La forza.
Sede: Via salicotto 78 . Società: L'Elefante via Salicotto 92. Oratorio:
Palii vinti . Palii riconosciuti. Numero della cabala: 3 . Giornalino di Contrada:
Salicotto notizie . Avversaria: Oca e Onda (quest'ultima non riconosciuta ufficialmente)
Contrada di Valdimontone:
Emblema: un montone rampante al naturale coronato all'antica. Nell'angolo superiore
sinistro la lettera U (Umberto I) d'oro coronata alla reale su campo azzurro. Colori:
Rosso e giallo con liste bianche . Territorio: Compagnie militari: Borgo Santa
Maria, SantAngelo a Montone, Samoreci (San Maurizio). Alleate: Onda . Motto: sotto
il mio colpo la muraglia crolla. Santo Patrono: Madonna del Buon Consiglio, 26
aprile. Curiosità: per distinguersi dalla Chiocciola, il fantino del Valdimontone
ha giubbetto rosa listato con i colori della Contrada. Arte e corporazione: ligrittieri.
Simboleggia: la perseveranza. Sede: via di valdimontone. Società: Castelmontorio,
piazza Manzoni 6. Oratorio: Chiesa della Santissima Trinità, via di Valdimontone
Palii vinti. Palii riconosciuti. Numero della cabala: 90 . Giornalino di Contrada:
Pochi ma boni. Avversaria: Nicchio
CONTRADE SOPPRESSE
Sono sei Contrade che si sono estinte nel XVII secolo e sono: Gallo, Leone, Orso,
Quercia, Spadaforte e Vipera. Rimane poco o niente di queste Contrade, ma si può
dedurre qualcosa dalla loro presenza nel Corteo Storico e da qualche nome di via,
zona o luogo tra le mura. Gallo: reggeva la Compagnia di Porta salaia, probabilmente
il cuore del territorio. Andava quindi da via dei Pellegrini a Piazza indipendenza,
comprendendo Beccheria e Diacceto. Il territorio è stato inglobato da Oca, Selva
e Civetta. I colori erano il bianco e il rosso, e lo stemma raffigurava un gallo
su di un arco. Fu soppressa nel 1675. Leone: comparve fino al 1590, il suo nucleo
si estendeva intorno a Costa Paparoni. La denominazione della Società dell'Istrice
è proprio dovuta alla presenza nel cuore del territorio della Contrada di Camollia
della Contrada del Leone. I colori erano probabilmente quelli delle sue compagnie
militari: il bianco nero e il rosso con banda bianca. Orso: spiegava bandiera azzurra
con un leone dorato ed aveva il proprio centro nella zona di Piazza Tolomei, in
quanto sosteneva la Compagnia di San Cristoforo. E totalmente nel territorio della
Civetta. Anche l'orso comparve nelle Feste fino al 1590 circa. Quercia: si è certi
dell'esistenza della Quercia e addirittura del proprio territorio. Era infatti l'unica
Contrada che si estendeva fuori dalle mura e precisamente da Porta San Marco a Monastero.
I loro contradaioli, seppure abitanti fuori dalle mura, godevano della cittadinanza
senese e tutt'oggi rimane che coloro che nascono a Monastero (pochi a dir la verità),
siano da considerarsi nati entro le mura. La Quercia non ha mai partecipato indipendentemente
alle Feste, ma ha sempre appoggiato la Chiocciola. I suoi colori erano liste bianche
e nere in campo blu. Spadaforte: Era rappresentata da due spade e una scala a scacchi
in campo rosso, che derivava dallo stemma di uno dei signori di Sticciano che aveva
il palazzo in quel territorio, per altro limitato alle attuali via del Porrione
e via di San Martino. Contrada quindi quasi interamente nel territorio della Torre,
che comparve soltanto in una caccia ai tori della prima metà del 1500. Curiosità,
i torraioli sentono come propria la Contrada della Spadaforte a tal punto da avere
ormai da decenni la gestione di un Ristorante in Piazza del Campo, la Spadaforte
appunto, che è di tradizionale proprietà torraiola. Vipera: contrada complementare
alla Spadaforte, che si estendeva nelle vie parallele al territorio della Spadaforte:
Rialto, Vicolo delloro e delle Scalelle. Aveva liste verdi e rosse in campo giallo,
e nelle Feste collaborava proprio con la Spadaforte. Ha nel suo palmares una bufalata
nel 1648.
CONTRIBUTI
Per quanto riguarda il protocollo equino, il Comune eroga incentivi per il mantenimento
e l'addestramento di cavalli da palio, a seconda delle due categorie. Gli incentivi
maggiori sono corrisposti per i cavalli a fondo arabo, in quanto lobiettivo è quello
di esaurire la presenza di mezzosangue di fondo inglese dal parco cavalli. Per i
fondo arabo, la partecipazione a due Palii corrisponde al 100% del contributo, un
Palio e due tratte il 90%, un palio e una tratta 80%, due tratte 50%, una tratta
40%. Per i cavalli di 4 anni, l'incentivo al mantenimento prevede una quota pari
al 30% per una idoneità a due tratte e una quota pari al 20% per l'idoneità ad una
tratta. Per i cavalli mezzosangue a fondo inglese viene corrisposta una quota del
50% rispetto ai cavalli a fondo arabo. Questa cifra continuerà a diminuire, nel
progetto del protocollo, per ridurre appunto i cavalli a fondo inglese. Agli allevatori,
per la nascita di un puledro, nel 2007 è stata corrisposta una cifra che va da 500
euro a 1000 euro a seconda della categoria della fattrice. Gli incentivi per l'addestramento
hanno previsto, nel 2007, una somma di 100 euro per ogni presenza del cavallo alle
fasi di addestramento. Oltre ai premi di presenza, di anno in anno vengono stabiliti
i premi dal primo al quarto di ogni batteria, oltre alla somma di partecipazione.
COPPIOLA
Forma estrema di difesa del cavallo. E il calcio effettuato con entrambe le zampe
posteriori, e quindi molto più violento del calcio. Si cerca di eliminare dal lotto
i cavalli che danno coppiole, ma soprattutto per i soggetti esordienti è questo
un difetto difficile da prevedere. La coppola, se viene data una volta e non abitualmente,
è un segnale che il cavallo è particolarmente messo sotto pressione dalla situazione.
CORBA
E' l'infiammazione del legamento plantare del cavallo (che va dal calcaneo al nodello
posteriore). In caso di corba si ha una tumefazione sotto il calcaneo.
CORONA
Porzione d'arto sopra lo zoccolo del cavallo.
CORPUS DOMINI
Il Corpus Domini (letteralmente in latino Corpo del Signore), viene celebrato il
primo giovedì dopo la prima domenica successiva alla Pentecoste. La processione
parte da San Francesco fino ad arrivare in Duomo. In occasione di questa solennità
si porta in processione, racchiusa in un ostensorio, un ostia consacrata ed esposta
al pubblico per la pubblica adorazione a Gesù vivo e vero, presente nel Santissimo
Sacramento. Le Contrade partecipano con il proprio Paggio maggiore e le bandiere
delle consorelle vengono esposte in Cattedrale.
CORRETTORE
E' il sacerdote della Contrada. Ha la funzione principale per la benedizione del
cavallo e della stalla. Il correttore è colui che deve anche cercare energie positive
per la Contrada, e spesso viene proprio scelto in questo contesto. Il correttore
è un punto fermo della Contrada, tantè che ricopre il proprio compito per molti
anni di fila e, pur venendo considerato un dirigente, continua la sua funzione anche
se cambia il seggio. Due correttori hanno di diritto un posto nella storia del Palio:
il prete Bani e Don Vittorio Bonci, il primo storico correttore della Contrada dell'Oca
e il secondo, selvaiolo, unico sacerdote ad aver ricoperto la carica di Capitano.
CORTEO DELLA VITTORIA
Sfilata che si snoda lungo le vie del centro composta dai contradaioli della Contrada
vittoriosa. Di solito si svolge la domenica dopo il palio, sempre che il giorno
festivo non sia troppo ravvicinato alla vittoria, anche se in precedenza si effettuava
anche il giorno precedente la cena della Vittoria. Il motivo principale del corteo
è schernire le Contrade avversarie, oltre che celebrare il proprio trionfo. Vengono
allestiti carri sul modello del carnevale e tappezzate le strade con volantini
che esaltano le proprie qualità di Contrada superiore alle altre. In coda al corteo,
per tradizione, sfila il palio seguito dalla dirigenza, dal fantino con il giubbetto
della Contrada e il cavallo, con gli zoccoli dipinti doro e il numero delle vittorie
della Contrada scritto come numero di coscia.
CORTILE DEL PODESTÀ
Detto anche Entrone, è il luogo in cui vengono riuniti i cavalli e si preparano
i fantini prima dello svolgimento di ogni corsa nei giorni del Palio. In occasione
della tratta, hanno accesso oltre ai cavalli, i loro accompagnatori, i fantini,
i Deputati della Festa, i Capitani delle Contrade o un loro fiduciario, il Sindaco,
il Veterinario del Comune e gli addetti alla sicurezza, oltre ad eventuali funzionari
addetti allo svolgimento del Palio. Per le prove possono, invece degli accompagnatori
dei cavalli, accedere al Cortile del Podestà i barbareschi, rimanendo invariati
tutti gli altri permessi. Per le prove e per il Palio, alle colonne dell'Entrone
vengono attaccate delle targhette per determinare il luogo dove ogni Contrada deve
posizionarsi. Lordine è stabilito in base al numero d'orecchio dei cavalli al momento
dell'assegnazione: si va in senso orario partendo dalla prima colonna in angolo
a sinistra. Per dare un orientamento, le due colonne che circondano il Cortile tra
le quali il visitatore entra sono rispettivamente quella di destra assegnata al
numero d'orecchio nove, quella a sinistra al numero d'orecchio dieci. Prima di una
recentissima pulizia di restauro al Cortile del Podestà, sul marmo della colonna
in fondo a sinistra (dove si sistema la Contrada con il cavallo con il numero d'orecchio
numero 4), c'era una scritta a mano emblematica: 29 giugno 1944. Senza Palio.
CUFFIA
Si dice che ha la cuffia la Contrada che non vince da più tempo. Si passa la cuffia
ad un'altra Contrada quando una Contrada vince il Palio da nonna.
CURVA DEL CASATO
Dopo la curva di san Martino, è il secondo ostacolo della pista. E una curva a
92° di angolo interno, dopo una salita del 22% e con un dislivello di 5,11 metri
da superare in 23 metri. All'esterno della curva è stato allestito dal 2005 il cosiddetto
parapetto, un rialzo delle balaustre dei palchi per evitare che in caso di cadute
i fantini finiscano tra gli spettatori. Le protezioni maggiori sono all'interno
della curva.
CURVA DI SAN MARTINO
E' il primo ostacolo che i fantini incontrano dopo la mossa. E una curva ad angolo
retto ed in discesa, con una pendenza del 9,2% pari a 3,48 metri ed inclinata verso
l'esterno, favorente la forza centrifuga. Il prospiciente sbocco di via del Porrione
è sbarrato da un sipario di tea per impedire ai cavalli di imboccarlo, mentre il
lato esterno della curva è protetto da una fila di materassi per attutire gli urti
dei cavalli che girano troppo largo. Altre protezioni sono sistemate anche lungo
il perimetro interno, per attutire gli urti dei cavalli che girano troppo stretto.
In fondo alla discesa di San Martino la pista si restringe ad imbuto in prossimità
della Cappella. La curva di San martino è il punto dove avviene la maggior parte
delle cadute dei fantini.
CUSCINO
Se un cavallo, una volta assegnato alla Contrada, muore o si infortuna a tal punto
da abbatterlo, la Contrada sfila durante il corteo storico con un cuscino rosso
con sopra gli zoccoli ripuliti e dei ciuffi di coda e di criniera del cavallo. La
triste e spiacevole incombenza di effettuare la passeggiata storica con il cuscino
spetta al barbaresco della Contrada.
D
DACCELO
E' il grido dei contradaioli festanti sotto il palco dei giudici subito dopo la
vittoria della propria Contrada, il momento di massima libido per ogni senese. E'
riferito al proprio Capitano che, ricevuto il Palio dal Sindaco, lo cala ai propri
contradaioli.
DEDICA DEL DRAPPELLONE
Specialmente negli ultimi anni si fa abbastanza confusione tra la dedica del drappellone
e il soggetto del Drappellone. Di norma e per tradizione, il palio di luglio è dedicato
a Maria Santissima che si venera nella Basilica di Provenzano, mentre il Palio di
agosto è dedicato a Maria Vergine Assunta in Cielo che si venera in Duomo. Il Palio
straordinario è dedicato all'evento che si vuole celebrare, e deve recare nell'allegoria
chiari riferimenti alla dedica del Palio. I palii ordinari possono richiamare qualche
evento e celebrare qualche ricorrenza, specialmente quando è il Comune a consigliare
il soggetto per l'allegoria, ed anche in questi casi si parla di dedica. I Palii
ordinari sono però in primo luogo dedicati alla Madonna.
DEPLORAZIONE
Sanzione intermedia che può essere inflitta ad una Contrada. Resta attiva per i
nove Palii successivi al palio in cui è stata inflitta. La terza deplorazione fa
scattare automaticamente la squalifica per un palio.
DEPUTATI DELLA FESTA
Sono tre persone che vengono scelte dalla Giunta Municipale con il compito di aiutare
l'amministrazione Comunale nella soprintendenza e la direzione del Palio. I tre
Deputati della Festa, nominati dopo che il Magistrato delle Contrade ha presentato
una lista non vincolante di sei nominativi, si avvalgono della collaborazione di
tre Ispettori di Pista. Hanno il compito di relazionare al Comune ogni tipo di atteggiamento
da parte di qualche Contrada che danneggi il regolare svolgimento di tutte le fasi
della Festa. Hanno un ruolo molto importante anche nella giustizia paliesca: entro
sette giorni dallo svolgimento del Palio, i Deputati della Festa devono presentare
all'assessore delegato una dettagliata relazione sullo svolgimento della Festa.
DITINO
Il cavallo è come se corresse soltanto sul corrispondente del nostro dito medio
(la cui unghia è lo zoccolo). Tutto il resto, che corrisponde alle nostre parti
del corpo, si sviluppa in alto. In origine il cavallo, oltre al dito medio, aveva
anche l'indice e l'anulare, i quali però si sono ritirati. Quelli che erano l'indice
e l'anulare si sono ritirati formando i ditini. I ditini sono otto (due coppie dei
metacarpi, ovvero anteriori; e due coppie dei metatarsi, ovvero posteriori). L'infiammazione
del ditino corrisponde ad una forma evoluta dell'infiammazione dell'attacco tendineo
del flessore del nodello che causa l'infiammazione del ditino.
DOMENICA IN ALBIS
La domenica dopo Pasqua nel calendario cattolico è detta domenica in albis, letteralmente
in latino domenica in bianco. Questo perché i battezzati per Pasqua dovevano portare
per tutta la settimana una tunica bianca, compresa la domenica successiva. Per questo
è detta domenica in bianco. Per la domenica in albis vengono esposte in Cattedrale
le bandiere delle Contrade e un Paggio Maggiore per ogni Contrada, con bandierone,
partecipa alla cerimonia
DONNE
La donna nel Palio ha diversi compiti, difficilmente da protagonista. In realtà
il lavoro svolto in Contrada dalle donne è fondamentale, anche se spesso sono state
emarginate nella storia. Caso eclatante, e ultimo nel mondo occidentale moderno,
il caso delle donne dell'Oca, le quali non hanno diritto né di voto né di partecipazione
allassemblea. Nonostante ci sia questo caso, le donne di tutte le Contrade hanno
mansioni vitali per la Contrada stessa: dai lavori in cucina alle mitiche bandieraie
e non solo: nella storia recente si vedono sempre più donne dirigenti, segno evidente
che anche a Siena le cose stanno a poco a poco cambiando. In qualche Contrada addirittura
si sta arrivando a parlare di quote rosa, anche se questo cozza inevitabilmente
con le realtà delle Società delle Donne, nate appunto per difendere e sostenere
il disagio femminile nelle Contrade di un tempo, con la parità dei sessi questo
principio viene inevitabilmente meno. La questione delle donne è ancora un punto
spinoso in diverse Contrade, soprattutto per il fatto che nel Palio effettivo
(inteso come comparsa e fantini), le donne non sono ammesse. Addirittura il rituale
contradaiolo sottolinea come i monturati debbano essere rigorosamente di sesso maschile.
Certo, nella storia del 900 e non solo non sono mancate delle eccezioni a questa
regola non scritta che vuole le donne non monturarsi: frequente è vedere donne fare
l'otto dopo una vittoria di Palio. Le donne svolgono mansioni in Contrada fondamentali,
e addirittura dodici donne sono state Capitana di una Contrada, altre sono state
Priore. Così il Palio, secondo la leggenda roba esclusivamente da uomini, così come
la guerra, sta diventando sempre più donna. Con i pregi e i difetti del caso.
DRAPPELLONE
E' detto anche Palio, ed è il drappo di seta dipinto che va in premio che va alla
Contrada vincitrice. Il termine Pallium, di origine latina, indicava un drappo
di lana che copriva le spalle, presto ripreso anche dalla Chiesa. Il premio per
il vincitore della corsa era un drappo di seta, Pallium appunto, dal quale deriva
anche la denominazione del Palio stesso. L'evoluzione del drappellone nel tempo
è cambiata in base ai tempi, essendo stati rappresentati gli stemmi di tutti i sovrani
che hanno governato Siena nella storia. Si va infatti dai cosiddetti Signori del
Brio, che organizzavano il Palio in Piazza fino all'Ottocento, passando dalle sigle
di questi (nel breve periodo tra la Rivoluzione Francese ed il Congresso di Vienna),
per finire poi al fascio littorio in epoca fascista e ai generi artistici del Novecento,
che ha visto molti autori illustri cimentarsi con la realizzazione del Palio. Il
drappellone deve recare: in alto l'immagine di Maria Santissima che si venera nella
Madonna di Provenzano per il palio del 2 luglio (madonna a mezzo busto), l'immagine
di Maria Vergine Assunta in Cielo per il Palio del 16 agosto; la data della corsa;
lo stemma della Balzana, eventualmente insieme agli altri due del Comune; gli stemmi
dei Terzi e del Capo dellAmministrazione Comunale in carica; gli stemmi delle dieci
Contrade che corrono. Per quanto concerne i Palii straordinari, mentre le immagini
della Madonna sono omesse, tutti gli altri simboli devono essere rappresentati,
oltre al fatto che l'allegoria del drappellone debba richiamare espressamente la
motivazione per cui si corre il Palio straordinario, in modo da poter essere in
futuro una sorta di reperto storico. È sorretto da un'asta alabardata bianca e
nera, decorata con due nappe e dal piatto.
DUCE
La figura più imponente di tutta la Comparsa. E il primo dietro agli alfieri, in
posizione centrale, indossa l'armatura. Rappresenta il condottiero, il capo dell'esercito
in battaglia. Data l'imponenza e la pesantezza dell'armatura, per fare il duce vengono
scelte delle persone discretamente alte e molto robuste. Mentre alcuni oltre all'armatura
non hanno l'elmo, tutti hanno la spada. E' obbligo del duce durante tutte le sbandierate
salutare l'alzata degli alfieri sollevando la spada.
E
ECONOMO
Figura fondamentale per la vita della Contrada, in quanto gestisce e amministra
i beni mobili e immobili di proprietà, locazione o uso della Contrada. Gli economi
provvedono alladdobbo del rione con bandiere e braccialetti in occasione delle
feste della Contrada; sono i responsabili dell'allestimento e della vestizione della
Comparsa per il Palio; gestiscono e curano la manutenzione dei beni immobili della
Contrada, spesso con l'aiuto dell'addetto ai beni artistici; organizzano feste e
attività di vario genere all'interno del rione; curano i registri di bandiere, fazzoletti
ed ogni altro bene della Contrada. Per quanto riguarda l'organizzazione delle Feste,
in qualche Contrada sono in vigore i ruoli di addetti alle feste o Signori del Brio.
ELEZIONI
Il sistema elettorale contradaiolo varia da Contrada a Contrada, ma principalmente
si propende per dei sistemi simili tra loro. Innanzitutto, la scelta dei nominativi
da eleggere viene quasi sempre proposta da una commissione, eletta attraverso il
voto per approvazione. Tra una lista di candidati, i votanti possono scegliere fino
ad un numero massimo di preferenze, che hanno tutte lo stesso valore. La commissione
che si riunisce ha di solito come presidente o il più anziano o colui che ha ottenuto
più preferenze. Una volta terminate le consultazioni e le decisioni da prendere,
la commissione presenta una lista con un nome per ogni carica da ricoprire nella
Contrada. Le elezioni si tengono di solito un sabato e una domenica consecutivi,
con gli elettori che sono chiamati, a scrutinio segreto, a cancellare i nominativi
che non gradiscono nella lista e, se possibile, possono scrivere un nominativo alternativo.
Una lista senza alcuna cancellatura vale come un voto valido per tutti i componenti
della lista. Situazione diversa invece si ha quando si vota in assemblea sulle persone,
e quindi a scrutinio segreto. In questi casi vale la maggioranza dei votanti e non
dei voti validi. Con una scheda bianca o nulla si esprime voto negativo. Questo
sistema è in voga dagli inizi del 900, prima le cariche erano votate in assemblea,
talvolta addirittura per alzata di mano.
ENTRARE ALTI
Si dice di un fantino che imposta una curva con una traiettoria troppo larga e,
inevitabilmente, viene infilato dagli avversari allinterno. Lingresso alto nelle
curve può essere dato anche da un cavallo che non si adatta ottimamente al tracciato,
tendono ad allargare le curve i cavalli che hanno un difetto mancino. Spesso l'ingresso
alto è indice di poco feeling tra cavallo e fantino, di velocità eccessiva o di
manovra di richiamo del cavallo ritardata.
ENTRARE BASSI
Si dice di un fantino che, specialmente a San Martino, cerca di infilare gli avversari
con una traiettoria interna. I rischi di un'entrata bassa non si limitano alla presenza
del colonnino interno, ma anche all'alta velocità che prende il cavallo in questo
tipo di manovra. Di solito il fantino che si vede nelle retrovie sceglie di alzare
più degli altri la traiettoria del proprio cavallo per buttarlo prima di tutti verso
l'interno della curva. Per effettuare questa manovra spregiudicata occorre una guida
tecnica che dia l'input e i tempi esatti al cavallo e che sia in grado di affidarsi
totalmente al cavallo, che avrà sicuramente una velocità maggiore del solito nell'affrontare
la curva.
ENTRARE INGAMBATI
Si dice quando la decima Contrada entra tra i canapi con una piccola rincorsa,
ovvero con il cavallo già in andatura da gara. Questa situazione si verificava spesso
fino agli anni 70 del dopoguerra quando la rincorsa entrava subito dietro la nona
Contrada: entrambe partivano ingambate. Lingresso ingambato, se eseguito in
modo troppo palese viene punita dal regolamento, in quanto la rincorsa prende in
contropiede il mossiere nel calare il canape. (vedi anche tempi di mossa).
ESPOSIZIONE DELLA BANDIERA
Una volta finito il Palio, alle trifore del palazzo Comunale viene esposta la bandiera
della Contrada vittoriosa in segno di omaggio. In caso di arrivi incerti, molta
gente è solita attendere l'esposizione della bandiera per capire chi ha vinto. Erroneamente
si crede che l'ufficialità della Vittoria sia data dall'esposizione della bandiera;
al contrario, l'ufficialità della Vittoria è data dai giudici della Vincita, che
espongono il loro inappellabile verdetto. La bandiera quindi ha solo valenza di
omaggio.
ESTRAZIONE A SORTE DELLE CONTRADE
Operazioni di sorteggio per stabilire le dieci Contrade che prenderanno parte al
Palio successivo. Per i palii ordinari, di norma partecipano di diritto al Palio
di luglio le sette Contrade che non hanno corso il palio di luglio precedente. Stesso
diritto hanno per il Palio di agosto quelle che non hanno preso parte alla Carriera
dell'agosto precedente. Le altre tre che completano il quadro si ottengono attraverso
sorteggio tra le dieci che invece hanno preso parte al palio precedente rispettivo.
Per i palii straordinari invece si procede per il sorteggio di tutte le dieci contendenti.
Contrade sorteggiate in caso di squalifica. Se una Contrada squalificata dovrebbe
correre di diritto, la bandiera viene esposta direttamente al piano superiore di
Palazzo al diciassettesimo posto. Si provvederà quindi a sorteggiare una Contrada
in più rispetto alle tre canoniche. Una Contrada che invece non avrebbe diritto
a correre il Palio, può essere sorteggiata insieme alle altre. Nel caso di estrazione
a sorte, la Contrada avrà scontato il palio di squalifica e la bandiera verrà comunque
esposta al piano superiore. Si provvederà di conseguenza ad estrarre un'altra Contrada.
Nel caso in cui la Contrada squalificata senza diritto di partecipazione non venga
estratta, non avrà scontato il palio di squalifica.
Modalità dell'estrazione a sorte
per i Palii ordinari. Il sorteggio delle Contrade deve essere effettuato non meno
di 20 giorni prima dell'effettuazione del palio, nel pomeriggio di un giorno festivo.
Il Sindaco o un suo delegato convocano in una Sala del Palazzo Pubblico (che può
essere qualsiasi Sala, anche se di solito è la Sala adiacente a quella del Risorgimento,
con la trifora in cui viene esposta la decima bandiera) tutti i Capitani delle Contrade
che non hanno rinunciato a correre il palio. E indifferente quale sia il numero
di Contrade rappresentate, in quanto le operazioni saranno comunque valide. La seduta
viene presieduta dal Sindaco o da un assessore delegato, assistito dai funzionari
del Comune competenti. Nessun altro può partecipare alle operazioni, pena la nullità
del sorteggio. All'inizio delle operazioni, i trombetti di palazzo danno annuncio
al Pubblico con gli squilli delle chiarine dalle trifore del piano inferiore. Il
Presidente ha il compito di verificare la legittima rappresentanza delle Contrade
pervenute e di comunicare ai presenti eventuali sanzioni in corso di qualche Contrada.
Colloca poi in un'apposita urna i nomi di tutte le Contrade che non sono rinunciatarie
e ne estrae tante quante sono le Contrade per arrivare a dieci. I Capitani delle
Contrade estratte dal Sindaco saranno chiamati ad estrarre altrettante Contrade
da un'altra urna, dove sono stati inseriti in maniera palese dal Presidente le tessere,
inserite in contenitori tutti uguali, con i nomi delle Contrade che potranno essere
estratte. Nel caso in cui un Capitano sorteggi una Contrada con una sanzione in
corso, il Sindaco provvederà immediatamente ad estrarre un nuovo Capitano che a
sua volta estrarrà un'altra Contrada dalla seconda urna. Il procedimento si ripete
fino a che non sia stato completato il numero di dieci Contrade. Le altre sette
vengono una ad una estratte dal Sindaco, e l'ordine di estrazione delle Contrade
che non corrono determinerà l'ordine di partecipazione al corteo storico.
Estrazione
a sorte delle Contrade per un Palio straordinario. Nel caso dell'estrazione a sorte
per un palio straordinario, il Sindaco inserisce i nomi delle Contrade non rinunciatarie
in un'urna e ne estrae una. Quella estratta è la prima Contrada che parteciperà
al Palio, e il Capitano della Contrada estratta provvederà ad estrarre la seconda
Contrada che correrà e via discorrendo fino al completamento delle dieci.
Esposizione
delle bandiere. Fin dalle prime ore del mattino le bandiere delle sette Contrade
che corrono di diritto ed eventualmente quelle delle Contrade che dovrebbero correre
di diritto ma hanno in corso una squalifica vengono esposte a Palazzo Pubblico,
quelle che corrono alle trifore del piano inferiore e quelle che non corrono alle
trifore del piano superiore. Le Contrade che corrono di diritto vengono esposte
nell'ordine di estrazione del Palio corrispondente precedente, mentre la Contrada
squalificata viene collocata automaticamente al diciassettesimo posto. Una volta
finite le operazioni di sorteggio, salutate dagli squilli dei trombetti di palazzo,
vengono esposte alle trifore del piano inferiore le bandiere delle Contrade che
sono state scelte dalla sorte per correre il Palio. Nel caso in cui vengano estratte
delle Contrade squalificate, queste bandiere saranno esposte prima delle Contrade
estratte per correre al piano superiore, salutate dagli squilli dei trombetti di
Palazzo, in ordine alfabetico e agli ultimi posti disponibili.
F
FAMIGLIE NOBILI
Le sei nobili famiglie che sfilano alla fine del corteo storico sono: Pannocchieschi
Delci, Piccolomini, Salimbeni, Salvani, Tolomei, Ugurgieri.
FANTINO
Colui che monta il cavallo, sia per la tratta, sia per le prove, sia per il Palio,
sempre a pelo. Corre a proprio rischio e pericolo, e viene ingaggiato dalla Contrada
per correre il Palio. Dopo la segnatura dei fantini, la Contrada non può più cambiarlo.
Obblighi del fantino.Per la tratta, il fantino può essere proposto (come ormai avviene
regolarmente) dal proprietario che accompagna il cavallo. In ogni caso, il fantino
è a disposizione del Comune e corre a proprio rischio e pericolo: in caso di infortunio
quindi non possono chiedere alcun indennizzo). Se ha preso parte all'ultimo Palio
deve mettersi a disposizione del Comune andando la mattina della tratta a firmare
la propria presenza in un apposito registro. Qualora il fantino non si metta a disposizione
del Comune, sarà squalificato sia per le prove che per il palio in corso. In ogni
caso, per poter correre il fantino deve aver compiuto la maggiore età (18 anni)
e non essere squalificato. Per la tratta il fantino indossa un giubbetto bianco
fornito dal comune e un cappello bianco e nero, può solo usare gli speroni, non
frustino né nerbo. Per quanto riguarda le prove del Palio, il fantino indossa giubbetto
stemmato della Contrada e cappello, che per il Palio viene sostituito dalla zucchino.
Ogni volta che i fantini escono dall'Entrone, sono alle dipendenze del Comune e
dunque non possono avere nessun colloquio con persone all'esterno della pista. La
mattina del palio il fantino viene segnato al Comune, presentando il giubbetto della
propria Contrada e da quel momento non potrà essere più cambiato (vedi segnatura,
soprannome). Per la passeggiata storica deve sfilare in piazza sul soprallasso.
Il regolamento (scritto dopo il Palio dellagosto 1952, vedi), vieta ai fantini
di scambiarsi gli indumenti; restano comunque i divieti di astenersi dalla corsa,
trattenersi, prendere un cavallo avversario per le briglie, sporgersi con la spalla
sul petto dell'avversario, percuotersi (si può fare solo col nerbo). I fantini prima
del Palio vengono perquisiti dalle autorità di sicurezza prima di salire a cavallo
nell'entrone affinché non abbiano alcun oggetto contundente. In caso di caduta,
il fantino può risalire sul cavallo solo con le proprie forze.
Mestiere del fantino
di Piazza. Erroneamente, ci si limita a giudicare il mestiere di un fantino di Piazza
dalla capacità di partire e da quella di saper usare i ferri del mestiere (le mani
e le redini). In realtà il mestiere del fantino di Piazza è composto da ben altri
fattori, in quanto il Palio è una corsa che dura quattro giorni. Quindi, il fantino
di Piazza deve essere capace di addestrare il proprio cavallo alla pista, deve adattarsi
al proprio cavallo (in base alle caratteristiche del soggetto con il quale deve
coesistere), deve saper valutare difetti e potenzialità degli avversari ed infine
dovrebbe prefigurarsi un piano di corsa, che sarebbe da condividere con un Capitano
esperto.
FANTINO A PIEDI
Si dice di un fantino che non ha alcuna Contrada che lo ha ingaggiato e che non
correrà il Palio.
FANTINO DI CONTRADA
Fantino ingaggiato durante l'inverno per correre in una Contrada. La Contrada spesso
provvede a sostenere il fantino durante tutta la propria attività extra-Palio, con
la garanzia di una monta certa per il Palio. E una pratica che si era persa negli
anni 90 per essere ripresa poi negli ultimissimi anni. Come fantino di Contrada,
spesso si sceglie per un fantino giovane emergente su cui poter fare un investimento
a lungo termine. Aceto, il fantino che ha vinto più Palii in assoluto, ha dovuto
proprio parte della sua fortuna al rapporto di fiducia da parte dell'Oca dagli anni
60 agli anni 80. L'Oca, quando non correva, provvedeva a trovare una monta al
proprio fantino con il preciso obiettivo di vincere in funzione difensiva nei
confronti della rivale Torre.
FANTINO KILLER
E' una sfaccettatura del fantino molto particolare. Il Capitano che sceglie una
strategia strettamente difensiva decide di affidarsi ad un killer, ovvero ad un
fantino disposto a tutto pur di non far vincere l'avversaria. Questo tipo di strategia
fino alla prima metà degli anni 90 era abbastanza diffusa, ma con l'inasprirsi
delle pene soprattutto per i fantini, di fantini killer se ne vedono sempre meno.
Infatti come forma di dissuasione si tende sempre di più a punire questi eccessi
agonistici: addirittura in caso di giudizio di responsabilità oggettiva, oltre al
fantino si punisce anche la Contrada. Il fantino killer è un fantino di solito al
termine della carriera, disposto anche a subire pene aspre se con determinate garanzie
da parte della Contrada in cui monta. Al contrario delle credenze popolari, secondo
cui il killer è una sorta di disperato che non ha più niente da chiedere alla propria
attività di fantino, colui che sceglie di montare per far perdere lavversaria deve
avere molte più qualità tecniche rispetto a chi corre per vincere. Deve avere un
carattere molto forte per intimorire anche durante le prove il fantino avversario;
avere spiccate capacità tecniche per poter manovrare il proprio cavallo al momento
giusto nel posto giusto, giocandosi le situazioni nel tempo di attimi; essere intelligente
per comprendere le reali strategie difensive della Contrada; avere mente fredda
più del proprio avversario. Un esempio di Palio relativamente recente in cui si
sono viste due manifestazioni di fantino killer è stato il Palio del 3 luglio 1992,
in occasione del Palio due Contrade, la Pantera ed il Nicchio, scelsero una strategia
strettamente difensiva che manifestarono apertamente.
FARE A SEGGIOLATE
Modo di dire popolare per intendere una rissa o discussione tra contradaioli della
stessa Contrada. L'espressione delle seggiolate si riferisce ad uno scenario simbolico
in cui la gente che discute a cena e per strada durante i giorni del Palio usa le
sedie come armi per colpirsi. Le seggiolate capitano nelle Contrade in cui ci
sono diverse correnti di pensiero riguardo alla gestione della Contrada e del Palio,
e soprattutto in situazioni inerenti al palio.
FARE PULITO
Con questo termine si indicano le operazioni di pulizia della pista dalla gente
prima di ogni corsa dei prova o del Palio. Un cordone di vigili urbani parte, dopo
lo scoppio del mortaretto che avverte appunto l'inizio delle operazioni, dalla Cappella
e compie camminando un giro della pista facendo convogliare le persone presenti
sull'anello di tufo sui palchi o all'interno della Piazza. I vigili sono seguiti
da un gruppo di netturbini che tolgono dal tracciato dove poco dopo entreranno i
cavalli le immondizie lasciate dalla gente. Lo sgombero della pista (dicitura sicuramente
più appropriata) avviene di norma mezz'ora prima dell'inizio della prova della sera
e venti minuti prima delle prove mattutine e delle batterie della tratta. Alcuni
attribuiscono erroneamente il termine fare pulito al lavoro degli spazzini, anziché
a quello dei vigili.
FASCIO LITTORIO
Il Regime fascista non fu esente da lasciare il proprio segno sul palio. Il fatto
più tangibile resta il fascio littorio che fu imposto a tutti coloro che dal 2 luglio
1927 al 16 agosto 1939 dipingevano il Palio. Il fascio littorio, contrassegnato
anche da altri simboli che si rifacevano chiaramente al regime fascista italiano,
veniva posizionato in un luogo visibile del drappellone, spesso in una delle tre
merlature in fondo al drappellone. Nel drappellone del palio straordinario del 14
settembre 1928, ad esempio, il fascio littorio è inserito nel tricolore con anche
la dicitura dell'anno fascista. In alcuni casi, specialmente con la nascita dell'Impero
italiano, invece del fascio si può ritrovare l'aquila romana.
FAZZOLETTO
Simbolo di appartenenza e bandiera personale di ogni contradaiolo. Viene portato
al collo per ogni occasione ufficiale della Contrada: festa titolare, palio (solo
quando si corre), vittoria di palio (con ciuccio o biberon), banchetto annuale,
particolari occasioni contradaiole. E' simbolo di orgoglio ed appartenenza alla
Contrada.
FESTA ANNUALE DEL CORPO DEI VIGILI URBANI
Si celebra il 12 febbraio di ogni anno e per l'occasione sono esposte al Palazzo
Pubblico el bandiere delle Contrade
FESTA DELLA MADONNA
Cade l8 settembre, è la celebrazione della natività della Vergine Maria. Per l'occasione
i bambini di tutte le Contrade e delle parrocchie limitrofe al contro storico addobbano
un tabernacolo presente nel proprio territorio. Una commissione composta dai giornalisti
delle testate senesi giudica le opere dei bambini. La tradizione considera la Festa
della madonna anche come la festa dei bambini delle Contrade.
La Festa e i bambini.La festa della madonna è l'ultimo appuntamento
estivo dell'anno contradaiolo. E' quindi molto sentita dai bambini in quanto è l'ultima
occasione di andare in Contrada prima dell'inizio delle scuola, ed è anche l'ultima
occasione (vittoria di Palio a parte) per poter indossare il fazzoletto della propria
Contrada. I bambini delle Contrade iniziano con l'aiuto degli addetti ai piccoli
a pensare a come allestire il tabernacolo già diversi giorni prima della Festa della
Madonna, e dall'ultima settimana di agosto iniziano a fare il cosiddetto accatto
tra i commercianti della Contrada e le case del rione. Il tabernacolo con l'immagine
della Madonna viene allestito con addobbi sul muro e per terra, soprattutto di carta
pesta e di polistirolo, rappresentante un tema libero. Si può anche assistere a
dei tabernacoli con i bambini protagonisti sul modello del presepe vivente. E' usanza
che i bambini di una Contrada vadano a curiosare le realizzazioni degli altri rioni,
anche se dopo il passaggio della giuria alcune opere vengono distrutte dai bambini.
La giuria si pronuncia il giorno successivo, premiando le prime cinque Contrade,
mentre le altre si classificano tutte a pari merito. La premiazione avviene una
domenica mattina d'inverno nella Sala delle Lupe, nell'occasione viene anche offerto
un rinfresco ai bambini di tutte le Contrade.
FESTA DELLA MADONNA DI PROVENZANO
Si celebra il 23 giugno, per l'occasione vengono esposte le bandiere delle Contrade
nella Collegiata di provenzano per la Novena e la Festa della Madonna.
FESTA TITOLARE
Festa che ogni Contrada celebra in occasione della festa del proprio Santo patrono.
I festeggiamenti hanno inizio il sabato: nella mattinata si effettua nei cimiteri
cittadini la commemorazione dei defunti (che può anche avvenire la settimana precedente
il giro), nel pomeriggio il priore tiene il battesimo contradaiolo e il culmine
si ha nella prima serata, con il ricevimento della Signoria e il Solenne Mattutino.
Segue poi la cena della festa titolare per le vie del rione, che si conclude con
giochi e intrattenimenti nel rione. Il giorno successivo è dedicato al Giro di omaggio
alle Consorelle (vedi Giro in Città). La festa titolare, nonostante le ricorrenze
siano ben precise, viene anticipata o posticipata alla domenica più vicina al Santo
Patrono, ad eccezione del drago che gira l'ultima domenica di maggio. Le Contrade
che hanno la ricorrenza il giorno del Palio spostano la Festa Titolare, mentre la
Selva il 15 agosto effettua solo il battesimo contradaiolo.
Date delle Feste Titolari:26 aprile: Valdimontone - Madonna del
Buon Consiglio; 29 aprile: Oca - Santa Caterina da Siena; 29 aprile: Drago - Santa
Caterina da Siena; 1a domenica di giugno: Giraffa - Visitazione di Maria SS.ma;
13 giugno: Civetta - Sant'Antonio da Padova; 13 giugno: Tartuca - Sant'Antonio da
Padova; 24 giugno: Leocorno - S. Giovanni Battista; 29 giugno: Chiocciola - SS.
Apostoli Pietro e Paolo; 2 luglio: Bruco - Visitazione di Maria SS.ma; 2 luglio:
Onda - Visitazione di Maria SS.ma; 25 luglio: Torre - S. Giacomo Apostolo; 7 agosto:
Nicchio - S. Gaetano da Thiene; 15 agosto: Selva - Assunzione della B.ta Vergine;
16 agosto: Lupa - S. Rocco Confessore; 24 agosto: Istrice - S. Bartolomeo Apostolo;
29 agosto: Pantera - S. Giovanni Decollato; 12 settembre: Aquila - S. Nome di Maria
FETTONE
Parte dello zoccolo del cavallo. E una struttura triangolare, con la punta in avanti,
esteso a circa 2/3 della lunghezza della suola, a partire dall'estremità posteriore
della suola. Il suo spessore cresce regolarmente dall'avanti all'indietro, e posteriormente
sfuma nel perioplio dei talloni. Centralmente, presenta una fessura, chiamata lacuna
centrale, che si estende posteriormente verso l'alto, separando in parte i glomi.
Ha un colore nerastro, e una particolare consistenza gommosa, indizio della sua
funzione di "ammortizzatore elastico" e di "punto di presa" su superfici dure e
potenzialmente scivolose. Cresce verso il basso, e nel cavallo stabulato si consuma
per fenomeni di degradazione batterica, più che per vera e propria usura. Nel cavallo
domestico la sua superficie inferiore appare quindi spesso sfrangiata, molle ed
irregolare.
FIACCATURA
Ferita da sfregamento del cavallo. Di particolare importanza la fiaccatura che avviene
per sfregamento con i pantaloni del fantino.
FIANCATA
Movimento del fantino per far partire il cavallo alla mossa. Si effettua tallonando
i fianchi del cavallo per farlo scattare in avanti.
FIASCA
Nome con cui si indica comunemente il marchingegno meccanico con cui si stabilisce
l'ordine al canape. E' costituita da un serbatoio ovoidale che contiene sei volte
il volume dei barberi che vi sono inseriti. Il serbatoio è collegato ad un tubo
a doppia camicia con una serranda che separa il tubo con il serbatoio. Vengono inseriti
i barberi nel serbatoio, mescolato il tutto, aperta la serranda e capovolta la fiasca,
in modo che i barberi finiscano nel tubo. Il tubo ha dieci fessure che corrispondono
ai barberi: il primo foro, quello che è più lontano dal serbatoio, corrisponde alla
Contrada che prenderà il primo posto e così fino allultimo foro, che è quadrato
rispetto agli altri che sono tondi, che indica la Contrada che è di rincorsa. L'ordine
dei barberi è aperto dai Deputati della Festa, facendo ruotare la camicia.
FIGURANTI DEL COMUNE
Per la passeggiata storica, i figuranti del Comune sono 238, così suddivisi: 6 mazzieri,
1 porta vessillifero del Comune, 4 Comandatori, 1 porta vessillifero di Massa Marittima,
1 balestriere di Borgo (Massa Marittima), 1 Balestriere Città Nuova (massa Marittima),
1 balestriere Città vecchia (massa Marittima), 1 porta insegne di Montalcino, 4
arcieri di Montalcino, 1 porta insegna Studio senese, 1 rettore Studio Senese, 4
docenti Studio Senese, 4 studenti Studio Senese, 1 vessillifero della mercanzia,
3 magistrati della Mercanzia, 1 paggio porta masgalano, 2 scorte al paggio porta
masgalano, 3 paggi del Capitano del Popolo, 1 vessillifero Capitano del Popolo,
1 Capitano del Popolo, 3 gonfalonieri dei terzi, 3 centurioni dei terzi, 3 centurioni
delle masse, 1 vessillifero dei Balestrieri, 1 capo dei Balestrieri, 4 Pavesarii,
4 balestrieri con balestra grande, 16 balestrieri con balestra piccola, 1 Capitano
di Giustizia, 12 armigeri (di cui 8 prestano servizio per tutti i giorni del Palio),
4 bovari, 4 rappresentanti della Balia, 1 paggetto di Balia, 1 inserviente di balia,
6 Cavalieri delle Contrade Soppresse, 6 rappresentanti delle Nobili famiglie Senesi,
24 palafrenieri, 15 rotellini, 69 bandierini di Terra e castella, 18 bambini porta
festoni.
FINIMENTI
Sono gli accessori che consentono la monta del cavallo di uso domestico. I finimenti
ammessi al Palio sono la testiera, l'imboccatura e le redini, che possono essere
provvisti eventualmente di paraombre e di paraocchi di foggia tradizionale.
FIOCCO
E' il pennacchio dei colori della Contrada posto alla fine dell'asta della bandiera.
In origine doveva essere un vero e proprio fiocco, da cui deriva la dicitura salto
del fiocco.
FIORETTI
Tutti i giochi con la bandiera. Il regolamento del Palio consente l'esecuzione,
durante il cammino degli alfieri, dei tradizionali fioretti, sempre che non rechino
intralcio allo svolgimento della passeggiata storica. Questo vuol dire che teoricamente
gli alfieri, invece di fare il tradizionale otto, si possono scambiare tra loro
la bandiera eseguendo, ad esempio, uno scambio a bilancino oppure proseguire, sempre
armonicamente, il proprio passo facendo lancalena. Il regolamento lo consente,
ma nessuno si prende questi rischi perché lesecuzione di fioretti non porta nessun
punto aggiuntivo ma solo possibili penalità in caso di prese difettose o cadute
di bandiera.
FOCATURA
Tecnica in disuso per provocare un'infiammazione acuta a livello del nodello o dello
stinco per curare delle forme di artrite. La focatura provoca un aumento del sangue
nella parte interessata che porta via la deposizione ossea. La focatura in un cavallo
è segno che l'animale ha avuto un problema cronico.
FONDO ARABO
Sono cavalli mezzosangue a fondo arabo quei soggetti che hanno una percentuale di
sangue inglese inferiore al 50%. Sono cavalli molto resistenti e nel progetto del
protocollo equino sono quelli che dovranno fra un po' di tempo esclusivamente far
parte del protocollo. Il calcolo della percentuale di sangue inglese avviene sommando
le percentuali dei genitori come da certificato Unire e dividendo per due.
FONDO INGLESE
Sono cavalli mezzosangue a fondo inglese quei soggetti che hanno la percentuale
di sangue inglese compresa tra il 75 e il 50%. Sono cavalli mezzosangue che tendono
per caratteristiche ad assomigliare ai purosangue inglesi. Il calcolo della percentuale
di sangue inglese avviene sommando le percentuali dei genitori come da certificato
Unire e dividendo per due.
FONTANINA
Le fontane battesimali delle Contrade sono state realizzate in seguito all'invenzione
da parte di Silvio Gigli del battesimo contradaiolo. Sono vere e proprie opere d'arte
realizzate spesso proprio da contradaioli. Ogni Contrada ha la propria fontanina
battesimale, tranne il Nicchio (che battezza nella fontana di Santa Chiara) e l'Oca
(che battezza con l'acqua di Fontebranda).
FONTE GAIA
E' la Fonte che si trova in Piazza del Campo dalla parte opposta del Palazzo Pubblico.
Nella generale progettazione del complesso apparato sotterraneo dei bottini, fu
ideata la costruzione di una fonte in Piazza del Campo già nel 1344. L'opera originale
fu realizzata e conclusa da Jacopo della Quercia nel 1419 dopo circa dieci anni
di lavoro. Fonte Gaia è composta da un bacino rettangolare circondato da tre lati
da un alto parapetto, di cui i due lati corti recano i bassorilievi con la Creazione
di Adamo e la Cacciata dei progenitori e sui pilastri anteriori le due statue a
tutto tondo con Rea Silvia e Acca Larenzia, mentre in quello più lungo, i rilievi
con al centro la Madonna col Bambino in trono circondata dalle Virtù e Angeli. L'opera,
consunta dagli uomini e dal tempo, fu sostituita dalla copia di Tito Sarrocchi nel
1858, che è quella tuttora presente. La versione originaria della Fonte, opera di
Jacopo della Quercia, ha trovato da poco la sua collocazione museale all'interno
del complesso del Santa Maria della Scala, dopo essere stata esposta per tantissimo
tempo nel loggiato del Palazzo Pubblico che dà su Piazza del Mercato. Si può assistere
al Palio dall'interno del recinto che circonda la Fonte Gaia, anche se i biglietti
sono ovviamente molto limitati. La Fonte Gaia dà il nome al semicerchio di pista
pianeggiante che separa la mossa dalla prima curva di San Martino, che è il tratto
prospiciente la Fonte e opposto al Palazzo Pubblico. E' celebrata nello stornello
e mentre Siena dorme
.
FORMELLA
Neoformazione ossea che può svilupparsi sulla prima, seconda o terza falange. E
il risultato di una periostite generata più comunemente da traumi con trazione sui
legamenti (collaterali delle articolazioni, sulle inserzioni della capsula articolare)
e/o sui tendini o per contusioni dirette sulle falangi.
FORZARE IL CANAPE
Atto con il quale un fantino anticipa la partenza del proprio cavallo alla mossa
costringendo il mossiere ad abbassare il canape e ad invalidare la mossa.
G
GALOPPO
Andatura saltata a quattro battute del cavallo: posteriore sinistro, posteriore
destro, anteriore sinistro (quasi contemporaneamente al precedente), anteriore destro.
La sequenza può anche iniziare col posteriore destro anziché sinistro, in questo
caso si parla di galoppo mancino. Infatti il cavallo di norma cambia mano in modo
periodico per diminuire lo sforzo: quando svolta a sinistra inizia con l'arto anteriore
sinistro (e posteriore destro), quando gira a destra cambia sull'anteriore destro
(e posteriore sinistro). L'arto anteriore, sul quale il cavallo galoppa, ed il suo
posteriore diagonale (detto arto posteriore guida), sopportano più peso e sono soggetti
a maggior fatica dei diagonali controlaterali.
GALOPPO MANCINO
Le battute del galoppo mancino sono le seguenti: posteriore destro, posteriore sinistro,
anteriore destro, anteriore sinistro. Per approfondire vedi galoppo.
GARRESE
Il punto più elevato delle prime otto vertebre toraciche del cavallo, che viene
usato convenzionalmente come punto per la misurazione dell'altezza del cavallo.
GARRETTO
Parte dei posteriori del cavallo, che corrisponde all'articolazione tra tibia e
tarso.
GAVINONE
Grande apertura per lo scolo dell'acqua con prospetto a forma di conchiglia che
si trova nella parte più bassa della Piazza del Campo. E situato nella zona della
spianata del comune, rivolto verso l'interno della Piazza: in corrispondenza del
gavinone tra la parte interna della Piazza e il perimetro dell'anello c'è un netto
dislivello. E' usato come punto convenzionale di riferimento per le corse del Palio.
GHIANDINE
Contenitori di plastica o legno svitabili nella metà o in fondo, in cui vengono
inserite le tessere con i nomi delle Contrade per l'estrazione a sorte e le Contrade
e i numeri dei cavalli per l'assegnazione dei cavalli. Non devono recare differenze
l'una dall'altra né tanto meno segni di riconoscimento.
GIOCO CON DUE BANDIERE
Era in voga fino agli anni '70 la figura che prevedeva un alfiere che giocava con
due bandiere mentre l'altro guardava con entrambe le mani sui fianchi. Oggi questa
figura è espressamente vietata dal regolamento.
GIOCO DI PIEDE
Figura dell'alfiere caduta in disuso. La bandiera veniva appoggiata col piombo su
un piede e spinta su a mo di pallone da calcio e ripresa a penna o dietro la schiena.
Nacque per sbaglio durante un allenamento tra alfieri della Giraffa.
GIOCO DI POLPACCIO
Figura degli alfieri non molto utilizzata nella sbandierata di Piazza. La bandiera
viene tirata in aria e ripresa stretta tra polpaccio e ginocchio. L'alfiere in questa
posizione compie alcuni giri su se stesso.
GIORNALINO DI CONTRADA
Pubblicazione Contradaiola periodica gratuita che viene inviata per posta ai protettori
e alle sedi delle altre consorelle. Tratta di argomenti inerenti alle attività della
Contrada e della Società di Contrada, talvolta anche di argomenti inerenti alla
città. Le redazioni sono composte esclusivamente da contradaioli, anche se non mancano
interventi di personalità esterne alla Contrada.
Le testate delle Contrade: Aquila: Il lampione di Costa Larga; Bruco:
Barbicone; Chiocciola: L'Affogasanti; Civetta: Il Civettino; Drago: I Malavolti; Giraffa:
Il Giornale Bianco Rosso; Istrice: L'Aculeo; Leocorno: Follonica news; Lupa: Romolo
e Remo; Nicchio: La Spannocchia; Oca: Siam delle Fonti; Onda: Malborghetto; Pantera:
Il grattapassere; Selva: Selvalta; Tartuca: Murella Cronache; Torre: Salicotto News;
Valdimontone: Pochi ma boni.
GIUBBETTO
Giacca di seta con i colori della Contrada con cui i fantini corrono le prove ed
il Palio. Deve recare lo stemma della Contrada sul retro e i colori devono corrispondere
alla tabella ufficiale conservata al Comune. Anche i pantaloni, il berretto e lo
zucchino devono avere i colori della Contrada. Curiosità: La Chiocciola ha portato
in piazza nel 1997 un giubbetto con le scaglie rosse e gialle sul modello della
propria bandiera anziché la bipartizione classica. Nelle fotografie del Palio vinto
dal Leocorno nel 1954 si nota come il giubbetto abbia, oltre alla bipartizione classica,
anche un'onda nella parte inferiore come motivo. La Civetta alterna giubbetti con
diverse tonalità di rosso, negli ultimi anni il rosso scarlatto ha lasciato spazio
al rosso vino. Il Drago, che riconosce come propri colori ufficiali il verde e il
rosa antico, ha il giubbetto con tonalità di rosso scarlatto. La Lupa ripropose
nel 2002 la propria antica versione del giubbetto, bianconero a scacchi con linea
arancione in fondo orizzontale anziché bipartito con banda verticale. Fu rivisitato
anche il berretto delle prove, a punta stondata con rifiniture e penna arancione.
Il Palio fu vinto dall'Istrice e della versione del giubbetto è rimasto solo il
berretto per le prove. La Pantera ha un giubbetto con la Pantera che caccia come
stemma anziché la pantera rampante, e nel giubbetto tradizionale ha la banda bianca
verticale solo sul davanti, lasciando sul retro solo il rosso e il celeste bipartiti.
LOnda ha spesso cambiato la tonalità del proprio celeste con il passare degli anni.
Fino agli anni cinquanta l'Onda, proprio per la bassa tonalità del proprio celeste
era chiamata la sbiadita. Negli anni sessanta si passò ad un celeste scuro, fino
all'attuale celeste, tonalità centrale tra quelle utilizzate negli anni. La Torre
ha spesso presentato un giubbetto con le listature bianche e blu quasi impercettibili,
lasciando totalmente spazio al cremisi. Il giubbetto del Valdimontone, per non confondersi
con la Chiocciola, è di colore rosa, con bordi gialli, rossi e bianchi. I pantaloni
del Valdimontone hanno in fondo una banda di colore bianco. In quanto in occasione
del Palio straordinario del 18 maggio 1950, al fantino Fernando Leoni detto Ganascia
erano corti i pantaloni e furono allungati proprio con una banda bianca, non avendo
le donne della Contrada tessuto rosa per allungarli. Il Valdimontone vinse quel
Palio, e da allora i pantaloni del fantino del Valdimontone recano la banda bianca.
GIRO IN CITTÀ
Sfilata dei figuranti di una Contrada per le vie del centro in occasione della festa
titolare. Fin dalla mattina del giorno successivo ala Festa titolare, gli alfieri
e i tamburini della Contrada recano omaggio a tutte le altre consorelle eccetto
l'avversaria. Le consorelle attendono la Contrada che gira all'interno del proprio
rione e aprono la propria chiesa affinché la Contrada possa rendere omaggio alla
madonna con il Maria Mater.
GIRO IN CAMPAGNA
Omaggio che la comparsa della Contrada fa di solito la domenica prima della festa
Titolare a tutti i suoi protettori che non abitano nel centro storico. La comparsa
si muove con automobili private o pulmini organizzati dalla Contrada e di fronte
alle case dei protettori effettua la sbandierata. I protettori offrono occasionalmente
dei piccoli rinfreschi. Fino agli anni '80 si poteva anche assistere a giri in campagna
durante i quali la comparsa si muoveva con autobus di linea o tram.
GIUDICI DELLA VINCITA
Commissione di tre membri, nominata dalla Giunta Comunale, il cui giudizio sulla
vittoria di una Contrada è inappellabile. Assistono al palio da un'apposita posizione
sul palco dei Giudici. Una volta emesso il loro inappellabile verdetto, concedono
al sindaco di consegnare il palio al Capitano vittorioso.
GIUSTIZIA PALIESCA
Disciplina dettata dallarticolo 98 del Regolamento del Palio e di competenza esclusiva
dell'Amministrazione Comunale, che è chiamata a sanzionare le Contrade sulla base
della relazione de Deputati della Festa.
Procedimento. I Deputati della Festa scrivono
entro sette giorni dallo svolgimento del Palio una relazione che presentano al Comune
sullo svolgimento del palio. L'Assessore delegato può giudicare solo sulla base
della relazione e comunicare alle Contrade le proposte di sanzione. Le Contrade
hanno il diritto di visionare la relazione dei deputati della festa compresi gli
allegati. Le Contrade che dovrebbero essere sanzionate hanno dieci giorni di tempo
per presentare i propri ricorsi, potendo anche basarsi su materiale fotografico
o filmato. E poi la Giunta Comunale che, con l'Assessore assente, valuta le sanzioni
e decide se accogliere o meno i relativi ricorsi. Stesso procedimento vale per i
fantini. Le delibere della Giunta devono essere adottate entro la fine dell'anno
contradaiolo (30 novembre), nessuno può ricorrere contro le decisioni della Giunta.
Ogni decisione della Giunta viene poi comunicata al Magistrato delle Contrade.
Sanzioni
estreme Nel caso in cui una Contrada o un fantino incorrano in sanzioni per cui
è prevista già dal regolamento l'esclusione per uno o più Palii, su rapporto dei
Deputati della Festa o del Mossiere, l'Assessore delegato provvede immediatamente
a far scattare la squalifica per il Palio immediatamente successivo.
Punizioni previste
per le Contrade. Le punizioni per le Contrade sono tre: la censura, la deplorazione
e la squalifica. La censura decade cinque Palii dopo quello in cui la Contrada è
incorsa nella sanzione. Alla quarta censura scatta la deplorazione. La deplorazione
dura per i nove Palii successivi a quello in cui è incorsa la Contrada, tre deplorazioni
fanno scattare automaticamente la squalifica per il palio immediatamente successivo.
La squalifica può durare uno o più Palii, fino alla durata di dieci anni.
Punizioni
previste per i fantini. Ai fantini possono essere comminati due tipi di sanzione:
l'ammonizione e la squalifica. L'ammonizione scade dopo tre Palii che sono stati
effettivamente disputati; nel caso in cui in quel periodo il fantino incorra in
una simile sanzione, scatterà automaticamente la squalifica, che vale per il Palio
quanto per le prove e può addirittura prevedere l'esclusione a vita.
GOVERNATORE
Denominazione del Priore della Nobil Contrada dell'Oca
GRUPPO DONATORI DI SANGUE
Tutte le Contrade hanno un gruppo donatori di sangue, che si rifà ai principi del
volontariato e del mutuo soccorso con cui nacquero le società di Contrada.
GRUPPO SPORTIVO
Ramo delle Società di Contrada che si occupano delle attività sportive. Vengono
organizzati dalle Contrade e dagli enti locali diversi tornei tra le squadre delle
Contrade, per persone di tutte le età.
GUALDRAPPA
Drappo di seta che viene messo sulla groppa del cavallo per la passeggiata storico.
E dipinto e ricamato con i colori e lo stemma ufficiale della Contrada. La gualdrappa
per il cavallo durante il corteo storico è obbligatoria: il cavallo riottoso che
rifiuta la gualdrappa, causa una penalità ai fini dell'assegnazione del masgalano.
GUARDAFANTINO
E' una delle figure più affascinanti del Palio. E' la guardia del corpo del fantino,
che lo scorta interamente giorno e notte per tutti i quattro giorni, anche per evitare
che venga in contatto con altre dirigenze che potrebbero corromperlo. Il guardafantino
dorme insieme al fantino, lo segue ogni secondo anche in casa, sequestra il cellulare
al fantino per evitargli di avere rapporti con l'esterno. Tante storie particolari
ci sono su questa figura: da Peppinello, fantino dell'Oca, che nel 1964 scappò dalla
finestra del bagno dalla casa dove alloggiava per andare a montare nella Chiocciola,
a quel capitano che non fidandosi del proprio fantino, lo faceva dormir nel letto
fra sé e sua moglie. Di solito il guardafantino era uno, ma ultimamente in qualche
Contrada si è arrivati anche ad avere cinque guardafantini.
H
Nessuna voce presente per la lettera H
I
IMBOCCATURE
Detta genericamente morso, è un pezzo di metallo piazzato nella bocca del cavallo;
talora può essere fatto di altri materiali. L'imboccatura viene sistemata in uno
spazio esistente dietro i denti anteriori, gli incisivi, e davanti i denti posteriori,
quelli masticatori. Questo spazio prende il nome di barra. Quando si dice che un
cavallo prende il morso fra i denti significa che irrigidisce le labbra e la bocca
per ignorare i segnali del fantino. Le imboccature forniscono diversi gradi di comunicazione
e di controllo con il cavallo, in base alla loro conformazione e all'abilità di
chi lo monta. E importante che il tipo di imboccatura sia adatta alle necessità
del cavallo, che abbia la giusta misura per funzionare al meglio e che infastidisca
il cavallo meno possibile. In Piazza vengono usati principalmente due tipi di imboccature:
il morso e il filetto. Il filetto è caratterizzato dall'assenza di barbozzale; il
cannone può essere snodato o dritto, dotato agli estremi di anelli singoli o multipli.
Questi agiscono principalmente sulle commessure labiali. Più i cannoni sono sottili,
più l'imboccatura è "forte". Un morso diritto è più duro di un morso snodato. Ci
può essere la presenza di cuoio o gomma per addolcirne l'azione. Questa imboccatura
è usata principalmente nei puledri e nelle scuole di equitazione per i principianti.
Il morso è caratterizzato dalla presenza di un barbozzale. Agisce sulle barre con
un effetto leva dovuto al barbozzale che funge da fulcro e agli archi che fanno
da bracci. Più gli archi sono lunghi, maggiore sarà la forza dell'azione del morso.
Si usa un morso con passaggio della lingua se è troppo grossa per stare tra la mandibola
e l'imboccatura.
IMBUSSOLARE
Termine gergale che si riferisce all'atto del Sindaco di inserire in maniera palese
le tessere nelle ghiandine e a loro volta nelle urne adibite per i sorteggi.
IMPANCIARE
Pratica molto usata dai fantini al momento di affrontare le curve. Per facilitare
l'esecuzione della curva e per ostacolare l'avversario, a velocità sostenuta si
usa il corpo del cavallo avversario come appoggio per girare al suo interno e al
tempo stesso fargli allargare la traiettoria. Sinonimo di tamponare, anche se ha
valenza soprattutto quando viene sbagliata l'impostazione della curva e si finisce
dritti contro un altro cavallo che ha già superato la svolta.
IMPERIALE
Titolo di cui si fregia la Contrada Imperiale della Giraffa in seguito alla Vittoria
riportata sul Campo il 2 luglio 1936 in occasione del Palio dedicato alla Conquista
dell'Impero per decreto di Vittorio Emanuele III di Savoia.
INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO
Per l'inaugurazione dell'anno accademico, che si tiene nella prima metà del mese
di novembre, le bandiere delle Contrade vengono esposte nel cortile del Palazzo
dell'università. Alla cerimonia ufficiale partecipa anche il Labaro ufficiale del
magistrato delle Contrade e un rappresentante del magistrato.
ISPETTORI DI PISTA
Sono tre, ed hanno il compito di coadiuvare i tre Deputati della Festa nell'espletamento
dei loro compiti. Vengono nominati con la stessa procedura con cui vengono scelti
i Deputati della Festa. bianca al prescelto.
L
LAVANDA
E' la scaramanzia popolare più diffusa destinata a chi va a prendere il cavallo.
Un gruppo di amici ristretti, per ingraziarsi la sorte, lavano il deretano di chi
è stato scelto per andare a prendere il cavallo con spumante, vinsanto o vino brusco
(vino bianco) la sera prima del palio. Questa è solo una delle usanze che i contradaioli
sono soliti eseguire, al limite tra il goliardico e il fescennino. Il rito spesso
si conclude con la donazione di una rosa bianca al prescelto.
LIBRETTO DEI PARTITI
Fino agli anni '60 i partiti erano molto più circostanziati e venivano appuntati
su un apposito libretto o cartoncino. Veniva predisposto un cartoncino per ogni
Contrada, che veniva piegato a metà per ottenere quattro facciate. Nella prima facciata
cera scritto il nome della Contrada cui si riferiva il cartoncino; la seconda facciata
recava il titolo noi a loro e presentava tutte le voci a seconda delle pattuizioni,
l'ultimo capitolo era nominato servizi speciali e premi e conteneva tutti gli
accordi che dovevano essere rispettati (ad es. nerbo legato fino al terzo giro,
neutralità tra Contrade in caso di sorpasso tra le retrovie ecc.); la terza facciata
aveva il titolo loro a noi e riprendeva la seconda facciata. Lultimo cartoncino
era riservato al fantino: nella seconda facciata le cifre pattuite a vincere, nella
terza quelle pattuite a perdere.
LOTTO DI CAVALLI
Insieme dei dieci cavalli scelti dai Capitani che correranno il Palio. Specialmente
negli ultimi periodi si parla spesso di lotto alto o lotto basso. Il concetto
fondamentale che regola ogni lotto di cavalli è che in qualsiasi gruppo di dieci
che correranno il Palio esiste un primo ed un ultimo cavallo. Chiaramente ognuno
può avere la propria preferenza se un cavallo può essere migliore di un altro, ma
le qualità dei soggetti, sia in un lotto alto sia in un lotto basso, sono comunque
scremate. Negli ultimi tempi specialmente, si tende anche a parlare di lotto omogeneo,
nel quale non ci siano manifestamente un cavallo o due nettamente inferiori agli
altri, cosa che invece poteva tranquillamente avvenire fino agli inizi degli anni
'90. Questo va ricercato nel fatto che con il protocollo equino i cavalli vengono
preparati tutti allo stesso modo e visitati e monitorati tutto l'anno, rendendo
le qualità di ogni cavallo conosciute; e nella psicologia moderna in cui un Capitano
accetta sempre più con difficoltà di prestarsi in maniera chiara ed ovvia a dei
giochi atti a favorire la vittoria di un'altra Contrada, in quanto cè l'obbligo
morale di ricercare sempre e comunque la vittoria, lasciando talvolta perdere investimenti
futuri.
Lotto alto.E' il caso in cui i Capitani scelgono i migliori cavalli
presenti alle batterie della tratta. I capitani che puntano ad avere un lotto alto
di solito sono coloro che hanno la possibilità di montare i migliori fantini o comunque
un fantino valido. Con il Palio dei mezzosangue, con un lotto alto (in cui i cavalli,
essendo i più forti e i più esperti, si avvicinano molto nei valori), la differenza
viene fatta soprattutto dalla monta e dalla stalla.
Lotto basso.E' il caso in cui i capitani optano per un alto numero
di cavalli novizi o comunque poco quotati. Questa soluzione viene favoreggiata dai
capitani che non hanno possibilità (sia per soldi che per strategie) di montare
un fantino quotato. A differenza del lotto alto, nel lotto basso i valori tra il
primo e l'ultimo cavallo sono molto distanti, in quanto pescando tra i cavalli nuovi
si può trovare uno che galoppa molto più forte rispetto agli altri.
LUPA
La lupa che allatta i due gemelli è il simbolo, insieme alla Balzana, dell'antica
Repubblica di Siena. L'origine della Lupa si perde nella tradizione che vuole che
i due fondatori di Siena, Senio ed Ascani, fossero nipoti di Romolo. A differenza
della lupa romana, che ha la testa girata, la lupa senese ha la testa dritta. Si
trovano a Siena tre colonne con la lupa che allatta i gemelli, una per ogni terzo:
piazza postierla (terzo di Citta), Ponte di Romana (Terzo di San Martino), Piazza
Tolomei (terzo di Camollia).
M
MAESTRO DI CAMPO
E' il responsabile dello svolgimento del Corteo storico, coadiuvato dai Rotellini.
Durante la passeggiata storica indossa il costume del Comune, e dirige le comparse
nella corretta direzione, scandendo i tempi e le distanze del Corteo. Dà il segnale
di inizio della sbandierata delle Contrade che non corrono e della sbandierata della
Vittoria.
MAGISTRATO DELLE CONTRADE
In una realtà così composita come quella delle Contrade di Siena, dove l'intangibile
autonomia di ciascuna costituisce la massima espressione di una storica convivenza,
riunirsi in un organismo unitario è senz'altro sintomo della necessità di un mutuo
sostegno ed, in certi casi, di una esigenza di difesa dei comuni interessi. Questo
organismo è il Magistrato delle Contrade. Con la sua caratterizzazione sempre più
evidente come tramite fra il mondo delle Contrade e l'esterno, senza dimenticare
la rilevanza dei rapporti con l'Amministrazione Comunale che sovrintende al Palio,
il Magistrato svolge la sua funzione nel rispetto delle Costituzioni che si è dato.
Le finalità più significative che costituiscono l'elemento preminente dell'attività
del Magistrato sono: coordinare l'azione comune delle Contrade nel rispetto dell'autonomia
di ciascuna; tutelare l'interesse collettivo delle stesse nei rapporti con le Autorità,
e con qualsiasi ente e con privati; promuovere iniziative che vadano a vantaggio
morale ed economico delle Contrade o che aggiungano interesse e prestigio alle tradizionali
celebrazioni del Palio; coadiuvare le Autorità cittadine e in special modo l'Amministrazione
Comunale in tutto ciò che investe lo svolgimento e la disciplina del Palio; indicare
al Consorzio per la tutela del Palio le linee programmatiche generali e collaborare
per il raggiungimento dei fini statutari; essere, in altre parole, portatore delle
esigenze delle Contrade per assicurare loro un fulgido avvenire e per tramandarne
le tradizioni. Di tutto quanto ora detto ne è testimonianza lo stesso Regolamento
del Palio dove, a più riprese e non per mera forma, al Magistrato viene riconosciuta
la funzione ed affermato il ruolo di interlocutore principe fra Amministrazione
Comunale e Contrade nell'ottica manifesta di un sinergico concorso per il più puntuale
svolgimento del Palio. Non un ruolo dunque di supremazia nei confronti delle Contrade
né di sudditanza nei confronti dell'Autorità Comunale, certamente una funzione coagulante
che va a rafforzare e mira a conservare quell'universo irripetibile che è formato
dalle tradizioni contradaiole, dal Palio e dalla Città. Per concludere spetta al
Magistrato delle Contrade assicurare la cura dell'interesse comune, compiere ogni
sforzo per conservare le secolari tradizioni, costituire punto di sicuro incontro
per realizzare quella forma di insostituibile comunanza di scopi e di intenti fra
le Contrade che sola può consentire il superamento di situazioni non sempre concentriche.
Per dirla con le stesse parole pronunciate nel 1937 dal Conte Guido Chigi Saracini,
fondatore dell'Accademia Musicale Chigiana e per quasi quarant'anni Rettore del
Magistrato delle Contrade, "dai 17 Priori l'anima di Siena, una pluralità di persone,
una complessità di storiche autonomie, tutte convergenti verso una unità di obiettivi,
insomma come... una sola anima".La storia ormai più che centenaria del Magistrato
delle Contrade dimostra infatti come queste, in alcuni passaggi della loro lunga
formazione, avessero percepito in maniera assai realistica l'influenza, certamente
non positiva, di forze esterne di natura economica sociale e politica, con le quali
si è dovuto necessariamente fare i conti per non rischiare di rimanerne sopraffatte.
Da qui le prime informali assemblee dei Priori che si tennero durante gli ultimi
decenni dell'Ottocento, ed il primo Comitato dei Priori del 1887, fino a giungere
al 1894 anno in cui si uscì, per cosi dire, allo scoperto e si cominciò a discutere
una proposta relativa ad una "rappresentanza permanente collettiva delle 17 Contrade".
Così è nato il Magistrato delle Contrade, riunione permanente dei Priori delle 17
Contrade di Siena, presieduto da un Priore eletto annualmente che assume la caria
di Rettore. Il processo di crescita del Magistrato delle Contrade ha avuto però
alterne vicende, sempre legate ai momenti storici contingenti, ma l'istituzione
si è andata poi pian piano affermando nel ruolo che originariamente era stato individuato
fino ad assurgere a sicuro punto di riferimento delle Contrade e dei soggetti esterni
ad esse, e quale centro di tutela degli interessi comuni.
MAGGIORENTI
A seconda degli statuti di ciascuna Contrada, lorgano prende il nome di Collegio
dei maggiorenti, Consiglio dei Maggiorenti o Sedia dei Maggiorenti. E una sorta
di assemblea degli anziani della Contrada. Vi fanno parte soltanto membri di diritto,
ovvero coloro che hanno svolto le cariche di Capitano e priore e, in alcune Contrade,
anche ex-vicari. Questi hanno il compito di sorvegliare le iniziative della Contrada
e possono sostituire il Priore in alcuni casi eccezionali.
MANCINISMO
Il cavallo mancino è quello che presenta difetti dappoggio, presentando gli zoccoli
anteriori ruotati allesterno. Esistono diversi gradi di mancinismo, anche se i
cavalli mancini vengono in genere scartati alla previsita. Il cavallo mancino durante
le fasi del proprio galoppo tende a falciare, ovvero a fare un movimento simile
a quello della falce.
MANGIAGUADAGNI
Giovanni Ducci detto Mangiaguadagni, per la sua abitudine di sperperare denaro,
era al comando della squadra che batteva le ore della Torre di Palazzo Pubblico
nel XIV secolo. Attorno al 1359 alla battitura manuale si sostituisce lautoma,
che prende il nome di Mangiaguadagni, da cui deriverà in seguito lappellativo di
Torre del mangia.
MANGINI O FIDUCIARI
Per il regolamento sono le due persone che il Capitano nomina di propria fiducia
per farne eventualmente le veci, ma spesso negli ultimi anni si verifica la presenza
di tre o quattro mangini. Nel regolamento del Palio si utilizza la parola fiduciario,
che è ripresa in qualche statuto di Contrada. In alcuni casi il mangino è stato
la mente del Capitano, il vero stratega della dirigenza, persona magari di minor
carisma del Capitano, ma di grandi conoscenze tecniche. Oggi i mangini collaborano
quasi alla pari con il Capitano, dando vita alla cosiddetta terna del Palio (anche
se poi composta da più di due mangini). Sta sempre più diminuendo, arrivando quasi
allestinzione, la pratica di eleggere un mangino del popolo, scelto dallassemblea
e non dal Capitano.
MANGINO DEL POPOLO
E il mangino eletto dallassemblea e non scelto dal Capitano. Fino agli anni 90
era una pratica molto usata dalle Contrade, che vedevano nel mangino del popolo
una sorta di garanzia che lassemblea imponeva al Capitano affinché non accentrasse
troppo il proprio potere. Con il mangino del popolo la dirigenza del Palio era composta
da un Capitano eletto dallassemblea, da un fiduciario scelto dal Capitano e dal
mangino del popolo: i contradaioli eleggevano due terzi della dirigenza del Palio.
Di solito il mangino del popolo era un personaggio simbolico, che rappresentava
unimportante fetta della Contrada. Oggi questa pratica si sta improvvisamente estinguendo.
Infatti, essendo cresciuta labitudine di nominare più di due mangini da parte del
Capitano, è venuto meno il potere dellassemblea di eleggere, oltre al Capitano,
un proprio rappresentante allinterno della dirigenza del Palio, perché aumentando
il numero di persone, diminuisce la percentuale di cariche elette direttamente dal
popolo. Venendo meno il mangino del popolo, è il solo Capitano che nomina i propri
mangini e che risponde lui unico direttamente delloperato dei propri collaboratori.
MANISCALCO
Colui che pratica lantica arte della mascalcia, ovvero del pareggio e della ferratura
del cavallo. Ogni Contrada ha un maniscalco di fiducia che lavora nella stalla durante
il palio. Il lavoro del maniscalco oltre ad essere molto importante per ovvie ragioni,
è in stretta correlazione con il lavoro del fabbro. Infatti occorre molta attenzione
nel preparare e adattare il ferro perché coincida con le esigenze del singolo cavallo.
Ormai levoluzione dellarte della mascalcia e delle discipline ippiche rende inutile
la fabbricazione del ferro sul momento, ma diventa fondamentale la scelta dei diversi
ferri presenti sul mercato da utilizzare. Altra fase importante del lavoro del maniscalco
è il pareggio, che consiste nellasportazione delle parti dello zoccolo che crescono
eccessivamente verso il basso. Anche il Comune ha nella Commissione veterinaria
un maniscalco di fiducia, che interviene però solo in casi eccezionali.
MANTO DEL CAVALLO
Il manto è linsieme di peli che ricopre il cavallo. Il suo colore è fondamentale
per il riconoscimento di un soggetto. Esistono molte variazioni di colore del manto,
ma nei cavalli che corrono il palio queste combinazioni sono abbastanza limitate.
Negli ultimi anni, per indicare il colore di un cavallo, nella lista dei cavalli
iscritti alla tratta ci si limita ad indicare soltanto le diciture grigio, sauro,
baio e baio oscuro. Negli anni che seguirono immediatamente la seconda guerra mondiale
in particolare, alcuni cavalli che venivano iscritti alla tratta senza un nome particolare
venivano segnati come, ad esempio Sauro stella fronte in base al loro manto. Per
tutto lOttocento invece si può notare come invece i soggetti iscritti alla tratta
venivano segnati come Baio del Carli, oppure Morello del Merlotti, che indicava
descrizione e padrone del cavallo. In particolare, i mantelli dei cavalli possono
essere: semplici (bianco, morello, sauro); composti (a due colori separati, a due
colori mescolati, a tre colori mescolati); a due pelami (pezzati, macchiati). Oltre
al colore del manto, sono importantissimi per il riconoscimento anche i segni distintivi.
Prenderemo in esame le varie tipologie dei mantelli più diffuse nel Palio di Siena.
Morello: manto completamente nero in cui non sono ammesse macchie bianche. Può essere
ordinario, e quindi privo di riflessi, nero brillante (prende la dicitura di gaietto),
o con zone che tendono al grigio-marrone (maltinto). Sauro: mantello di colore rossastro
o zenzero, può variare dal giallo sabbia al marrone chiaro. La coda e la criniera
sono dello stesso colore del manto. Può avere numerose sfumature: con riflessi dorati;
con peli che tendono al giallo o rossi intensi; vicino al marrone; sauro bruciato,
ovvero con il colore del caffè tostato; metallico, colore simile al bronzo; con
una sfumatura mista tra roano e fragola. Baio: è il manto composto a due colori
separati per eccellenza e presenta moltissime variazioni. I peli del manto variano
dal rosso rame al marrone (dorato, chiaro o molto scuro), ma i crini sono di regola
sempre neri. Zampe e muso presentano frequentemente macchie bianche. Particolarità
è il baio detto Isabella, con manto ocra e crini, zampe e muso neri. Grigio: classico
esempio di mantello a due colori mescolati. E detto anche leardo, ed è composto
da peli bianchi e neri mescolati. La criniera può indifferentemente essere bianca
o nera. In base alle diverse quantità di tonalità chiare o scure, il grigio varia
la propria intensità. Il grigio ferro ha una prevalenza di peli neri, il grigio
chiaro ha una prevalenza di peli bianchi e risulta quasi bianco, il grigio tortino
è un mantello bianco con ciuffi di peli neri o marroni, il grigio pomellato alterna
chiazze grigie più chiare ad altre più scure. Roano: mantello a tre colori mescolati,
bianco nero e rosso. In base alla predominanza dei diversi colori, si può avere
il roano chiaro, roano scuro, roano vino o fragola, piombo o blu (prevalenza di
peli neri), roano baio (prevalenza di peli bianchi con ciuffi marroni o rossi).
Tipologie di macchie bianche Le macchie bianche si possono trovare sulle zampe o
sul muso. Le macchie bianche in fondo alle zampe prendono il nome di balzane: di
conseguenza possiamo avere un soggetto balzano a uno, balzano a due, balzano a tre
o completamente balzano. Le macchie sul muso invece si chiamano marcature. Possono
essere di diverse forme e misure, ed in base ad esse prendono vari nomi come stella,
lista, striscia, fiore, mascherina, taglio. Stella: piccola macchia bianca di forma
romboidale e ben definita. Fiore: piccola macchia bianca non definita. Lista: lunga
striscia bianca e stretta che, solitamente, parte dal ciuffo e arriva al naso ma
può essere anche interrotta e, in questo caso, prende il nome di lista interrotta,
oppure larga che prende il nome di Stella prolungata. Taglio, liscio o bevente:
macchia bianca sul naso chiamata anche infarinatura se comprende tutto il naso.
Mascherina: macchia bianca che comprende tutto il muso e, spesso, uno o entrambi
gli occhi che diventano azzurri o gazzuoli (ovvero color cenerino scuro, simili
a quelli della gazza).
MARIA MATER
Tradizionale canto di ringraziamento alla Madonna. I contradaioli lo dedicano in
ogni chiesa delle Contrade a cui recano visita durante il Giro delle onoranze e
alla Madonna di Provenzano o dellAssunta in caso di Vittoria. Testo:
Maria Mater
Gratiae
Mater misericordiae
Tu nos ab hoste protege
Et mortis hora suscipe
Iesus tibi sit
Gloria
Qui natus es de Virgine
Cum patre et almo spiritu
In sempiterna Saecula
(Amen) spesso omesso
Traduzione: Maria Madre/ di grazia/ Madre di misericordia/ proteggici dal nemico/
e resuscitaci nellora della morte/ Gesù ci sia per te/ gloria/ che sei nato dalla
Vergine/ con il padre e lo Spirito Santo/ per sempre nei secoli/ (Amen)
MARTINELLA
Piccola campana legata in cima al palo del Carroccio che viene suonata durante il
corteo storico da un bambino.
MASGALANO
Premio che viene assegnato alla miglior comparsa, il termine deriva dallo spagnolo
Mas Galan, più elegante. Ha valenza annuale per i Palii ordinari, singola per
i palii straordinari. Il premio consiste in un bacile dargento del peso minimo
di mille grammi, o in altra opera artistica che abbia riferimenti e allegorie che
si rifanno a Siena, al suo palio o a particolari avvenimenti cittadini. Deve necessariamente
avere rappresentati gli stemmi del Comune, del magistrato delle Contrade e del Comitato
Amici del Palio, è messo in palio dallAmministrazione comunale, anche se può essere
offerto da enti pubblici, associazioni senesi o personalità legate alla storia della
città, escludendo sempre ogni forma di pubblicità e propaganda: ci sono numerosissime
richieste per offrire il masgalano, nel 2002 erano già prenotate le realizzazioni
fino al 2008 compreso. Nonostante lorigine remota del masgalano, questo è stato
istituito dopo un lungo periodo di assenza nel 1950 dal Comitato Amici del Palio,
per ottenere maggior compostezza da parte dei figuranti durante il corteo storico
e per premiare la miglior comparsa.
MASIGNANI
Riferimento storico del tracciato di Piazza del Campo. E un punto immaginario che
si trova tra il vicolo di San Pietro e il Vicolo dei Pollaioli, in corrispondenza
di un vecchio bar che era di proprietà della famiglia masignani. E usato convenzionalmente
come punto in cui i cavalli iniziano ad alzarsi per impostare la curva di San Martino.
MATTUTINO
E la solenne cerimonia che si svolge il sabato della Festa Titolare, condotta dal
correttore, alla presenza dei contradaioli e delle dirigenze delle Contrade alleate,
con la quale si celebra il Santo Patrono della Contrada.
MAZZE
Sono due e vengono utilizzate per suonare il tamburo. La loro lunghezza si aggira
attorno ai 35 centimetri, di forma affusolata, leggermente più ampia dalla parte
dellimpugnatura, mentre allestremità opposta terminano con una piccola nocca ovoidale.
MAZZIERI
Sono sei, aprono il corteo storico. Rappresentano propriamente degli araldi, recano
in mano una mazza con i colori del Comune. Tre di indossano la montura inquartata
con gli stemmi di Siena e il leone rampante, gli altri tre la montura invece inquartata
con lo stemma con la scritta Libertas.
MERCANZIA
La rappresentanza della Mercanzia (un paggio vessillifero, due tamburini e tre magistrati)
anticipa lingresso del gruppo delle corporazioni e delle arti (popolino). Il Tribunale
della Mercanzia godeva di grande potere durante il periodo della Repubblica di Siena
e dal 1309 aveva sede nellattuale Circolo degli Uniti, dove fu eretta la Loggia
della Mercanzia.
MESSA DEL FANTINO
La mattina del Palio, prima della provaccia, i fantini e i Capitani delle Contrade
sono tenuti a partecipare alla messa del fantini, celebrazione eucaristica che larcivescovo
tiene presso la Cappella di Piazza del Campo. Oggi la messa è un vero a proprio
appuntamento a cui i dirigenti e il fantino non devono mancare, ma fino a non molti
anni fa aveva un tono molto più dimesso (simile per certi versi alla messa del torero,
inteso come disgraziato che va a combattere contro il toro, nei fondi dellarena),
veniva fatta alle ore sette della mattina allinterno della Cappella alla quale
partecipava anche qualche fantino. Curioso (e per certi versi comprensibile) latteggiamento
di Andrea De Gortes detto Aceto che non andava alla Messa del fantino in quanto
sosteneva: una messa per tutti e dieci non può andare.
MEZZOSANGUE
I cavalli che oggi possono correre il palio sono tutti mezzosangue. Un mezzosangue
è un cavallo che non appartiene alla razza dei purosangue, è leggermente più lento
ma più resistente del purosangue e detiene delle discendenze parziali dal purosangue:
è un incrocio tra un purosangue e un cavallo sardo. Nellaccoppiamento sardo o classico,
la mamma è una mezzosangue, mentre lo stallone è un purosangue. Nellaccoppiamento
alla francese, i tipi di cavallo sono invertiti, ovvero il babbo è mezzosangue e
la mamma purosangue. Un cavallo nato da un accoppiamento alla francese ha partecipato
alla tratta, ma dal 2000 ad oggi non ha mai corso un palio. Il mezzosangue dunque
è il cavallo che ha meno del 75% di sangue inglese. Linsanguamento del cavallo
è un puro calcolo matematico: si sommano le percentuali di sangue presenti nel certificato
Unire dei genitori e si divide per due, si otterrà la percentuale di sangue inglese
del soggetto appena nato. Nel Palio ci sono stati altri incroci di mezzosangue,
specie con la razza maremmana.
MOLLETTA
Infiammazione della capsula articolare che si manifesta con idrartrosi, ovvero con
aumento di liquido sinoviale, può essere articolare o tendinea e non provoca zoppia.
MONTA A PELO
Si dice del fantino che cavalca senza sella, solo con le briglie. Al palio si monta
a pelo, così come negli altri paliotti dItalia.
MONTI
Un monte è unalleanza tra Contrade che possono mettere sul piatto una notevole
quantità di denaro. Il monte di solito ruota attorno ad una Contrada grossa, che
convoglia altre Contrade più piccole, il tutto finalizzato ad un gradito esito da
parte di tutte le Contrade che per loccasione si alleano. La formazione dei monti
(sottinteso di denaro), cambia a seconda della situazione del Palio ed il tutto
fa parte delle strategie delle dirigenze.
MONTURA
Costume che indossano i figuranti durante il giro delle onoranze e durante il Corteo
Storico.
MORTARETTO
Marchingegno elettrico piazzato allinterno della Piazza in prossimità del bandierino
darrivo adibito per dare segnali con scoppi in occasione delle prove e del Palio.
Gli scoppi del mortaretto segnalano, prima delle prove, lordine di portare i cavalli
dentro lEntrone e linizio delle operazioni di sgombero della pista. Segnala anche,
accompagnato dal rullo di un tamburo, lingresso dei cavalli in pista e la fine
della corsa. Il Mossiere può azionare elettricamente il mortaretto nel caso in cui
abbassi il canape senza lintenzione di dare la mossa falsa, oppure nel caso di
mossa non valida. Indipendentemente dagli ultimi casi citati, sono due gli addetti
allo scoppio del mortaretto, che possono, in caso di guasti improvvisi del collegamento
elettrico, azionare il marchingegno in qualunque caso, con lordine del Mossiere.
Il segnale del mortaretto, una volta abbassato il canape, non accompagnato dal rullo
del tamburo, interrompe immediatamente la corsa.
MOSSA
Apparato formato da un canapo fisso teso trasversalmente alla pista e da un canapo
mobile, posto anteriormente a quello fisso, retto da un argano, che cadendo darà
la partenza ai cavalli.
MOSSA GIOVANE
Si giudica una mossa giovane quando il mossiere abbassa in leggero anticipo il canape
in relazione allingresso della rincorsa. Questo comporta uno svantaggio alla rincorsa
che vede le altre Contrade partire in anticipo rispetto a lei ed un vantaggio per
le prime Contrade che fiancano in quanto le Contrade rimangono leggermente attardate
le Contrade che fiancano al tempo dellingresso della rincorsa.
MOSSA VECCHIA
Si verifica quando il mossiere, in relazione allingresso della rincorsa, ritarda
labbassamento del canape. Questo può comportare forzature che possono rivelarsi
rischiose per le prime contrade che fiancano e al tempo stesso un rallentamento
dei cavalli che, tra i primi a scattare, trascinano via il canape.
MOSSIERE
Arbitro e giudice della mossa. Prende posto sul Verrocchio ed ha il compito di chiamare
le Contrade tra i canapi e di gestire tutte le fasi della mossa, nonché di calare
il canape al momento dellingresso della rincorsa. Viene nominato dallAmministrazione
Comunale su proposta dei Capitani. La nomina del Mossiere è prevista immediatamente
dopo la fine delle operazioni di sorteggio delle Contrade. Se non perviene nessun
nominativo dai Capitani, il Comune provvede alla Nomina dufficio. Negli ultimi
anni si procede attraverso una commissione formata da alcuni Capitani proprio con
il compito di proporre un nominativo allAmministrazione Comunale. Il Mossiere viene
nominato dal 1894, prima era un semplice vigile urbano. Mossieri dal 1894: 2 luglio
1894- 16 agosto 1894 Tito Sarrocchi
2 luglio 1895- 16 agosto 1897 Giovanni Cavallotto
3 luglio 1898 Tito Sarrocchi
2 luglio 1899- 17 aprile 1904 Leonildo Fabbrini
3 luglio 1904- 16 agosto 1904 Amerigo Pellegrini
2 luglio 1905 Carlo Alessandri
16 agosto 1905- 2 luglio 1907 Amerigo Pellegrini
16 agosto 1907- 3 luglio 1908 Pasquale Meucci
16 agosto 1908- 4 luglio 1909 Lodovico Balbi
16 agosto 1909- 25 settembre 1913 Pasquale Meucci
2 luglio 1914- 16 agosto 1914 Venturino Benvenuti
2 luglio 1919- 2 luglio 1922 Venturino Benvenuti
16 agosto 1922 Pasquale Meucci
2 luglio 1923- 16 agosto 1924 Venturino Benvenuti
2 luglio 1925- 16 agosto 1926 Adolfo Ponticelli
2 luglio 1927- 2 luglio 1928 Venturino Benvenuti
16 agosto 1928 Giovanni Bagnoli
14 settembre 1928 Olinto Lodovici
2 luglio 1929 Gino Sampieri
16 agosto 1929- 2 luglio 1932 Guglielmo Ricci
16 agosto 1932 Gino Sampieri
2 luglio 1933- 2 luglio 1934 Guglielmo Ricci
16 agosto 1934 Ezio Felici
2 luglio 1935- 16 agosto 1937 Guido Guidarini
2 luglio 1938- 2 luglio 1939 Alfredo Giovannoni
16 agosto 1939 Guglielmo Ricci
2 luglio 1945 Guglielmo Ricci
16 agosto 1945- 2 luglio 1946 Lorenzo Pini
16 agosto 1946- 2 luglio 1947 Guglielmo Ricci
16 agosto 1947- 2 luglio 1957 Guido Guidarini
16 agosto 1957- 16 agosto 1958 Paolo Casilli
2 luglio 1959- 16 agosto 1963 Carlo Andrea Fagnani
2 luglio 1964- 16 agosto 1965 Wilson Pesciatini
2 luglio 1966 Carlo Andrea Fagnani
17 agosto 1966 Wilson Pesciatini
2 luglio 1967 Vittorio Baini
16 agosto 1967 Jago Fuligni
24 settembre 1967 Fedro Valentini
2 luglio 1968- 2 luglio 1969 Vittorio Baini
16 agosto 1969- 16 agosto 1972 Sabatino Vanni
17 settembre 1972- 16 agosto 1973 Gioacchino Calabrò
2 luglio 1974- 16 agosto 1977 Ilario Atanasi
3 luglio 1978- 16 agosto 1979 Carlo Palmieri
2 luglio 1980- 3 luglio 1983 Ulrico Ricci
16 agosto 1983 Francesco Fanucchi
2 luglio 1984- 16 agosto 1985 Rodolfo Valenti
2 luglio 1986- 16 agosto 1987 Piero DInzeo
2 luglio 1988- 16 agosto 1988 Mauro Checcoli
2 luglio 1989- 16 agosto 1989 Daniele Masala
2 luglio 1990 Euro Federico Roman
16 agosto 1990 Wilson Pesciatini
3 luglio 1991- 16 agosto 1996 Amos Cisi
3 luglio 1997- 16 agosto 1997 Dino Costantini
2 luglio 1998- 2 luglio 1999 Mario Turner
16 agosto 1999 Enzo Giorgi
2 luglio 2000- 16 agosto 2002 Giorgio Guglielmi di Vulci
2 luglio 2003 Norberto Capozzella
16 agosto 2003 Daniele Masala
2 luglio 2004- 16 agosto 2004 Bartolo Ambrosione
2 luglio 2005- 16 agosto 2006 Daniele Masala
2 luglio 2007 Giorgio Guglielmi di Vulci
16 agosto 2007 Dino Costantini
MOTTO
Frase di battaglia di ogni Contrada. Si rifà alle caratteristiche del simbolo o
dei colori per elogiare i valori del rione.
MURAGLIA
Parete dello zoccolo del cavallo
MUSICI DI PALAZZO
Sfilano nel corteo storico e suonano la marcia del palio. Il gruppo è composto da
48 figuranti così suddivisi: 18 chiarine, di cui 6 chiarine della prima fila dargento
e le altre due file chiarine normali; 12 trombe; 6 accompagnamenti; 6 bassi; 6 contralti.
Le chiarine sono in grado, per la poca quantità che può emettere lo strumento, solo
di eseguire le prime note della marcia del palio e fungono da accompagnamento.
N
NAPPE
Fili di cotone bianchi e neri che terminano con un pennacchio che sono attaccati
allasta del Palio. Una volta attaccato il drappellone nella sede della Contrada,
le nappe vanno ai due mangini vittoriosi.
NOBILE
Titolo di cui si fregiano le Contrade di Aquila, Bruco, Nicchio e Oca. Carlo V dAsburgo
concesse il titolo di Nobile allAquila nel 1536 in seguito allaccoglienza che
la Contrada gli riservò per la sua visita a Siena. Il Bruco si fregia del titolo
di Nobile in ricordo della sommossa di Francesco dAgnolo detto Barbicone che
nel 1371 rovesciò il governo dei Nove. Altro motivo per cui la Contrada si fregia
del suddetto titolo è per il contributo delle soldatesche della Contrada in occasione
della cacciata dellImperatore Carlo IV di Boemia nel 1369. il Bruco è Nobile dal
1841. Il Nicchio si fregia del titolo dalla fine del XVII secolo in quanto le proprie
compagnie militari attaccarono per prime per la battaglia di Montaperti, perché
mantenne lesercito senese per sei mesi, perché nel 1469 portò lacqua nel rione
e nel 1534 costruì la Fontana dei Pispini ed infine nel 1527 fronteggiò con successo
i Noveschi che cercavano di impadronirsi della città. LOca è Nobile per il valore
dei suoi soldati nella battaglia di Montemaggio (1146) e nella battaglia di Montaperti
del 1260 (dopo la quale ebbe il titolo di governatora), e durante la battaglia
di Siena (1552-1555). Infine, ha costruito a proprie spese lacquedotto dei bottini.
NODELLO
Articolazione metacarpo-falangea del cavallo
NONNA
E la Contrada che non vince da più tempo.
NOVIZI
Gruppo presente in alcune Contrade che comprende ragazzi dai quattordici ai diciotto
anni, con dei provveditori appositi. Quella tra i quattordici e i diciotto anni
è considerata unetà molto delicata per i giovani contradaioli, in quanto i ragazzi
si trovano in una posizione ibrida: non più bambini ma neanche adulti per votare
e prendersi responsabilità allinterno della Contrada. Le Contrade quindi cercano
di colmare questa situazione istituendo il gruppo dei novizi, dove persone adulte
preparano i ragazzi alla vita di Contrada cercando di unire lutile al diletto.
NUMERO DI COSCIA
E il numero con cui è registrato un cavallo al momento della presentazione la mattina
del terzo giorno prima che si corra il Palio. Su entrambi i glutei del cavallo,
con vernice non tossica bianca o nera in maniera che sia leggibile sul manto del
cavallo, viene dipinto il numero di riconoscimento, che serve, oltre allidentificazione
del soggetto, anche per lordine di procedura di scelta dei cavalli e per lordine
dorecchio. Lordine di solito è determinato dallordine in cui vengono presentati
i cavalli, ma in realtà diventa molto spesso a discrezione del vigile urbano addetto
alla chiamata dei cavalli al banco del segretario addetto alla registrazione, in
quanto spesso sono proprio i proprietari o accompagnatori a chiedere che il proprio
avallo abbia un determinato numero.
NUMERO DI ORECCHIO
Tessera in ordine progressivo da uno a dieci che viene applicata alla testiera dei
cavalli scelti dai Capitani in occasione dellassegnazione. Sono numerati in ordine
crescente a seconda del numero di coscia registrato durante la presentazione. Il
numero dorecchio è quello che si usa durante lassegnazione per individuare il
cavallo da affidare ad una Contrada.
O
ORATORIO
E la Chiesa adibita al culto contradaiolo. Ogni Contrada ha il proprio oratorio,
dove vengono svolte le funzioni religiose quali il mattutino e la benedizione del
cavallo (salvo qualche rara eccezione).
ORDINE AL CANAPE
E la sequenza con cui le Contrade entrano tra i canapi, le cui posizioni dovranno
essere mantenute dai fantini durante tutto lo svolgimento della mossa. Come viene
stilato lordine al canape Per le prove, lordine dingresso ai canapi è reso palese
in quanto le posizioni sono stabilite secondo criteri precisi: prima prova: ordine
di estrazione delle Contrade e di partecipazione al Corteo Storico seconda prova:
ordine inverso alla prima terza prova: ordine con il quale il cavallo è stato assegnato
alla Contrada quarta prova: ordine inverso rispetto alla terza prova prova generale:
ordine di numero dorecchio del cavallo provaccia: ordine inverso della prova generale.
Per il Palio lordine al canape è segreto fino a quando i fantini vengono chiamati
allinterno dei canapi. Per stabilire lordine al canape si usa un mezzo meccanico
comunemente chiamato fiasca, usato dal Palio straordinario del 18 maggio 1950.
OSSO CORONALE
Seconda falange del cavallo
OSSO METATARSALE
Stinco posteriore del cavallo
OSSO PASTORALE
Prima falange del cavallo
OSSO TRIANGOLARE
Terza falange del cavallo
OTTO
Elo sventolio base della bandiera. Lalfiere lo effettua come se disegnasse alternativamente
un otto inserito allinterno di uno zero immaginario. Lotto viene eseguito da tutti
gli alfieri in tutte le manifestazioni ufficiali, compreso il Giro.
OTTO A VITTORIA
Versione dellotto che si esegue di solito con bandiere senza piombo in caso di
vittoria. E più stretto dellotto normale e la bandiera viene tenuta più in alto
del solito.
P
PAGGETTI
Sono i bambini che sorteggiano uno i cavalli laltro le Contrade durante lassegnazione
dei cavalli. Vestono in costume del Comune bianco e nero e sono sul palco del Sindaco.
PAGGI VESSILLIFERI
Sono due, nel corteo storico sfilano ai lati del paggio maggiore in linea leggermente
arretrata. Recano le insegne delle compagnie militari della Contrada. Di solito,
il più alto dei due sta nella parte interna della pista.
PAGGIO
Figurante che rappresenta la Contrada nelle manifestazioni private e non ufficiali.
Il paggio veste la montura tradizionale del giro e reca con sé cose diverse a seconda
delloccasione. Per i funerali porta la bandiera con il lutto, per le nascite porta
il fazzoletto al neonato e un mazzo di fiori alla mamma, un mazzo di fiori va anche
agli sposi o, qualora lo richiedano, è presente alla cerimonia solo con la bandiera.
Le Contrade prevedono nel loro statuto quanti e come i paggi si devono presentare
alle cerimonie.
PAGGI DARME
Sono due, e si pongono ai due lati del duce, in posizione leggermente arretrata.
Rappresentano due guerrieri, e indossano delle monture con dei rinforzi di armatura
(ad es. protezione alle spalle o schinieri). Portano delle armi o scudi che richiamano
alla tradizione della Contrada. Di solito, il più alto dei due sfila nella parte
interna della pista.
PAGGIO MAGGIORE
Colui che porta il bandierone con linsegna ufficiale della Contrada. Fa parte della
comparsa di piazza e rappresenta la Contrada nelle cerimonie ufficiali. In piazza
sfila al centro della pista dietro al duce e ai paggi al duce. E di solito una
persona non robusta quanto il duce, ma alta di statura. Le cerimonie ufficiali nelle
quali il paggio maggiore rappresenta la Contrada sono: la domenica in albis, la
Festa del Corpus domini, la messa solenne in Cattedrale del 15 agosto in onore dellAssunta,
la celebrazione della consegna del Mangia dOro, la consegna del Masgalano.
PALAFRENIERE
E colui che porta il soprallasso per la sfilata storica. Sfila dietro alla comparsa
prima del cavallo da corsa. Di solito è un vice-barbaresco, compie col soprallasso
tutta la sfilata dalla prefettura. Il fantino che correrà il Palio viene sostituito
al momento di entrare in piazza, per il corteo per il centro, un figurante della
Contrada è vestito da fantino.
PALAZZO PUBBLICO
Monumento di indubbia fama mondiale che si trova nel Campo e lo caratterizza come
piazza unica al mondo. Fu il governo dei Nove a volere la costruzione del Palazzo,
i cui lavori iniziarono nel 1297. La costruzione del Palazzo ebbe diverse vicissitudini,
nel 1325 fu ampliato con lala del Podestà e con la Torre del Mangia, questultima
conclusa nel 1343. Nel frattempo si susseguivano anche le creazioni degli affreschi
e dei dipinti allinterno del Palazzo. Così, il Palazzo Comunale divenne, ed è tuttora,
il centro pulsante di ogni momento della vita cittadina: ancora oggi, ad esempio,
porta i segni della presenza medicea a Siena (dal 1556) recando lo stemma della
casata. E palcoscenico e spettatore del palio al tempo stesso. Nella stanza che
collega quella del Risorgimento a quella del mappamondo si svolgono le operazioni
di sorteggio delle Contrade; pochi giorni prima del Palio il Palazzo apre il Cortile
del Podestà per presentare il Palio ai senesi; accoglie nellEntrone i cavalli e
i fantini per le prove di notte, la tratta, le prove ed il Palio; ospita, nella
Sala della Giunta la mattina del Palio, la segnatura dei fantini; fa posto, nella
Sala delle Lupe, agli armadietti delle Contrade per svestire i monturati della passeggiata
storica. Ma assiste, con il suo fare imponente ed austero, agli eventi decisivi
della Festa: lassegnazione dei cavalli ed il Palio. Così, come un padre farebbe
con i propri figli, accompagna per mano il Palio e la città, lasciando alla Piazza,
che racchiude tutta la città nella sua essenza, gli onori del caso. Fino a che,
la notte in cui si è corso il Palio, celebra la conclusione del rito con le fiammelle
sui suoi merli.
PALCO DELLE COMPARSE
E il palco adibito dal Comune nella spianata davanti al Palazzo Pubblico. Per il
Palio i figuranti del corteo storico, svestiti i costumi, assistono al Palio presso
quel palco. Chi assiste dal palco delle comparse deve avere un comportamento adeguato
e soprattutto no entrare in pista fino al termine della corsa, pena punizioni a
danno della Contrada.
PALCHI DEL MAGISTRATO
Il Magistrato delle Contrade sia per le prove che per il Palio ha in gestione cinque
palchi, che corrispondono ai vicoli dai quali si accede in Piazza ovvero: Bargello,
San Paolo, San Pietro, Pollaioli e Borsellai. Questi palchi per le prove vengono
assegnati per sorteggio tra le Contrade che corrono. Per garantire unassegnazione
paritaria, dalle dieci che corrono vengono tolte le Contrade che avevano avuto un
palco il Palio precedente. Il sorteggio avviene allinterno di una riunione del
Magistrato delle Contrade. Una volta assegnati i palchi, le Contrade a cui è stato
assegnato possono scambiarsi i palchi, soprattutto per comodità logistiche.
PALCO DEI GIUDICI
E il palco allestito appositamente in prossimità della mossa, in corrispondenza
con la Costarella dei Barbieri. Al piano superiore vi prendono posto i Giudici della
Vincita, i deputati della Festa, il sindaco, il Comandante dei Vigili Urbani e i
10 Capitani delle Contrade (o un loro delegato). Al piano inferiore prendono posto
due fiduciari per ogni Contrada che corre. Al piano superiore è allestita la cabina
per lapertura della busta dellordine al canape e locchiello per poter osservare
la linea darrivo. Inoltre vi viene affisso il drappellone che sarà dato al Capitano
della Contrada vincitrice. In origine il palco dei Giudici segnava la linea darrivo,
in quanto il regolamento prevedeva che la linea darrivo passasse dal bandierino
al Drappellone, che era affisso alla fine del palco dei Giudici. Emergeva che la
Contrada, per vincere il palio, dovesse sorpassare interamente il Palco dei Giudici.
Dopo gli scontri del 1945 tra brucaioli e dragaioli dopo la fine del palio della
Pace, il Drappellone fu spostato per motivi di sicurezza allinizio del Palco dei
Giudici.
PALII A CETINALE
Alla fine del XVII secolo furono organizzati cinque palii presso la villa di Cetinale,
che si trova tra Sovicille e Siena. Questi sono Palii non tradizionali che non sono
riconosciuti ufficialmente. Le Contrade che hanno vinto a Cetinale quindi non si
vedono le proprie vittorie non riconosciute ufficialmente. Elenco vittorie Palio
di Cetinale
21 settembre 1679 Chiocciola
27 settembre 1680 Bruco
26 settembre 1681 Valdimontone
23 settembre 1684 Onda
23 settembre 1685 - Valdimontone
22 settembre 1686 Valdimontone
23 settembre 1691 Nicchio
23 settembre 1692 Oca
PALIO ALLA ROMANA
Si ebbero cinque edizioni di palio alla Romana sul finire del XIX secolo. Prendevano
parte al Palio nove o dodici Contrade suddivise in batterie da cui poi ne usciva
la finalista. Molti Paliotti, come ad esempio Fucecchio ed Asti, hanno come formula
quella del Palio alla Romana. Elenco Vittorie Palii alla Romana
17 agosto 1875 Nicchio
17 agosto 1876 Lupa
17 agosto 1890 Oca
17 agosto 1891 Oca
19 agosto 1894 Bruco
PALIO A METÀ
Il Palio del 16 agosto 1713 è lunico caso di una vittoria storicamente assegnata
a metà tra la Tartuca e lOnda. Per la presenza a siena di unimportante personalità,
il traguardo fu spostato davanti alla terrazza degli ospiti, di fronte alla Fonte
gaia. Il palio era stato rimesso in palio dalla Chiocciola che aveva vinto di luglio,
come spesso a quei tempi usava, e quel palio si corse in 14. Non tutti furono avvisati
dello spostamento del traguardo, fra questi lOnda che non era tra i favoriti. Fu
però lOnda con il fantino Roglia a superare il traguardo canonico, ma non il traguardo
fissato per quel Palio. Passò allora la Tartuca, dove correva il fantino Giovan
Battista Papi detto Ignudo, che superò entrambi i traguardi. Nel marasma generale,
il palio fu soltanto portato in Provenzano per il ringraziamento alla madonna senza
che fosse ufficializzato un vincitore. Alcuni giorni dopo si stabilì che il Palio
era stato vinto a metà dallOnda, alla quale andò il drappellone, e dalla Tartuca,
che prese le nappe e lasta del palio. per celebrare la vittoria fu organizzata
una cea tra le due Contrade nella zona tra SantAgata e SantAgostino. Questo Palio
ha fatto storia, perché da quel momento si decise di fissare un traguardo fisso
per il palio istituendo il bandierino darrivo, posto in linea con la fine del palco
dei Giudici. Avrebbe vinto la Contrada che superava interamente il palco dei Giudici.
PALIO A TAVOLINO
E il tipo di Palio il cui esito viene programmato in anticipo sulla base di accordi.
La riuscita più semplice di un Palio a tavolino è quella di far partire chi deve
vincere in testa allineandosi tutti gli altri dietro. Il Palio a tavolino può essere
preparato sulle Contrade o sui fantini. In un Palio a tavolino studiato sulle Contrade
i dirigenti trovano spesso un proprio vantaggio. A volte il Palio a tavolino basato
sugli accordi tra Contrade ha previsto anche lavallo ed il contributo alla realizzazione
di qualche istituzione. Esempio mal riuscito di un Palio a tavolino fu il Palio
della Pace del 1945, in cui il Bruco doveva vincere per ristabilire per certi versi
lordine pubblico, in quanto aveva come Capitano Luigi Socini Guelfi che era stato
Podestà fascista. Un personaggio come altri che si era compromesso con il regime
e che aveva bisogno di riacquistare credibilità in un contesto di un Palio popolare:
la vittoria del Bruco avrebbe dunque sancito una sorta di amnistia cittadina nellimmediato
dopoguerra. Più frequente è invece il Palio a tavolino studiato sui fantini. I fantini
si accordano in precedenza su quale debba essere il fantino o la Contrada che vincerà.
La scelta ricadrà in maniera che la situazione di vittoria accontenti tutti, in
maniera che tutti possano trovare un loro appagamento anche se solo economico. Esempio
di un Palio studiato a tavolino dai fantini fu quello del 1956 vinto dallIstrice,
in cui nella leggendaria riunione di Manziana, i fantini si accordarono per la
vittoria dellIstrice prevedendo anche un indennizzo in caso di infortunio di un
fantino. Proprio il Gentili che montava nellIstrice su Gaudenzia cadde non potendo
correre il Palio. Nonostante ciò lIstrice riportò quella vittoria con Mezzetto,
il quale dopo la corsa andò a trovare il Gentili in ospedale lasciando sotto il
cuscino una busta in cui cerano però pochi spiccioli e non la somma pattuita.
PALIO ALLA TONDA
Con questo termine si usa dire il Palio corso in Piazza del Campo, per differenziarlo
da quello alla lunga. Alla tonda vuol dire che la carriera si svolge su più giri
dello stesso tracciato e non su una singola pista con una partenza posta allestremità
opposta dellarrivo.
PALIO DEI BARBERI
Uno dei giochi preferiti dai bambini senesi. Si ritrovano illustrazioni in diverse
stampe depoca: i barberi venivano fatti correre in discesa lungo un selciato o
i canali per lo scorrimento dellacqua, con un bambino che a gambe larghe seduto
per terra sanciva la fine della corsa dei barbari. Oggi il palio dei barberi viene
fatto in apposite piste costruite dai falegnami. E una delle principali attrazioni
delle Feste titolari delle Contrade, in cui vengono venduti ai presenti i biglietti
di ogni Contrada e colui che vince riceve dei premi gastronomici. Alcune Contrade,
invece delle classiche piste di legno, hanno fabbricato delle piste elettriche per
il palio dei barberi.
PALIO DEI CARABINIERI
E il tipo di Palio in cui chi parte in testa vince senza problemi. Gli avversari
si posizionano nelle retrovie senza impensierire troppo chi sta davanti. Spesso
tutti sono accomodati e il Palio dei carabinieri è una corsa lenta, non lottata.
E lobiettivo di chi orchestra un Palio a tavolino.
PALIO DEI CITTINI
Uno dei giochi preferiti dai bambini senesi. Consiste nellemulare la corsa del
Palio, a volte con tanto di canape, giubbetti e zucchini. I bambini assumono le
movenze di cavalli e fantini e corrono lungo un percorso emulando in tutto e per
tutto la corsa del palio. Ci possono essere due versioni del palio dei citrini:
solo cavalli, in cui un bambino rappresenta una Contrada; cavalli e fantini, in
cui il bambino che fa il cavallo è tenuto per la maglietta dallaltro che fa il
fantino: il cavallo scosso in questo caso non può vincere in quanto correrebbe più
velocemente degli altri.
PALIO DELLA PACE
E uno dei Palii che maggiormente vengono ricordati. Il palio fu corso il 20 agosto
1945, anche se era stato previsto per il giorno precedente, ma fu rinviato causa
pioggia. Il Bruco aveva posto le basi per un facile successo, corrompendo, a quanto
si dice, numerosi fantini e non solo. Lordine al canape, che a quel tempo veniva
redatto a mano, destinò la Contrada di via del Comune in prima posizione per ben
tre volte. Furono infatti necessari ben due cambi di busta in quanto la Tartuca,
che aveva la veloce cavalla Elis, partì per ben due volte in testa, ma la mossa
fu annullata in entrambi i casi e fu altrettanto ordinato il cambio di busta. Dopo
la seconda falsa partenza, la Tartuca si ritirò dal correre il palio e in segno
di solidarietà lOnda e lOca, alleate della Tartuca, ritirarono le proprie comparse
dal palco. Nel frattempo il tartuchino Silvio Gigli scese in pista e andò a schiaffeggiare
il Mossiere Pini. Una volta data la mossa valida, il Bruco si portò in testa, ma
al terzo giro a San martino il Drago, in cui correva lo studente napoletano Gioacchino
Calabrò detto Rubacuori affiancò il Bruco a tal punto che Primo Arzilli detto Biondo,
che montava per i colori di via del Comune, nerbò il fantino del Drago rompendo
il patto di nerbo legato. Il Bruco non riuscì a girare a San Martino e il Drago
vinse quel Palio. Immediatamente dopo la corsa si verificarono in Piazza del Campo
violenti scontri tra contradaioli, durante i quali i brucatoli strapparono il drappellone
perché volevano con la forza portarlo in Contrada. I racconti narrano anche del
barbaresco del Drago Pappio nascosto dentro lEntrone con il cavallo Folco per sfuggire
ai tafferugli. In seguito il drappellone fu ridipinto a spese del Bruco e donato
al Drago: nel rifacimento lautore ha dipinto un piccolo bruco sulla lingua del
Drago in segno di scherno verso i contradaioli del Bruco.
PALIO DI FORZA
Può essere impostato solo se la Contrada ha il cavallo favorito. La dirigenza opta
per un Palio di forza ingigantendo le proprie potenzialità e cercando di forzare
i meccanismi del Palio. I partiti e i colloqui saranno impostati dichiarando le
proprie ampie aspettative di vittoria, convincendo le altre Contrade che solo una
può vincere il Palio arrivando talvolta a bluffare e di conseguenza mirando a non
aumentare più del dovuto i costi dei partiti, di per sé già alti per la reputazione
del cavallo.
PALIO DI IMBRACCIATURA
Può essere detto anche Palio nascosto o Palio imboscato, cioè quando la dirigenza
non si propone come possibile vincitrice nonostante abbia nella stalla un cavallo
dalle buone qualità. Si punta quindi a fare partiti bassi, senza dare troppo nellocchio.
Questa strategia è assecondata dal fantino, che durante le prove non mostrerà agli
avversari le qualità del proprio cavallo.
PALIO DI POTENZA
Sulla stessa base del Palio di forza, ma in misura ancora maggiore. Alle potenzialità
dellaccoppiata che vengono oltremodo esaltate, si aggiungono i soldi, facendo inevitabilmente
lievitare i costi.
PALIO DI SCALZATA
E la strategia che riesce più raramente nel Palio. Nonostante il cavallo sia poco
quotato, la dirigenza decide di attrezzarsi comunque per vincere tentando un Palio
di fortuna. Lobiettivo degli accordi sarà di non prestarsi a giochi per favorire
altre Contrade e soprattutto di tenere buoni rapporti con tutti. Lobiettivo è quello
di creare un Palio inaspettato, cercando di sfruttare il fatto che non si entra
nellocchio a nessuno.
PALIO DINVERNO
E lattività invernale delle dirigenze del palio. Il lavoro delle dirigenze dura
per tutto lanno, e fuori dai giorni del palio avvengono degli incontri fra le terne
delle diverse Contrade per istituire rapporti di collaborazione reciproca. Nel contesto
del palio dinverno rientrano anche i palii in provincia che si svolgono prima del
palio di luglio. Infatti le corse fuori dal circuito senese servono soprattutto
a testare lo stato di forma di cavalli e fantini e i dirigenti delle Contrade seguono
molto attentamente, se non in diversi casi attivamente (cercando la monta ad un
fantino di fiducia, collaborando con qualche Contrada, ecc.), le corse fuori Siena.
Nel palio dinverno può rientrare anche la stipula di un accordo, spesso annuale,
per far sì che un fantino diventi quello ufficiale della Contrada.
PALIO ORDINARIO
Sono Palii ordinari le carriere corse, come prevede larticolo 1 del Regolamento
del Palio, il 2 luglio e il 16 agosto di ogni anno, con cui il popolo senese solennizza
le ricorrenze religiose della Visitazione e dell'Assunzione in cielo di Maria Vergine,
Signora e Patrona della Città.
PALIO STRAORDINARIO
Il palio il cui svolgimento non è previsto per il 2 luglio o il 16 agosto è un palio
straordinario. Di recente, il Palio straordinario viene corso in occasione di qualche
ricorrenza o evento di spicco cittadino e non solo. In passato, bastava un qualsiasi
motivo per correre un palio straordinario, nato proprio per rendere omaggio ai sovrani
che tra il XVII e il XIX secolo arrivavano in vista a Siena. E da considerarsi
come Palio straordinario anche il palio a sorpresa. Altre volte, ma non si possono
considerare palii straordinari, ma semplicemente spostati, il palio non si è corso
nelle date ordinarie per cause di forza maggiore o per particolari avvenimenti.
Modalità per leffettuazione di un Palio straordinario.Un Palio
straordinario può essere effettuato per iniziativa del Sindaco, della Giunta Municipale
o del Consiglio Comunale, in occasione di eventi o circostanze eccezionali. La proposta
di svolgimento può anche essere fatta dal Magistrato delle Contrade, da Enti o Comitati
cittadini facendo una richiesta al Sindaco in maniera tempestiva. La Giunta comunale
si riserva di giudicare come non manifestamente infondate le richieste di organi
esterni a quelli comunali. Una volta accolta la richiesta di Palio straordinario
(sia da parte dellAmministrazione Comunale sia di un ente esterno), il Sindaco
comunica la decisione al Magistrato delle Contrade, il quale provvede a consultare
le Contrade che non siano al momento squalificate e a raccogliere le adesioni, che
sono volontarie. Una volta data ladesione, la Contrada non può più rinunciare alla
propria disponibilità a correre il Palio. Se vengono raccolte almeno dieci adesioni,
spetta al Consiglio Comunale decidere sulleffettuazione del Palio straordinario;
se la proposta viene ratificata, il Sindaco provvede a notificare entro cinque giorni
la decisione alle Contrade. Le Contrade che non avevano dato la propria adesione
o si erano astenute in un primo momento, possono comunicare, al Sindaco ed al Magistrato
delle Contrade, entro dieci giorni la propria rinuncia o adesione definitiva con
una comunicazione scritta. Le Contrade che non faranno pervenire tale decisione
entro il termine stabilito, saranno considerate rinunciatarie.
Elenco dei Palii straordinari dal 1900 ad oggi:
28 settembre 1902 - XIII Congresso della Società Dante Alighieri
17 aprile 1904 - Visita del Re Vittorio Emanuele III in occasione della Mostra della
Antica Arte Senese
18 agosto 1907 corso con cavalli scossi con perette, organizzato dalla Società
delle Feste
17 agosto 1909 Palio a sorpresa in onore dei duchi di Pistoia e Bergamo 13 settembre
1910 in onore dei giornalisti francesi convenuti a Siena
17 agosto 1913 Palio a sorpresa non disputato a causa della pioggia
25 settembre 1913 VII Congresso della Società Italiana per il progresso delle
Scienze
17 agosto 1919 palio a sorpresa in onore dei duchi di Pistoia e Bergamo
14 settembre 1928 VI Congresso della Musica Moderna
20 agosto 1945 Straordinario per la Pace
18 maggio 1947 VI Centenario della nascita di santa Caterina
28 maggio 1950 V centenario della canonizzazione di San Bernardino da Siena
5 Settembre 1954 Anno Mariano indetto da Papa Pio XII
4 settembre 1960 VII centenario della battaglia di Montaperti
5 giugno 1961 I centenario dellUnità dItalia
24 settembre 1967 49° congresso della società italiana per il progresso delle
scienze
21 settembre 1969 Sbarco del primo uomo sulla Luna
17 settembre 1972 V centenario della fondazione del Monte dei Paschi di Siena
7 settembre 1980 VI centenario della morte di Santa Caterina
13 settembre 1986 secondo centenario dellistituzione della Comunità Civica di
Siena
9 settembre 2000 Avvento del III millennio
Elenco dei palii spostati
spostato dal 2 luglio al 4 luglio 1717 perchè il 2 era già programmato lo straordinario
per Violante
spostato dal 2 luglio al 22 settembre 1737 per la morte del Granduca Giovan Gastone
de'Medici
spostato dal 2 luglio al 16 agosto 1798 a causa dei danni provocati dal terremoto
spostato dal 2 luglio al 16 agosto 1799 perchè a luglio fu proibito dal Governo
Francese
spostato dal 2 luglio all'8 settembre 1803 per la morte di Lodovico, re d'Etruria
spostato dal 2 luglio al 24 settembre 1824 per la morte di Ferdinando III
spostato dal 2 luglio 1848 al 21 ottobre 1849 per la I guerra d'Indipendenza
spostato dal 16 agosto 1855 al 15 agosto 1856 per l'epidemia di colera che colpì
la Toscana
anticipato dal 2 luglio al 2 giugno 1861 per lo Statuto Italiano
anticipato dal 2 luglio al 1° giugno 1862 per la ricorrenza dello Statuto
spostato dal 2 luglio al 16 luglio 1887 per attendere la visita del Re Umberto I
spostato dal 16 agosto al 25 agosto 1896 per il passaggio dell'VIII corpo d'Armata
spostato dal 16 agosto al 9 settembre 1900 per la morte del Re Umberto I
PALIOTTI
Vengono chiamati anche Palii in provincia, e sono tutti i pali che si svolgono nelle
altre città dItalia. La stagione dei Paliotti dura da aprile a settembre, e serve
soprattutto ai fantini per prepararsi al palio. I paliotti più importanti si corrono
ad Asti, Fucecchio, Ferrara, Legnano, Castel del Piano. altri di rilevanza sono
Piancastagnaio, Castiglion Fiorentino, San Vincenzo a Torri, Feltre, Buti (che si
corre a gennaio), Casole dElsa, Bientina, Fonni, Abbiategrasso.
PALLONATE
Le pallonate erano un gioco sulla variante della pugna simile al calcio i costume
fiorentino. Si svolgevano nella Piazza del Carmine o più frequentemente in Piazza
del Campo tra due squadre di colori diversi suddivise in terzo di Città contro Terzi
di Camollia e San Martino. Il gioco consisteva nel gettare il pallone nella porta
degli avversari, che erano situate una allimbocco di via di San Martino (attuale
via del Porrione) e una alla bocca del Casato. Il pallone veniva scodellato dallalto
della Torre del Mangia allinizio del gioco. Fu fatto un tentativo dalla Società
delle Feste di riproporre il gioco: le due edizioni novecentesche del 1904 e del
1909, tra laltro discretamente documentate, sono le ultime testimonianze delle
pallonate.
PARAOMBRE
Detto anche pelle di montone, è la fascia che si mette sul muso del cavallo se
ha problemi nel vedere il canape o quando, soprattutto poco prima della curva di
san Martino, la pista cambia intensità di luce. Si attacca alla testiera e va da
un lato allaltro del muso.
PARATA
Chiudere la strada dellavversario in corsa stringendo lo spazio con il proprio
cavallo.
PARTITI
Larticolo 89 del regolamento del palio recita: È proibito qualunque partito, o
accordo diretto a far vincere il Palio ad una piuttosto che ad un'altra Contrada.
In realtà è larticolo più violato delle regole paliesche, per il quale tra laltro
non sono mai state applicate sanzioni. In senso generale per partiti, si intendono
accordi segreti stipulati tra Contrade e fantini tra loro, finalizzati al raggiungimento
di una maggiore probabilità di vittoria dietro un compenso. In particolare, per
partito, si intende un accordo di base tra due dirigenze prima del Palio al fine
di favorire la vittoria della propria Contrada. Prevede un compenso che due Contrade
si scambiano reciprocamente in caso di vittoria delluna o dellaltra. A pagare
è la Contrada che vince; caso più raro sono i partiti tra una Contrada che corre
e una che non corre, in cui quella che sta a guardare promette soldi in caso di
sconfitta dellavversaria. Il valore economico del partito varia in base alle possibilità
di vittoria che hanno le Contrade interessate dallaccordo e dalle finanze disponibili
delluna o dellaltra. Nel caso in cui il compenso a vittoria sia diverso tra luna
e laltra Contrada, si parla di partito differenziato, ciò avviene tra Contrade
di potenziale economico diverso o con differenti chance di vittoria in quella carriera.
Oltre al partito vero e proprio, si hanno anche diverse altre forme per ottenere
o versare compensi. Caso principale è il cosiddetto partito del canape. Al partito
stabilito, la Contrada che vince sarà chiamata ad aggiungere il compenso del partito
del canape limitatamente alle due Contrade che le sono vicine alla mossa. Eccezione
si ha per le Contrade che vincono dal primo, dal nono posto o dalla posizione di
rincorsa. Il primo pagherà soltanto la Contrada in seconda posizione; il nono solo
lottava; la rincorsa solo il nono, affinché non ostacoli il suo ingresso. Anche
qui gli equivoci si sprecano: il partito può essere pagato per chiamata o per
fotografia, anche se si propende per la seconda opzione. Il partito del canape
per chiamata prevede la riscossione da parte delle Contrade che sono state chiamate
a fianco di quella che vincerà; il partito del canape per fotografia (chiamato anche
canape effettivo) prevede il compenso alle Contrade che al momento dellingresso
della rincorsa si trovavano effettivamente a fianco della vincitrice. Vi è poi il
partito della rincorsa, che è quello più oneroso. E abitudine che, una volta che
il mossiere chiama le Contrade fuori dai canapi, la rincorsa faccia il giro delle
offerte. Quelle che pattuiscono i fantini sono tutte offerte aggiunte al partito
stabilito prima del Palio tra i Capitani. In caso di vittoria di una Contrada tra
i canapi, la rincorsa riscuoterà il partito pattuito più leventuale aggiunta fatta
al canape, sempre che la Contrada parta nelle prime posizioni. Altrimenti, la riscossione
può anche non avvenire. Altre sfaccettature delle contrattazioni al canape sono
i soldi a vincere o a perdere, che vengono utilizzate soprattutto per corrompere
la rincorsa. Contrade molto danarose possono permettersi di offrire dei soldi alla
rincorsa, in caso di partenza favorevole, che verranno corrisposti anche in caso
di non vittoria. Esiste poi la cosiddetta salva, che sarebbe il compenso che la
vincitrice dà allaltra Contrada perché sia corrisposta al fantino. Questa usanza
oggi è poco utilizzata, in quanto si tende ad aumentare la cifra del partito per
eliminare la voce di salva. Un tempo esisteva anche la bevereccia: due Contrade
che non avevano buoni rapporti, ma soprattutto quando i soldi venivano a mancare,
veniva deciso almeno che sarebbe stata fatta una bevuta insieme o comunque uno scambio
di cortesie, come una specie di sotto-salva (vedi bevereccia). Quindi se il regolamento
del Palio vieta espressamente i partiti, in realtà gli accordi segreti sono tollerati
e addirittura considerati come uno dei tanti segreti del Palio, come la linfa che
lo mantiene in vita. A Siena chi vince paga e i partiti rappresentano il gusto o
lillusione delluomo che è convinto di poter vincere la propria partita, di cui
i partiti sono le carte da gioco, contro il destino, che governa il risultato
del Palio.
Forme di pagamento del partito.I partiti si pagano la notte del
Palio, in uno dei locali della Contrada vincitrice, in un luogo appartato e non
aperto al pubblico, alla presenza dei dirigenti del Palio e almeno dei Priori di
entrambe le Contrade. Tali dirigenze al giorno doggi sono fin troppo numerose,
al punto tale che viene meno lassunto di base del partito che è la segretezza.
E presente anche il fantino vittorioso, la presenza del fantino della Contrada
che non ha vinto è a discrezione della sua dirigenza. Il saldo si conclude con un
brindisi di felicitazioni e augurale. Il partito è inteso come un atto di cavalleria
tra Contrade non avversarie, finalizzato a rifondere le spese che la Contrada sostiene
per disputare il Palio. mentre chi vince attinge a fondi dati da libere sottoscrizioni,
che sono le autotassazioni di contradaioli, la Contrada sconfitta ha minimi budget
di partecipazione ed il saldo del partito è da intendersi come una forma di rispetto
che proviene da un atto di cavalleria.
Fare il partito del Palio e differenze col passato.Così come il
palio, anche il partito si è evoluto notevolmente durante il corso della storia.
Fino agli anni 80 del 900, i partiti venivano fatti nella cosiddetta notte dei
partiti, dopo la cena della prova generale. Gli appuntamenti non erano decisi per
telefono, ma attraverso emissari, che facevano da tramite tra le dirigenze, di
solito tra il secondo e il terzo giorno. In un vicolo segreto della Contrada, lontano
da presenza indiscrete, alla luce soffusa di un lampione venivano stipulati i partiti:
era deciso limporto, trascritto sul libretto dei partiti, veniva circostanziato
il partito, che era molto dettagliato (ad esempio nerbo legato primo e secondo giro,
non ostacolarsi in caso di sorpasso durante il primo giro ecc.). Tutti i patti e
il pagamento potevano essere differenziati in funzione degli accordi. Oggi la notte
dei partiti non esiste più. I partiti vengono fatti tra il secondo e il terzo giorno
di Palio. Non sono più circostanziati e dettagliati come un tempo e soprattutto
i dirigenti spesso non si assumono più le responsabilità del comportamento del proprio
fantino. i partiti vengono stipulati in case privati o uffici di dirigenti, gli
appuntamenti sono presi per telefono. Durante lincontro, un mangino è addetto alla
trascrizione del partito; le pattuizioni della dirigenza precedente dovrebbero essere
passate (e non sempre succede) alla dirigenza successiva, in quanto spesso prima
di stipulare laccordo si guarda il valore dei partiti nel recente passato fra le
due Contrade.
I partiti come accordi.Si intende, come partito, ogni forma in
senso lato di accordi che fanno parte del mondo del Palio. Nella possibilità di
fare accordi rientrano tutti gli incroci possibili tra le parti fantini e Contrade,
invernali o allinterno del Palio. Gli accordi ad esempio possono essere: invernali
tra Contrade, come la collaborazione nella gestione di un fantino; invernali tra
Contrada e fantino, come il fantino di Contrada, una decisione sullingaggio, una
priorità di monta, una chiusura di monta nei confronti dellavversaria; invernali
tra fantino e fantino, come sentirsi dopo la tratta per non pestarsi i piedi, una
salva (che poi ricadrà sulla Contrada), un atteggiamento di non ostacolo reciproco;
accordi finalizzati ad eventi della corsa, come il premio al bandierino (il regalo
che la Contrada che non corre fa al fantino o alla Contrada vittoriosi in chiave
difensiva nei confronti dellavversaria), il premio segreto ad un fantino per ostacolare
la propria avversaria, la contro-rincorsa (finalizzata cioè a lasciare al canape
lavversaria). Gli accordi (quelli non ufficiali del Palio) si pagano con denari,
non necessariamente quelli della notte della carriera, ma anche con piaceri (dentro
o fuori lambito paliesco), favori in genere, investimenti in amicizie personali.
PASSAGGIO DI VITA
E la figura più complessa della sbandierata semplice. Si esegue facendo girare
tutta la bandiera intorno alla vita dellalfiere, che ruota nel senso opposto alla
bandiera. La ripresa del passaggio di vita viene fatta con la mano opposta a quella
della sbandierata, con la bandiera presa per il fondo del piombo. La transizione
tra il passaggio di vita e lancalena è detta romaiolo: spesso si identifica il
passaggio di vita con il romaiolo, creando tra le due una sola figura. Alcuni alfieri
invece di far passare la bandiera allaltezza della vita, la fanno girare intorno
al collo, sempre con la stessa rotazione sia della bandiera che del corpo.
PASSO A VITTORIA
E il ritmo che suonano i tamburini una volta vinto il palio, ed è un ritmo di festeggiamento.
Viene anche suonato per il rientro in Contrada alla fine del giro e allingresso
nella Contrada ospitante dopo che gli alfieri si sono salutati (vedi ricevimento
consorelle). Al passo a vittoria è sempre abbinato lotto degli alfieri. Il passo
a vittoria non è consentito durante il Corteo Storico, ma viene suonato dal tamburino
quando la passeggiata storica, prima di arrivare nel Campo, passa dal proprio territorio
di appartenenza (dalla Prefettura in Piazza solo lAquila, che fa anche la sbandierata
di saluto alla propria sede, la Tartuca e lOnda). La parola onomatopeica che fa
capire il passo a vittoria è berebe-nannà.
PASSO DEL GIRO
E il ritmo che scandisce la marcia del giro in città. I tamburini suonano questa
marcia per tutto il tragitto fuori dal proprio territorio per spostarsi da una Contrada
allaltra. Al passo del giro non è abbinato lotto degli alfieri.
PASSO DELLA DIANA
Si definisce così il ritmo del tamburino che accompagna gli alfieri durante la passeggiata
storica. Va in base al suono di Sunto, con eventuali raddoppi del tamburino.
PASSO DELLA PASSEGGIATA STORICA
Viene suonato dai tamburini del Comune per scandire la note della marcia del palio
suonata dai musici di palazzo. La frase onomatopeica che individua questo passo
è: ecco tu ma/ ecco tu ma/ ecco tu ma col cantero.
PAVESARI
Sfilano nel decimo gruppo con la rappresentanza dellesercito senese. Portano il
pavese, scudo di grandi dimensioni al cui riparo i balestrieri potevano ricaricare
le proprie balestre.
PENNA
Sinonimo di bilancino.
PERETTE
Piccoli arnesi di ferro a forma di pera legati alla schiena del cavallo con apposite
punte che venivano usati per spronare il cavallo scosso nel palio alla lunga. Il
movimento del cavallo faceva automaticamente ballare le perette che pungolavano
il cavallo.
PERIOSTITE E PERIOSTOSI
La periostite è uninfiammazione acuta nel cavallo che però è curabile in poco tempo.
Al momento che la periostite si cronicizza, diventando periostosi, linfiammazione
è più complicata da curare in quanto cronica.
PIATTO
Il piatto dargento che sormonta il Palio è lunica cosa che la Contrada deve restituire
al Comune, entro un anno dal Palio. La Contrada vincitrice è solita scrivere sul
piatto il proprio nome e la data di vittoria del Palio. I piatti sono più di due
e girano casualmente a seconda della disponibilità al momento di allestire il drappellone.
PIAZZA DEL CAMPO
Luogo in cui si corre il Palio. Allinterno della Piazza si può assistere alle prove
ed al Palio gratuitamente, pur rispettando alcune regole di sicurezza fondamentali.
Lanello stradale che in occasione delle corse del palio viene ricoperto con una
miscela di tufo e sabbia spessa mediamente quindici centimetri. La pista si può
dividere idealmente in cinque settori: la mossa, il tratto di Fonte Gaia, la curva
di San Martino, la spianata del Comune e la curva del Casato. I cavalli corrono
in senso orario (ovvero girando verso destra), ogni giro di pista misura esternamente
393 metri e internamente 302 metri, effettuando tre giri i cavalli percorrono circa
un chilometro. Anche se ufficialmente le curve di Piazza del Campo sono due (San
Martino e Casato), tecnicamente sono quattro: oltre alle due principali, la curva
in corrispondenza della mossa e quella subito dopo la Fonte Gaia, entrambe nel tratto
di semicerchio, sono da considerarsi curve o semicurve.
PIAZZAIOLO
Si dice di un cavallo che ha corso almeno una volta il palio.
PIAZZA SALIMBENI
Luogo della sede centrale della Banca Monte dei Paschi di Siena, dove le comparse
il giorno del Palio, prima di recarsi in Prefettura, devono eseguire una sbandierata.
PIOMBATURA DELLE MAZZE
Consiste nellapplicazione di un piccolo peso nella parte delle mazze opposta rispetto
a quella che batte sul tamburo. La maggior pesantezza degli estremi delle mazze
permette di bilanciare meglio il movimento delle mazze durante il rullo. La piombatura
esterna, che consiste nellapplicazione esterna di questo piccolo peso, non è consentita
in piazza. La piombatura viene fatta interna, applicando il peso in un piccolo foro
creato nella parte estrema della mazza.
PIOMBO
E la parte in fondo alla bandiera, sotto limpugnatura. La pesantezza del piombo
permette di bilanciare la bandiera una volta che viene presa dalla punta e scagliata
in alto. Una volta in aria, il piombo permette alla bandiera di cadere perpendicolare
al terreno. In antichità il manico di piombo della bandiera era usato come arma.
PITIROSI
Malattia delle ossa del cavallo per eccessivo fosforo alimentare. E determinata
da unalimentazione quasi esclusivamente a base di crusca. Si ha un grave squilibrio
del rapporto ematico calcio-fosforo, con distruzione del tessuto osseo e sua sostituzione
con tessuto fibroso.
PONTE
E lo scambio attraverso lalzata delle bandiere tra i due alfieri. I due alfieri
si posizionano uno di schiena allaltro e, sfruttando la forza centripeta dei piombi,
lanciano la bandiera in alto e verso il proprio compagno. Gli alfieri riprenderanno
la bandiera lanciata dal compagno.
POPOLINO
Sono i sei rappresentati del popolo che rappresentano la corporazione della Contrada
che sfilano nel Corteo Storico prima delle Comparse. Fino a poco tempo fa, i sei
figuranti dovevano tenere tutti lo stesso passo, guidati dal proprio capopopolo
che sfilava allinterno della pista. Ora la conduzione dello stesso tempo del passo
non è vincolante ai fini della penalizzazione, anche se rimane un dato importante
nel decoro e nella compostezza dei figuranti. Fino al XIX secolo, dietro al carroccio
sfilavano delle rappresentanze generiche di popolani. Con la riforma del Corteo
Storico del 1904 si stabilì che i popolani non dovessero più sfilare dietro al carroccio,
ma allinizio del corteo e in maniera organizzata: lo stesso numero di rappresentanti
per ogni Contrada.
PREFETTURA
La prefettura, anche Palazzo della Provincia è il luogo in cui si ritrovano le Comparse
di tutte le Contrade per effettuare il Corteo Storico. Allingresso nel cortile
della prefettura, le comparse sono solite gridare con forza il nome della propria
Contrada. Gli alfieri effettuano, una volta arrivati nel Cortile della Prefettura,
una sbandierata.
PRESA A PENNA
Bandiera che viene presa per eseguire poi il bilancino. Il piombo della bandiera
è stretto tra il pollice e il medio mentre lindice vi si appoggia. E un tipo di
impugnatura meno saldo di quello con la mano stretta a pugno
PRESA DIFETTOSA
E la forma minore rispetto alla caduta di bandiera. Viene considerata tale la ripresa
della bandiera da parte dellalfiere non nel manico della bandiera oppure quando
il piombo della bandiera tocca momentaneamente terra. Per quanto riguarda lalzata,
è consigliato agli alfieri che la ripresa della bandiera venga fatta con la mano
con la quale non è stata effettuata la sbandierata.
PRESENTAZIONE DEI CAVALLI
E comunemente, ed erroneamente, detta anche tratta, ed avviene tre giorni prima
lo svolgimento del Palio. Su ordinanza del sindaco viene stabilito lorario massimo
in cui i proprietari devono presentare il proprio cavallo con le certificazioni
richieste. Allora stabilita dovranno essere presenti i dieci Capitani delle Contrade,
il rappresentante dellAutorità Comunale, assistito da un segretario e dal Veterinario
Municipale e i Deputati della Festa. Ogni proprietario può presentare uno o più
cavalli, che devono avere morso e briglia ed essere accompagnati dal proprietario
o da una persona di sua fiducia. Il cavallo può essere accompagnato anche dal fantino
che il proprietario intende proporre per la prova di selezione. Per essere presentato,
un cavallo deve aver ottenuto dalla specifica Commissione lidoneità sanitaria per
poter correre, commissione che visita il cavallo in occasione della previsita
nei giorni precedenti la presentazione dei cavalli. In occasione della presentazione
dei cavalli, lAutorità Comunale provvederà a consegnare delle apposite tessere
per laccesso al Cortile del Podestà durante tutte le fasi della selezione dei cavalli
ai proprietari dei cavalli, agli eventuali accompagnatori dei cavalli, ai Capitani
e ai Deputati della Festa. Nessun altro, tranne i fantini che prenderanno parte
alle prove di selezione, gli impiegati addetti alla scelta di selezione dei cavalli
e incaricati del servizio dordine, possono accedere al Cortile del Podestà durante
le fasi di presentazione e scelta. I cavalli devono essere numerati in ordine progressivo
e annotato in apposito elenco, con indicazione del nome, delletà, del sesso, del
colore del manto (ed eventuali segni particolari, anche se questa pratica non è
più in uso), il nome del proprietario con il suo indirizzo di residenza e il fantino
che monterà il soggetto. I cavalli non possono avere nessun altro segno di riconoscimento.
Nel caso in cui il numero dei cavalli presentati sia inferiore a dieci, il Comune
provvederà a requisire i cavalli pagando ai proprietari il costo del noleggio.
PRESENTAZIONE DELLA BANDIERA
Viene considerato erroneamente come il triangolo della bandiera (vedi). In realtà
la presentazione della bandiera sono i primi passi della sbandierata semplice, quando
lalfiere sventola lentamente e in tutta la propria ampiezza la bandiera. Viene
eseguita impugnando la bandiera con la destra mentre la sinistra, che le si sovrappone,
stringe i lembi del vessillo allasta. La bandiera spunta da dietro il torace dellalfiere
leggermente inclinata.
PRESENTAZIONE DEL PALIO
Due o tre giorni prima della tratta, nel Cortile del Podestà viene presentato alla
città il drappellone che verrà dato in premio alla Contrada vincitrice. Fino al
momento della presentazione, il drappellone viene tenuto segreto allinterno del
Palazzo Pubblico e svelato solo al pubblico dopo lannuncio dei trombetti di palazzo.
La prassi vuole che la presentazione del drappellone si svolga il 26 di giugno e
il 10 di agosto alle ore sette della sera, anche se non è una regola dato che la
presentazione può essere svolta anche qualche giorno precedente se cade una domenica
vicina. In seguito allesposizione del drappellone ai presenti, il Sindaco e un
critico darte, alla presenza dellautore del Palio, presentano lopera al pubblico.
In occasione del Palio di luglio viene anche presentato il masgalano che andrà in
premio alla miglior comparsa dellannata. La presentazione del masgalano, in concomitanza
col drappellone avviene eventualmente anche per i Palii straordinari. La presentazione
del Palio non è contemplata nel regolamento, pertanto la sua ideazione è molto recente.
Fu il Sindaco Mauro Barni nel 1981, in occasione del rinnovo delle monture, a proporre
la presentazione del drappellone alla stampa, allinterno della Sala delle Lupe:
il contesto era quello di una semplice conferenza stampa aperta al pubblico, ed
il primo Cencio presentato al popolo fu quello del 2 luglio 1981 ad opera di Mario
Grezzi. Dopo qualche anno, nel 1984, la Sala delle Lupe risultò stretta al pubblico,
data anche loccasione particolare che destava molta curiosità per il fatto che
quello di luglio fu il primo Palio realizzato da una donna, Vita Di Benedetto. Il
Sindaco Vittorio Mazzoni Della Stella decise allora di spostare la presentazione,
nonostante i problemi di acustica, allinterno del Cortile del Podestà, e al tempo
stesso di far descrivere in maniera ufficiale lopera artistica da un critico darte.
Ma la pioggia fece trasferire la presentazione del palio di agosto 1984 alla Sala
delle Lupe, cosicché il primo Palio presentato allinterno del Cortile del Podestà
è del luglio 1985 ad opera di Fabio Mazzieri. Fino al 1981 il Palio era presentato
la sera della prima prova al popolo, quando era affisso alla colonna in cima a via
Duprè, come ancora avviene. La presentazione del drappellone oggi è un appuntamento
consuetudinario di notevole importanza, tanto da destare interesse la reazione del
pubblico al momento in cui viene mostrato il drappellone.
PRIORA
Titolo onorifico di cui si fregia la Contrada Priora della Civetta. Deve questo
titolo al fatto che la Contrada fu la prima ad ospitare nel 1905 una riunione del
Magistrato delle Contrade, organismo che è composto dai priori delle diciassette
Contrade.
PROPRIETARIO
E colui che a proprio rischio e pericolo presenta un proprio cavallo alla presentazione
dei cavalli. Per far sì che il proprio cavallo venga scelto per correre il palio,
deve pagare di tasca propria liscrizione alla previsita della Commissione veterinaria
e in caso di presentazione alla tratta il Comune provvederà a rimborsare i costi.
Il proprietario deve lasciare il proprio cavallo a disposizione dellamministrazione
comunale, dal momento della presentazione fino al termine delle operazioni di scelta
dei cavalli, ed eventualmente, nel caso in cui il soggetto venga scelto dai Capitani
per correre il palio, fino al giorno del palio. Se poi il cavallo vince il Palio,
il proprietario deve concedere il proprio cavallo alla Contrada anche il giorno
successivo la corsa del palio, per il giro di onoranze.
PROTETTORI
Sono coloro che sono iscritti alla Contrada e che pagano la quota annuale detta
anche protettorato. Hanno diversi diritti, come poter avere il paggio della Contrada
alla nascita del figlio, per la comunione o la cresima, per il proprio matrimonio
e per il proprio funerale; ricevere il giornalino di Contrada a domicilio ecc.
PROTOCOLLO EQUINO
Dal 2000 il Comune di Siena ha istituito un albo di cavalli, appositamente addestrati
per correre il Palio. Lo scopo fondamentale è quello di creare un parco cavalli,
che siano addestrati appositamente per correre il palio, sotto il controllo di unapposita
commissione tecnica comunale. Complessivamente il protocollo prevede gli albi dei
proprietari dei cavalli, dei cavalli, degli allevatori e delle fattrici. Il Comune
di Siena e la Fondazione del Monte dei Paschi provvedono a sostenere parte delle
spese di mantenimento e addestramento dei cavalli attraverso dei premi, versati
ai proprietari o agli allevatori in base alle prestazioni dei cavalli o delle fattrici.
Entro la fine di settembre, la Commissione Veterinaria deve procedere ad un dettagliato
rapporto al fine di poter individuare lattività dei cavalli nellannata e gli incentivi
da corrispondere a proprietari ed allevatori.
PROVE
Nel periodo tra lassegnazione e il Palio, in Piazza del Campo si svolgono sei prove.
Servono per far abituare i cavalli al circuito di Piazza del Campo e ai fantini
per trovare il giusto feeling con il quadrupede. Lo svolgimento è simile in tutto
e per tutto al Palio, con la mossa che viene data nella maniera tradizionale e con
le Contrade che devono compiere tre giri del tracciato. I fantini, al contrario
del Palio, vestono berretti con i colori della Contrada e non lo zucchino ed è proibito
luso del nerbo, ma consentito luso degli speroni. I cavalli devono correre nudi,
solo con le briglie, i finimenti e la spennacchiera della Contrada.
Orario di effettuazione delle prove.La prima prova si svolge la
sera dellassegnazione dei cavalli, i due giorni successivi sono effettuate una
prova la mattina ed una la sera, la mattina del palio viene effettuata la sesta
prova. la prova della sera precedente il Palio prende il nome di prova generale,
mentre quella della mattina del Palio è la cosiddetta provaccia. Le prove di sera
relative al Palio di luglio prevedono luscita dallEntrone dei cavalli alle ore
19,45, mentre quelle pomeridiane del Palio di agosto alle ore 19,15. lavviso di
sgombero della pista per tutte le prove pomeridiane avviene mezzora prima delluscita
dei cavalli dal Cortile del Podestà. Le prove mattutine invece si svolgono sia di
luglio che di agosto alle ore 9, con il preavviso di sgombero della pista che avviene
venti minuti circa prima dellinizio delle prove.
Ordine di ingresso ai canapi per le prove.Lordine di ingresso
tra i canapi per le prove non è segreto, ma viene stilato in base a dei criteri
ben precisi, determinati anchessi dalla sorte. I criteri per stabilire lordine
al canape sono i seguenti: prima prova: ordine di estrazione delle Contrade e di
partecipazione al Corteo Storico; seconda prova: ordine inverso alla prima; terza
prova: ordine con il quale il cavallo è stato assegnato alla Contrada; quarta prova:
ordine inverso rispetto alla terza prova; prova generale: ordine di numero dorecchio
del cavallo; provaccia: ordine inverso della prova generale.
Utilità delle prove. Le prove servono, come detto sopra, a trovare
il feeling tra il cavallo e il fantino. Non ci sono obblighi particolari per i fantini
di compiere i tre giri e nemmeno restrizioni per quanto riguarda unandatura lenta
o sostenuta. I fantini però hanno delle restrizioni: devono escludersi dalla corsa
nel caso in cui subiscono un doppiaggio da parte di unaltra Contrada e una volta
scoppiato il mortaretto hanno lobbligo di fermarsi immediatamente. Molto spesso
le Contrade scelgono come fantino per una prova una persona diversa rispetto a quella
prescelta per correre il palio. Questa può essere o un giovane in cerca di un futuro
in Piazza del Campo oppure un fantino esperto, che già magari conosce il cavallo.
Spesso si assiste a veri e propri cambi di monta, con un fantino che da una dirigenza
viene preferito ad un altro durante i quattro giorni. Altre volte, ma sono casi
negli ultimi anni veramente rari, due Contrade si sono scambiate il fantino. Il
fantino può essere cambiato fino alla segnatura dei fantini, che avviene la mattina
del Palio dopo la Provaccia.
PROVE DI NOTTE
Dai primi anni 90 sono regolamentate, fino ad allora le prove di notte venivano
effettuate la notte tra le 2 e le 3 del giorno antecedente la tratta. Erano clandestine
e servivano a far abituare i cavalli alla pista. Essendo teoricamente non consentite,
venivano effettuate anche con la presenza di tavolini dei bar in pista e persone,
fatto che ha costretto il Comune a regolamentare le prove. Oggi vengono effettuate
sempre il giorno prima della tratta ma allalba, a partire dalle 5,30. la pista
viene sgomberata e i cavalli vengono suddivisi in batterie che hanno durata temporale.
Partecipano tutti i cavalli che hanno superato la previsita inclusi i cavalli di
quattro anni, che automaticamente sono scartati dopo le prove di notte, insieme
ad altri cavalli che non sono ritenuti idonei dai veterinari. I cavalli più esperti,
una volta passata la previsita, possono essere ammessi direttamente alla tratta
saltando le prove di notte. Viceversa, se un cavallo non viene presentato alle prove
di notte viene automaticamente scartato per la tratta.
PROVVEDITORI AI PICCOLI
Sono coloro che gestiscono e promuovono le attività dei bambini della Contrada.
A Siena si promuovono tantissime attività per i bambini anche coinvolgendo quelli
delle altre Contrade.
PROVVEDITORI AI PROTETTORI
Sono gli esattori della Contrada e curano i rapporti tra la Contrada e i protettori.
In particolare registrano e incassano la quota di protettorato e di sottoscrizione
in caso di vittoria, ma gestiscono anche le comunicazioni con i contradaioli. Per
il Giro in città, provvedono a far eseguire le sbandierate sotto le case dei protettori
che non risiedono in Contrada.
PUGNA
Gioco molto diffuso nella repubblica di Siena nel periodo di Carnevale, nato sul
modello del gioco dellelmora quando questo fu proibito. Poiché lelmora, in cui
due squadre si fronteggiavano combattendo con spade di legno e scudi di vimini,
finiva spesso in tragedia, si decise che si dovesse combattere a mani nude. I due
schieramenti vedevano i rappresentanti del Terzo di Città combattere contro i rappresentanti
dei terzi di Camollia e San Martino. La prima edizione della pugna si ebbe alcuni
anni dopo la battaglia di Montaperti (probabilmente già nel 1261) e si combattè
fino al XVIII secolo.
PURGA
Delusione cocente. Viene subita dai contradaioli in caso di vittoria della rivale,
di arrivo in seconda posizione della propria Contrada o di non vittoria in caso
di favore del pronostico. A volte servono anni per dimenticare una purga.
Q
QUESTUA
La questua propriamente è la raccolta di elemosina. A Siena è unusanza completamente
caduta in disuso negli anni 50: ultime testimoni di questa vecchia usanza alcune
fotografie che ritraggono il fantino Massimo Alessandri detto Bazza fare la questua,
dopo aver vinto il Palio del 2 luglio 1949 nella Chiocciola. Lusanza prevedeva
che durante il Giro della vittoria il giorno dopo il Palio, il fantino chiedesse
ai passanti ed in particolar modo ai commercianti delle botteghe del centro, con
lo zucchino in mano, delle mance per la vittoria. Fu Aceto con la vittoria su Ettore
nellAquila il 2 luglio 1965 a sopprimere questa usanza, dando così maggior dignità
alla figura del fantino.
R
RAGGIUNGERSI
Difetto di andatura, simile al forgiare. In questo caso, il posteriore si alza
velocemente tanto da pestare il tallone del piede anteriore dello stesso lato prima
che questo possa lasciare il terreno o proprio quando sta per lasciarlo. In questultimo
caso, il ferro del piede anteriore viene strappato.
REDINI
Le redini consistono di strisce di cuoio o di tratti di corda attaccate alle estremità
dell'imboccatura, e che vengono impugnate dal fantino. Le redini sono il mezzo per
comandare la direzione del cavallo, agendo sulla testa. La trazione sulle redini
può essere usata per rallentare o per fermare il cavallo. Gli angoli della bocca
del cavallo sono sensibili, perciò la trazione sulle redini agisce sull'imboccatura,
che a sua volta agisce lateralmente sulla testa del cavallo, e in questo modo il
cavallo viene controllato. Una redine può anche essere attaccata alla cavezza per
condurre a mano il cavallo.
Impugnatura delle redini.Le redini possono
essere impugnate in diversi modi: la differenza sostanziale sta in redini impugnate
lunghe o impugnate corte. Limpugnatura è un atteggiamento del fantino che implica
il proprio assetto a cavallo, che è proprio dellimpostazione del fantino. la redine
lunga di solito è segno di grande spavalderia, mentre la redine corta è unimpugnatura
più scolastica.
Scorciare le redini.E latto che il fantino compie
per cambiare il punto di impugnatura delle redini, per avere un maggior controllo
del cavallo.
Nodo alle redini.Si può notare come i fantini a cavallo
facciano il nodo alle redini. E questo un piccolo particolare non da trascurare.
Lutilità è quella di accorciare le redini, per due motivi: sentire il meglio il
cavallo e soprattutto avere le redini più corte in caso di caduta, in maniera tale
da evitare che il cavallo scosso rallenti la propria corsa calpestando le redini
ciondoloni. E un atto moralmente doloroso da parte di ogni capitano che teme la
caduta del proprio fantino ordinargli di fare il nodo alle redini.
RELAZIONE DEI DEPUTATI DELLA FESTA
Entro sette giorni dallo svolgimento del palio, i deputati della Festa devono presentare
allassessore delegato una dettagliata relazione sullandamento e lorganizzazione
del palio, segnalando ogni circostanza che possa richiedere la decisione di provvedimenti
disciplinari. Della relazione sono parte integrante anche le relazioni redatte dagli
Ispettori di Pista e dal Mossiere, oltre a tutti gli atti o documentazioni acquisite
nei cinque giorni successivi al Palio, termine entro il quale possono essere sentiti
i dirigenti della Contrade e i fantini su specifici atti.
RETTORE
Denominazione del Priore della Nobil Contrada del Bruco
RICEVIMENTO CONSORELLE
Questa prassi ha diverse diciture: spiegare alla Contrada, fare riscontro alla Contrada,
ricevere la Contrada. In occasione del Giro della Festa Titolare, ogni Contrada
attende la consorella in un punto del proprio territorio, per accompagnare la Contrada
che gira nel proprio oratorio per lomaggio alla Madonna. Per loccasione, un alfiere
della Contrada ospitante attende che un alfiere della Contrada che gira, in cima
alla comparsa, lo saluti con la bandiera. Accompagnati dal rullo dei tamburi, a
distanza, i due alfieri fanno lalzata di saluto. Gli alfieri della Contrada ospitante
vanno incontro ai monturati, per accompagnarli allinterno del loro oratorio, e
in segno di amicizia si possono scambiare le bandiere. Alcune Contrade hanno nel
loro rituale di poter scambiare le bandiere solo con le Contrade alleate, ma in
genere lo scambio avviene in segno di amicizia con tutte le altre consorelle. Luoghi
di ricevimento consorelle: Aquila: Casato di Sotto rivolto verso la Costa Larga;
Bruco: Via del Comune; Chiocciola: via San Marco; Civetta: via Cecco Angiolieri
rivolto verso Piazza Tolomei; Drago: Piazza Matteotti rivolto verso via Pianigiani;
Giraffa: via delle Vergini; Istrice: via Camollia incrocio via di Campansi e via
dei Gazzani; Leocorno: via Pantaneto altezza Logge del Papa; Lupa: via Vallerozzi;
Nicchio: via dei Pispini; Oca: via Santa Caterina; Onda: via Giovanni Duprè altezza
Piaggia di san Giuseppe; Pantera: Pian dei Mantellini rivolto verso Due Porte; Selva:
piazzetta della Selva rivolto verso via Franciosa; Tartuca: via Tommaso pendola
rivolto verso via San Pietro; Torre: via di Salicotto altezza via dei Malcontentiì;
Valdimontone: via dei Servi.
RICHIAMARE IL CAVALLO
Atto del fantino per rallentare la corsa del proprio cavallo. Viene effettuato tirando
le redini verso di sé (in direzione opposta a quella di corsa), ed è fondamentale
per limpostazione delle traiettorie. Un richiamo troppo anticipato rallenta oltremodo
la velocità del cavallo, un richiamo ritardato causa lingresso alto del cavallo
nelle curve. La reazione al richiamo del fantino è il cambio di passo del cavallo,
che oltre ad essere richiamato viene anche alzato per impostare meglio le curve.
RIGIRATA
E ricordata come la rigirata la Carriera del 16 agosto 1961 vinta dalla Torre.
LOca, che montava Giuseppe Gentili detto Ciancone su capriola, era al nono posto
al canape e la Torre, che era favorita, di rincorsa con Giorgio terni detto Vittorino
su Salomè de Mores. La logica voleva che Ciancone avesse dovuto ostacolare lavversaria,
data soprattutto al vicinanza tra le due Contrade rivali. Ma non fu così: al momento
dellingresso della Torre, il cavallo dellOca immediatamente scartò e si ritrovò
col muso girato verso il Casato. La Torre vinse quel Palio, il Gentili fu accusato
di tradimento dai contradaioli dellOca e fu picchiato a sangue fino a ridurre il
fantino in fin di vita, tanto che rimase fuori da Piazza del Campo per ben cinque
anni. Da allora lo scarto di capriola è ricordato come la rigirata.
RINCORSA
La decima Contrada che sta fuori dai canapi. E larbitro effettivo della partenza,
in quanto al momento dellingresso della rincorsa fra i canapi il mossiere può decretare
la mossa valida. Perché la rincorsa sia da considerarsi effettivamente allinterno
dei canapi, il muso del cavallo deve superare il verrocchino. La velocità con cui
entra la rincorsa e la vicinanza dei nove al canape pronti per partire costringe
il mossiere ad abbassare il canape molto ad intuito, per questo si parla di mossa
vecchia o mossa giovane.
RINGOLLATA
Si dice quando alla vittoria di una contrada risponde quella dellavversaria.
RINNOVO DELLE MONTURE
I costumi della passeggiata storica vengono rinnovati tutti nella stessa occasione.
Di solito si sfruttano degli importanti finanziamenti, dato che i materiali impiegati
sono sempre molto costosi. Gli ultimi rinnovi sono stati effettuati nel 2000, nel
1981, nel 1955, nel 1928 e nel 1904. I rinnovi antecedenti al 1904 non sono stati
fatti simultaneamente dalle Contrade.
RINVIO DEL PALIO
Il palio può non essere effettuato a causa di pioggia, motivi di ordine pubblico
o oscurità e venire rinviato al giorno successivo. In caso di pioggia che renda
pericolosa o impraticabile la pista, prima o durante il Corteo storico, lAmministrazione
Comunale, sentito il parere dei propri uffici, dei Deputati della Festa e dei Capitani
delle Contrade, ha facoltà di rinviare il Palio al giorno successivo o ad oltranza,
se continuano le condizioni atmosferiche avverse. Per motivi di ordine pubblica
invece lAutorità comunale può in accordo con le forze di polizia, rinviare il Palio.
Il Sindaco, uditi i Capitani, nel caso in cui le operazioni della mossa si protraggano
più del dovuto, ha la facoltà di rimandare il Palio al giorno successivo.
RIPRESA
Ultimo e più difficile momento della sbandierata, nel momento in cui la bandiera
viene ripresa dopo lalzata. La ripresa deve essere fatta per limpugnatura e con
la mano opposta a quella con la quale si è effettuata la sbandierata.
RIVALITA'
Laforisma che descrive le rivalità è: nella vita senza nemici non puoi avere amici.
Oltre al valore viscerale e sentimentale delle rivalità, che sfociano soprattutto
nei giorni del palio, le rivalità sono alla base della festa senese. Formalmente
consistono nella non riconoscenza ufficiale delluna nei confronti dellaltra e
viceversa. Di conseguenza per il Giro delle onoranze la Contrada non concede il
transito alla rivale nel proprio territorio. Spesso, a causa di notevoli compromessi,
per cause soprattutto geografiche, è consentito alla rivale il rientro in Contrada
passando dal proprio territorio. Sono questi sporadici casi, che si manifestano
soprattutto tra pantera ed Aquila, essendo la via di Città quasi interamente territorio
aquilino ed unico accesso dalle vie principali del centro alla sede della Pantera.
In sostanza, gli unici rapporti istituzionali che ci sono tra Contrade rivali sono
tra i priori nel magistrato delle Contrade e tra i capitani durante le riunioni,
anche se non mancano incontri dal sindaco per cercare di evitare scontri tra contradaioli.
Se il giorno del palio le due comparse si incontrano non si salutano (col passo
a vittoria del tamburino e lotto degli alfieri). Le rivalità sono tutte riconosciute
ufficialmente eccetto una, la più antica tra tutte, quella tra Torre e Onda. Il
fatto di riconoscere la rivale ufficiale implica in alcuni casi (come ad esempio
tra Istrice e Lupa), la non partecipazione alle iniziative rivolte alla città se
organizzate dalla rivale. Cosa diversa riguarda i cattivi rapporti tra Contrade:
a causa soprattutto di screzi legati al palio, ci sono alcune Contrade che non fanno
visita a qualche consorella per il Giro. Questo negli ultimi anni è successo diverse
volte, magari per un periodo di un anno o due, soprattutto dopo un favore promesso
e non reso tra Contrade durante il palio o la fresca rottura di unalleanza. Le
rivalità attualmente presenti sono: Aquila-Pantera, Chiocciola-Tartuca, Civetta-Leocorno,
Istrice-Lupa, Nicchio-Valdimontone, Oca-Torre, Onda-Torre. Selva, Drago, Giraffa
e Bruco non hanno rivali. Nella storia ci sono state anche altre rivalità, come
quella tra Bruco e Giraffa terminata nel settembre del 1996, oppure quella secolare
tra Pantera e Selva terminata agli inizi del Novecento.
ROMAIOLO
E detto erroneamente così il passaggio di vita. Il romaiolo è il punto intermedio
tra il passaggio di vita e lancalena. Presa la bandiera per la parte inferiore
del piombo con l amano opposta a quella della sbandierata (generalmente la sinistra),
la bandiera viene fatta ruotare tre volte con il gomito che lavora come un mestolo
per il brodo (in senese appunto romaiolo), per poi essere messa dietro la schiena,
per dare inizio allancalena.
ROSA (O FARFALLA)
E una della ultima figura della sbandierata semplice e precede quasi sempre lalzata
anhe durante il corteo storico. Si effettua tenendo la bandiera in alto con entrambe
le mani e facendola ruotare vicino alle orecchie.
ROTELLINI
Sono coloro che collaborano con il Maestro di Campo per il corretto svolgimento
della sfilata del Corteo.
S
SALTO DEL FIOCCO
Si attribuisce linvenzione di questa figura allalfiere dellAquila Mastuchino.
E il salto della bandiera con limpugnatura a bilancino. Il regolamento prevede
penalizzazioni nel caso in cui durante il salto la bandiera viene tenuta troppo
obliqua rispetto al terreno. Esistono diverse varianti del salto del fiocco: il
salto del fiocco classico prevede il semplice salto della bandiera, che si può abbinare
alla presenza dellalfiere che gira la bandiera in ginocchio, oppure al salto del
tamburino oltre che dellalfiere, figura che in alcuni casi prevedeva che un alfiere
saltasse contemporaneamente sia il tamburino che lalfiere. Questa ultima figura,
per la complessità, non viene più effettuata, anche se sempre ammessa dal regolamento.
SALTO DEL TAMBURINO
Variante del salto del fiocco in cui allalfiere inginocchiato si affianca il tamburino
che suona inginocchiato.
SALUTO DEGLI ALFIERI
Viene fatto alla fine di ogni sbandierata. Gli alfieri alzano la bandiera, con il
braccio con il quale è stata effettuata la presa teso, rivolta verso le Autorità.
Per la prima sbandierata, il saluto è rivolto alla Piazza e quindi la bandiera andrà
alzata verso la piazza.
SALVA
La salva nasce come accordo tra fantini al fine di rifondere le proprie spese in
caso di non vittoria. Il fantino era solito trovare un modo per un incasso sicuro
andando a fare dei patti con gli altri fantini, proprio sul modello delle salve
che fanno fra di loro i tombolai nelle Contrade. Il fantino che vinceva pagava laltro
con soldi propri: la salva era dunque una forma di partito tra fantini legato agli
esiti della corsa. Le salve venivano di solito concordate tra fantini alla presenza
dei propri dirigenti il giorno del Palio, specialmente alla riunione delle comparse
in Prefettura e tra prefettura ed Entrane. La salva poteva essere alla pari o differenziata;
i dirigenti facevano esclusivamente da garanti, perché la salva era un affare tra
fantini. Il rifiuto della salva era considerato un torto di cui ricordarsi.
SAN CRISPINO
Non ci sono molte notizie sulla vita di questo santo, che peraltro è patrono dei
calzolai. Secondo la tradizione, i Santi Crispino e Crispiniano furono due missionari
inviati da Roma nella Gallia Belgica, che trovarono la morte come martiri (su ordine
del prefetto Rizio Varo sotto lImpero di Massimiano) a Soissons nel 286 dopo Cristo.
La popolarità di San Crispino, nonostante le pochissime notizie pervenute, conferma
lesistenza del Santo e la sua celebrità deriva anche dalla menzione del giorno
di San Crispino che William Shakespeare fa nella sua opera Enrico V. Il giorno
di San Crispino, che cade il 25 ottobre, è la festa delle donne delle Contrade,
che la celebrano con una cena o con una gita fuori porta nel fine settimana più
vicino al 25 ottobre.
SAN GIUSEPPE
La Chiesa cattolica celebra il padre putativo di Gesù (dal latino puto, credere,
ovvero colui che si crede essere il padre di Gesù) il 19 marzo. La Contrada Capitana
dellOnda per loccasione celebra la festa nel proprio rione dove vengono cucinate
le tradizionali frittelle di pasta di riso, dolce tipico senese di San Giuseppe.
LOnda celebra questa festa in quanto San Giuseppe è protettore dellarte dei falegnami,
corporazione legata al rione di Malborghetto. A San Giuseppe infatti è dedicata
la Chiesa dellOnda.
SANTA CATERINA
Caterina Benincasa nacque a Siena il 25 marzo 1347 nel rione di Fontebranda. La
Chiesa Cattolica la venera come santa e dottore della Chiesa, è patrona di Siena,
dItalia e compatrona dEuropa. Ventiquattresima figlia di Jacopo Benincasa, tintore,
e di Lapa Piacenti, fin dalletà di sei anni sostenne di aver avuto visioni, disse
di aver visto nella Basilica di San Domenico Gesù Cristo con i Santi Pietro e Paolo.
E caterina stessa che nelle sue opere dichiara che alletà di dodici anni i suoi
iniziarono a pensare di maritarla, nonostante Caterina a sette anni aveva fatto
voto di castità. A sedici anni Caterina entrò nel terzo ordine delle Domenicane
(o Mantellate, per via del mantello nero su abito bianco), pur restando presso la
sua abitazione. Lei stessa dichiarò di aver ricevuto in dono dal Signore la capacità
di leggere e scrivere, anche se gran parte dei suoi scritti risulta essere dettata.
Non si mostrò alquanto intimorita al cospetto dei potenti quando verso il 1372 espose
al legato pontificio in Italia, Pietro d'Estraing, la necessità di riformare i costumi
del clero, di trasferire la Santa Sede a Roma da Avignone dove risiedeva dal 1309
e di organizzare una crociata contro gli infedeli. Le autorità ecclesiastiche la
chiamarono nel 1374 a Firenze di fronte al Capitolo generale dei Domenicani. LOrdine
ne riconobbe lortodossia e affidò Caterina alla direzione di frate Raimondo delle
Vigne da Capua (1330 1399); che in seguito venne nominato lettore di teologia
a Siena e lasciò una biografia di Caterina. Secondo la tradizione devozionale il
1° aprile 1375 avrebbe ricevuto le stimmate nella chiesa di Santa Cristina a Pisa,
dove si trovava su invito di papa Gregorio XI al fine di preparare la crociata da
lei sollecitata; queste stimmate sarebbero rimaste invisibili fino alla sua morte.
Il progetto della crociata fu abbandonato quando Firenze, dopo aver stretto alleanza
con i Visconti di Milano e aver sobillato le città dello Stato Pontificio a ribellarsi
contro il papa, dichiarò guerra al "papa francese". A nome dei fiorentini, Caterina
va ad Avignone in missione di pace da Gregorio XI con altre ventitré persone incluso
Raimondo da Capua. Il papa, seppure affascinato da Caterina, è convinto del doppiogiochismo
dei fiorentini e rifiuta la pace; ciononostante, lei continua con la sua opera di
convincimento e non interrompe l'invio di lettere al pontefice, in cui lo invita
a tornare a Roma. Riesce alla fine nel suo intento: il 27 gennaio 1377 il papa rientra
nella città eterna. All'inizio del 1378 viene incaricata di ristabilire i rapporti
tra Santa Sede e Firenze, ma durante la sua missione in riva all'Arno rischia la
vita, e la missione fallisce. Il nuovo papa Urbano VI riesce a siglare una pace
il 28 luglio 1378. Il 20 settembre dello stesso anno, a Fondi, avviene lo scisma,
con l'elezione dell'antipapa Clemente VII. Caterina definisce i tredici cardinali
scismatici demoni incarnati. Nonostante la vittoria militare di Urbano VI a Marino
il 30 aprile 1379, lo scisma si protrarrà per quarant'anni. Muore, provata da una
vita di digiuni e di astinenze forzate, a soli 33 anni, dopo essersi astenuta dal
bere per un mese.
La festa di Santa Caterina. Santa Caterina è
patrona dEuropa, dItalia e di Siena. E patrona anche della Nobil Contrada dellOca
e della Contrada del Drago. La festa viene celebrata il 29 aprile, anche se lOca
e il Drago fanno le proprie feste titolari in tempi diversi (lOca la prima domenica
di maggio, il Drago lultima di maggio). Siena celebra la Santa di solito la domenica
successiva al 29 aprile. Vengono esposte le bandiere ai confini dei territori delle
Contrade, in Cattedrale, nella Basilica di San Domenico, nel Santuario Cateriniano,
al Palazzo Comunale, al palazzo Chigi saracini, al Palazzo Arcivescovile, al palazzo
della provincia, a palazzo Salimbeni e a palazzo Sansedoni. Il labaro del Magistrato
e gli onorandi priori guidano il Corteo delle Contrade (un tamburino e due alfieri)
che dal palazzo Pubblico va al Santuario cateriniano, dove si tiene la cerimonia
dellofferta dellolio votivo al Santuario di Santa Caterina. Il corteo poi si sposta
per accompagnare le autorità alla solenne celebrazione alla basilica di San Domenico
dove le Contrade di drago e Oca presentano il proprio paggio maggiore. I priori,
il labaro del Magistrato, un tamburino e due alfieri per Contrada partecipano poi
alla benedizione solenne di Siena e dellItalia in Piazza del Campo.
SANTANSANO
Patrono di Siena insieme a Santa Caterina, la festa viene celebrata il primo dicembre.
Ad Ansano si attribuisce la cristianizzazione tre il terzo e il quarto secolo d.C.
della popolazione di Siena, allora Saena Julia. Nato probabilmente nel 284, figlio
del senatore Tranquillino, una volta che la matrona Massima fu costretta al martirio,
Ansano, denunciato dal padre e quindi ricercato, fuggì e, guidato da un angelo,
raggiunse Siena. i senesi non gli cedettero e nella zona dellattuale fosso di
SantAnsano, lo sottoposero alla prova del fuoco e dellolio bollente, da cui
il santo uscì illeso. Nonostante ciò, Ansano si rinchiuse in un forte sul colle
di San Quirico da cui battezzò i senesi convertiti e da cui uscì solo il primo dicembre
303 (o 304), per essere giustiziato per decapitazione a Dofana, sul quale è sorta
una cappella in suo ricordo.
Festa di SantAnsano Il primo dicembre,
SantAnsano, è giorno festivo a Siena ed è linizio dellanno contradaiolo, che
viene celebrato con il banchetto annuale, anche se raramente viene effettuato il
giorno stesso di SantAnsano. Le Contrade espongono le proprie bandiere alle proprie
sedi ad ai propri confini; le bandiere sono esposte alle trifore del Palazzo Comunale,
al palazzo Sansedoni, a Palazzo Chigi Saracini, al Palazzo della Provincia, al palazzo
Arcivescovile ed in Cattedrale. I priori si riuniscono in un pranzo solenne e rendono
omaggio al Sindaco in Palazzo Pubblico porgendo un dono simbolico. Un corteo composto
dal labaro del Magistrato delle Contrade, i priori e un tamburino e due alfieri
per ogni Contrada, sfila dal Palazzo Pubblico al Duomo, dove lArcivescono celebra
la messa in onore del Santo, allinizio della quale il rettore del Magistrato comunica
un breve messaggio di augurio e di saluto allArcivescovo a nome di tutte le Contrade.
SANTA LUCIA
Santa Lucia da Siracusa nacque a Siracusa nel 284 e morì nel 304 in seguito alle
persecuzioni di Diocleziano. In occasione di un viaggio a Catania, dichiarò sul
sepolcro di SantAgata il voto di verginità, chiedendo che fosse salvata la madre
Eutichia, che guarì ben presto dalla malattia che la affliggeva. Così Lucia rinunciò
al matrimonio e al fidanzato che le chiedeva un po della sua bellezza consegnò
i propri occhi che si era appena strappata, aggiungendo non ti sposo perché sono
cristiana. Il fidanzato la denunciò e Lucia fu cosparsa di pece e bruciata, uscita
indenne dalla tortura fu condannata alla decapitazione. Probabilmente la credenza
popolare lega il nome di Santa Lucia alla luce e la correla agli occhi.
Festa
di Santa Lucia La festa di Santa Lucia si svolge nei rioni di Chiocciola
e Pantera il 13 dicembre di ogni anni. Lorigine della Festa risale alla metà del
1800, quando una piccola fiera fu allestita nella piazza antistante la chiesa di
Santa Lucia, nella quale in occasione della festività i fedeli vanno a farsi benedire
gli occhi. Nei banchi che vengono allestiti sono vendute le tradizionali campanine
di Santa Lucia con i colori delle diciassette Contrade. Il mercatino celebra le
antiche arti della lavorazione della terracotta e le campanine si rifanno ad un
miracolo di Santa Caterina che per celebrare la Festa di Lucia fece suonare contemporaneamente
le campane di tutta Siena. originariamente la festa era organizzata e allestita
dalla Contrada della Chiocciola, ma con lo sviluppo del mercato in tutto pian dei
Mantellini, anche la Pantera contribuisce alla celebrazione della festa di santa
Lucia.
SBANDIERATA DELLA VITTORIA
E la sbandierata che chiude il Corteo Storico. Quando tutto il Corteo è sfilato,
nel tratto davanti al Comune si dispongono un alfiere per Contrada con rispettivo
tamburino, i quali devono indossare i costumi usati per la sfilata. Il Maestro di
Campo dà linizio alla sbandierata che deve essere svolta da tutti più o meno contemporaneamente.
Essendo lultimo atto prima delluscita dei cavalli dallEntrone, gli alfieri cercano
lultimo aiuto dalla sorte per la propria Contrada. Nellusanza popolare si dice
che potrebbe essere favorita la Contrada il cui alfiere tira in alto per primo o
per ultimo la propria bandiera, quello che la scaglia più in alto o più in basso
rispetto agli altri. la sbandierata della Vittoria è stata introdotta nel primo
dopoguerra per celebrare la vittoria italiana nel conflitto del 1915 18.
SBANDIERATA SEMPLICE
E la sbandierata che in piazza si effettua davanti alla Cappella durante il Corteo
Storico e che tutti gli alfieri eseguono durante il Giro. E composta da questa
sequenza di figure: presentazione della bandiera, velata, passaggio di vita, ancalena,
rosa, cartoccio, alzata, ripresa.
Passi della sbandierata Non è
facile definire i diversi passi che compie lalfiere durante la sbandierata semplice,
in quanto le diverse scuole di alfiere propongono diverse varianti. E possibile
invece descrivere lorientamento dellalfiere durante la sbandierata, che inizia
di fronte al tamburino. La presentazione della bandiera porta lalfiere a girarsi
verso il suo lato sinistro, per poi tornare a destra con la velata. Dopo il passaggio
della bandiera al ginocchio, il passaggio di vita viene effettuato da rivolto verso
sinistra a rivolto verso destra, non dando mai le proprie spalle al tamburino. Con
il romaiolo si torna in posizione centrale dove viene eseguita lancalena. Luscita
dallancalena riporta lalfiere voltato verso sinistra, per ritrovarsi poi a destra
dopo una velata per eseguire la rosa e il cartoccio. Passaggio al ginocchio per
ritrovarsia sinistra ed eseguire lalzata, con la ripresa che dovrebbe essere effettuata
di fronte al tamburino.
SBANDIERATE OBBLIGATORIE
Prima di arrivare alla Prefettura, dove convogliano tutte le Comparse prima di partecipare
al Corteo Storico, gli alfieri devono effettuare le seguenti sbandierate: davanti
al Palazzo Salimbeni, presso il Palazzo Chigi Saracini, di fronte al Palazzo arcivescovile
e allinterno del cortile del Palazzo della Provincia. Durante la passeggiata storica,
gli alfieri di ciascuna Contrada che corre, hanno lobbligo, al rullo del tamburo,
di eseguire quattro sbandierate, oltre allalzata di saluto allingresso nel Campo
dalla Bocca del Casato: la prima in corrispondenza della Mossa (di fronte al Palco
dei Giudici), la seconda allaltezza della Fonte Gaia, la terza in corrispondenza
di via Rinaldini (davanti al Palco dei Priori), la quarta davanti alla Cappella.
Le Contrade che non corrono invece devono eseguire una sola sbandierata contemporaneamente
nel tratto che va dal Casato a San Martino. Durante il Corteo Storico, le sbandierate
devono essere eseguite in un tempo non superiore a due minuti e mezzo, con un ritardo
consentito di quindici secondi in caso di forte vento.
SCAMBIO A BILANCINO
I due alfieri, posti luno di fronte allaltro, si scambiano la bandiera che stanno
girando a bilancino. Lo scambio a bilancino può essere ripreso dietro la schiena,
sottogamba, sottogamba in ginocchio, o a presa per la stella.
SCAMBIO DI NERBATE
Si dice di due fantini che per un tratto della corsa del palio combattono a vicenda
a colpi di nerbo, cosa peraltro consentita dal regolamento. Gli scambi di nerbate
sono abbastanza frequenti nel palio, soprattutto quando i due fantini appartengono
a Contrade rivali e uno vuole ostacolare laltro.
SCARTO
Rifiuto da parte del cavallo in maniera brusca di eseguire un comando datogli. Si
manifesta con la ribellione nei confronti del fantino e quindi con lastensione
da qualsiasi impulso che viene dallesterno.
SCELTA DEI CAVALLI
Una volta concluse le batterie di selezione, in una Sala del palazzo Comunale si
riuniscono il Sindaco, che presiede la seduta, assistito da un Segretario, dal Veterinario
del Comune e dal Mossiere, con i dieci Capitani delle Contrade che corrono. Il Mossiere
ed il veterinario hanno diritto di parola, in particolare il Mossiere ha il compito
di fornire una relazione su ogni soggetto che viene discusso. I Capitani invece
sono gli unici ad avere diritto di voto. Si procede per esclusione e vengono discussi
singolarmente i cavalli in ordine secondo la registrazione della presentazione dei
cavalli. Le decisioni sui singoli cavalli vengono adottate a semplice maggioranza.
Un Capitano può chiedere, e ottenere, che si proceda alla votazione per un singolo
soggetto a scrutinio segreto. Alla fine delle esclusioni, dovrà essere redatta una
nota con i dieci cavalli scelti che parteciperanno al palio. I proprietari dei cavalli
esclusi a questo punto ritirano, o fanno ritirare dal proprio rappresentante, i
loro cavalli. Strategie sulla scelta dei cavalli Non sempre i cavalli vengono scelti
soltanto in base alla loro idoneità a correre il Palio. I cavalli che hanno evidenziato
anche una minima zoppia a caldo vengono esclusi automaticamente dai veterinari,
anche se il problema riscontrato è di minima entità. I Capitani poi hanno tutti
una propria strategia per la scelta dei cavalli, soprattutto in base alle proprie
finanze o alla situazioni dellavversaria. (vedi lotto di cavalli)
SCHINELLA
E uninfiammazione (periostite) del metacarpo (anteriori). E molto frequente,
e si manifesta spesso in cavalli giovani che sono sottoposti ad un lavoro troppo
repentino. Linfiammazione fa formare un soprosso a livello dello stinco, ed è sintomo
di una conformazione cattiva del ginocchio oppure di una cattiva nutrizione dellanimale.
SCUOLA DI ALFIERI E TAMBURINI
E una parte molto tradizionale della Contrada. I bambini che si apprestano a girare
per le prime volte, vengono istruiti da ex alfieri ed ex tamburini di Piazza al
fine di far apprendere ai giovani contradaioli larte di girare la bandiera e suonare
il tamburo. In alcuna Contrade, specialmente quelle più grosse, partecipare alla
scuola di alfieri e tamburini non significherà necessariamente far parte della Comparsa
per il giro in città. Infatti oltre ad insegnare, in questi casi i maestri dovranno
anche scegliere i figuranti più valenti nellarte del tamburo e della bandiera.
SEGGIO
E la riunione di tutte le cariche di responsabilità della Contrada. E presieduta
dal priore e riunisce tutti i componenti dei gruppi della Contrada, in qualche caso
solo un rappresentante dei gruppi. Non ha un vero e proprio potere decisionale,
in quanto lassemblea è in grado di ribaltare ogni decisione presa dal seggio e
può sfiduciare i componenti del seggio. In alcune Contrade il seggio può essere
ristretto (solo i rappresentanti dei gruppi) e allargato (anche con i consiglieri).
SEGNATURA DEI FANTINI
Dopo lultima prova, i Capitani sono obbligati a comunicare allamministrazione
comunale il nominativo del fantino che correrà il Palio. Dopo la segnatura, la Contrada
non potrà più cambiare il fantino. Nel caso di impossibilità del fantino, una volta
avvenuta la segnatura, non potendo una Contrada presentarsi alla mossa con il cavallo
scosso, la Contrada perde il diritto di correre il Palio. Nella stanza del Sindaco,
adiacente alla Sala delle Lupe, i fantini accompagnati dai Capitani, sono presentati
alla rassegna dellAutorità Comunale e dei Deputati della Festa, mostrando il giubbetto
tradizionale della Contrada per la quale correranno. Deve essere fornito anche il
soprannome del fantino che, affibbiato in occasione del primo Palio, non potrà in
futuro essere in nessun modo modificato.
SERVIZIO
Lazione che compie il fantino venduto o la Contrada venduta, è strettamente legato
ai partiti e agli accordi prima del Palio. Spesso il servizio è attuato dal fantino
a tradimento della Contrada per cui veste il giubbetto, oppure in maniera consenziente
con la propria dirigenza, ma sempre con un preciso obiettivo: arricchirsi senza
la vittoria. Il servizio può avere tantissime sfaccettature, a seconda della situazione
in cui viene effettuato. Può essere espresso sotto forma di ostacolo nei confronti
di unaltra Contrada che non è rivale per conto della rivale, oppure lasciare tanto
spazio al canape ad una Contrada per favorire la partenza dellaltro, lasciar passare
o non ostacolare una Contrada che in caso di vittoria ha promesso dei soldi. E
in sostanza la concretizzazione in Piazza di alcuni accordi prima del palio.
SETOLA
Frattura della parete dello zoccolo ad estensione longitudinale, dal basso in alto
o viceversa.
SGABELLO
Si dice di una Contrada che è solita prestarsi a giochi per favorire la vittoria
di una Contrada alleata o non.
SIGNORIA
E nominato così il gruppo dei dirigenti delle Contrade alleate e delle autorità
che vengono invitate al solenne Mattutino in occasione della Festa Titolare. La
Signoria viene accolta da alcuni alfieri e tamburini della Contrada che festeggia,
seguiti dai dirigenti e dal popolo. La Contrada accoglie la Signoria in luoghi prestabiliti
per poi condurla in Chiesa per la funzione religiosa. Luoghi di ricevimento della
Signoria: Aquila: via di Città, altezza via delle Campane; Bruco: Arco dei Rossi;
Chiocciola: cima di via san marco, presso Santa Lucia; Civetta. Piazza Tolomei;
Drago: Banchi di Sopra presso lArco dei Pontani; Istrice: Via Montanini in fondo
a via del cavallerizzo; Leocorno: Banchi di Sotto, altezza via Rinaldini; Lupa:
via Montanini, angolo piazza Salimbeni; Nicchio: cima di via dei Pispini; Oca: Piazza
Indipendenza; Onda: Piazza del Campo, imbocco di via Duprè; Pantera: inizio via
Stalloreggi ai Quattro Cantoni; Selva: via dei pellegrini presso Costarella dei
Barbieri; Tartuca: porta allArco, presso Piazza SantAgostino; Torre: Piazza del
Campo, imbocco di via Salicotto; Valdimontone: Ponte di Romana presso San Girolamo.
SIGNORI DEL BRIO
Erano coloro che fin dagli inizi del Palio organizzavano la Festa finanziandola.
Gli stemmi delle loro famiglie erano rappresentati nel drappellone del Palio. Curioso
come nel breve periodo che intercorse tra la fine della Rivoluzione Francese ed
il Congresso di Vienna, quando si diffuse in Europa il concetto del singolo anziché
della famiglia nobiliare, gli stemmi sui drappelloni furono sostituiti dalle sigle
dei nomi dei Signori del Brio. Ogni tanto agli stemmi dei Signori del Brio si aggiungeva
quello del Comune, segno evidente che anche la città si adoperava, anche se non
sempre, a finanziare la Festa. I Signori del Brio avevano una valenza molto simile
agli attuali Deputati della Festa (spesso, infatti, erano in tre). Oggi la voce
di signori del Brio si ritrova allinterno di qualche Statuto di Contrada, ma
hanno valenza di addetti alle Feste.
SINDACO
Sindaci di Siena dal 1945 ad oggi
2001 oggi: Maurizio Cenni; 1991 2000: Pierluigi Piccini; 1984 1990: Vittorio
Mazzoni Della Stella; 1980 1983: Mauro Barni; 1974 1979: Canzio Vannini; 1970
1973: Roberto Barzanti; 1969: Canzio Vannini; 1966 1968: Guido Padalino (commissario
prefettizio); 1965: Fazio Fabbrini; 1957 1964: Ugo Bartalini; 1956: Bruno Bottai;
1951 1955: Ilio Bocci; 1950: Mario Vegni (commissario prefettizio); 1946 1949:
Ilio Bocci; 1945: Carlo Ciampolini.
SMONTARE IL FANTINO
Significa dare il benservito ad un fantino prima del Palio optando per un altro.
Questa pratica era molto diffusa in passato, specialmente quando le contrattazioni
tra dirigenze durante le notti dei giorni precedenti il Palio portavano a cambi
di monta.
SOBBATTITURA
Forma molto dolorosa per il cavallo di zoppia a caldo (detta ecchimosi soleare).
Si tratta di una lesione traumatica sul fettone, che si manifesta con un ematoma
che per essere curato deve essere spesso aperto e assorbito.
SOCIETÀ DELLE DONNE
Gruppo di solito autonomo della Contrada di cui fanno parte le contradaiole. Spesso
per far parte di questo gruppo è necessario pagare una tessera annuale per il sostentamento
del gruppo stesso oltre al protettorato della Contrada. le società delle donne sono
nate per venire incontro allemarginazione femminile della Contrada. Infatti le
donne in Contrada hanno avuto diverse difficoltà ad ottenere il diritto di voto,
che è stato concesso più tardi rispetto alle istituzioni mondiali; ancora nellOca
non è previsto il suffragio femminile. Nonostante la figura della donna sia di notevole
rilievo allinterno della vita contradaiola, oggi alcune Contrade hanno soppresso
la propria società delle donne in quanto con la parità dei sessi pone meno al principio
di autonomia nei confronti della Contrada che rivendicava la società delle donne.
SONETTO
Composizione poetica che la Contrada offre ai propri protettori per celebrare la
festa titolare, la vittoria di un Palio o un altro evento di rilevante importanza.
Di solito la composizione è realizzata da un contradaiolo che però non si firma
(o abbrevia il proprio nome o usa uno pseudonimo), sul modello tipico del sonetto,
anche se si possono trovare anche altre composizioni poetiche che prendono comunemente
la denominazione di sonetto. Viene stampato e distribuito ai passanti e ai protettori
della Contrada da un apposito paggio che sfila davanti alla comparsa durante il
giro in città. Alcune Contrade fanno vestire delle donne in montura per distribuire
i sonetti, unico caso in cui si possono trovare donne monturate insieme alla processione
del cero. In caso di vittoria di Palio viene distribuito per il corteo della vittoria.
La composizione del sonetto, tipica forma letteraria del Dolce Stil Novo e di tutta
la letteratura italiana, per celebrare unoccasione particolare si perde nelle origini
del Palio, anche se i sonetti più antichi che ancora si conservano risalgono alla
fine dellOttocento. Il sonetto è composto da quattordici versi endecasillabi raggruppati
in due quartine a rima incrociata o baciata e in due terzine a rima varia. Da alcuni
anni la Nobil contrada del Bruco organizza il festival dei Sonetti.
SOPRALLASSO
Cavallo da parata che viene usato nel Corteo storico. Nelle razze equine è classificato
come cavallo da Tiro Pesante Rapido. Le Contrade devono ritirare il proprio soprallasso
per la passeggiata storica la mattina del palio in Piazza del Mercato. Una volta
finito il proprio giro di Piazza nel corteo storico, la Contrada restituisce il
soprallasso al Comune. Oltre alle Contrade che corrono, i soprallassi, che sono
sempre abbinati ad un palafreniere, vengono usati dai seguenti figuranti: un Vessillifero
del Comune, il Capitano del Popolo, tre gonfalonieri dei terzi, tre centurioni dei
terzi, tre Capitani delle masse dei terzi, sei rappresentanti delle Contrade soppresse,
sei rappresentanti delle nobili famiglie senesi e il capitano di Giustizia; per
un totale di trentaquattro soprallassi, di cui dieci delle Contrade.
SOPRANNOME
Nome di battaglia che viene scelto per un fantino allesordio e che, una volta dato,
non può essere più modificato.
SOTTOSCRIZIONE
E la cifra che ogni contradaiolo promette di dare in caso di vittoria. Ha un valore
motlo importante ai fini del portafoglio della dirigenza che si appresta a condurre
il Palio, in quanto la somma delle sottoscrizioni rappresenta il concreto potenziale
economico della Contrada. Non ci sono limiti alla sottoscrizione, metaforicamente
rappresenta quanto un contradaiolo è disposto a pagarsi la propria libidine e la
propria gloria, non avendo poi nella vittoria di Palio un ritorno economico.
SOVATTO
Antenato del nerbo. Era costituito da un bastone di legno lungo poco meno di 60
centimetri, con dei lacci di cuoio attaccati ad una estremità che finivano con delle
palle di piombo. Fu accantonato definitivamente e sostituito dal nerbo di bue nel
1715
SOVRANA
Titolo di cui si fregia la Contrada Sovrana dellIstrice. La Contrada ha assunto
questo titolo il 30 aprile 1980 per concessione del Principe e Gran Maestro del
Sovrano Militare Ordine di Malta Frà Angelo de Modana di Cologna.
SPAVENIO O SPARAGAGNO
Infiammazione del terzo metatarso, che può essere ossea o acquosa (come una borsite).
SPENNACCHIERA
il termine corretto, contemplato anche nel regolamento del palio, è quello di pennacchiera,
la forma spennacchiera, usata ormai canonicamente, è una senesizzazione del
termine, in cui la lettera S è usata come rafforzativo (altro esempio di questo
processo è il termine cancellare che diventa scancellare) E una striscia di
cuoio, che può anche avere decorazione spugnosa, che si attacca alla testiera del
cavallo, con i colori della Contrada. Serve soltanto per riconoscimento del cavallo
e non ha incompatibilità, sebbene sia contemplata nel regolamento, con la vittoria
del cavallo scosso: il cavallo può vincere anche senza spennacchiera. La parte finale
della spennacchiera è rotonda, formando una figura composta da un rettangolo, o
trapezio, con un cerchio in fondo. Al centro del cerchio può esserci un piccolo
specchio, che serve esclusivamente per funzioni ornamentali. In origine, la spennacchiera
era un vero e proprio pennacchio piumato, cosa che per certi versi si è mantenuta,
limitatamente al Corteo Storico, fino al rinnovo dei costumi del 1981.
SPERONI
Arnesi di metallo che si applicano alle scarpe dei fantini per pungolare il cavallo
sui fianchi. Luso degli speroni è ammesso sia per la tratta che per le prove ed
il palio.
SPIANATA DEL COMUNE
Tratto pianeggiante che collega, in prossimità della facciata del palazzo Pubblico,
la curva di San Martino alla curva del casato. A lato della spianata del Comune
è allestito il palco delle Comparse.
SPINGERE IN SU O IN GIÙ
Abitudine del cavallo al canape che consiste nellappoggiarsi al cavallo a fianco
spingendolo verso linterno o lesterno, da cui deriva rispettivamente la dicitura
spingere in giù o spingere in giù. Se il cavallo è abituato a spingere verso
lalto o verso il basso, la tattica degli avversari al canape potrebbe basarsi molto
su questo fatto. Un cavallo che spinge in su lascia discreto spazio al suo interno:
i fantini che allesterno non trovano posto possono inserire il proprio cavallo
allinterno del cavallo che spinge in su; viceversa un cavallo che spinge verso
linterno può causare problemi se ai primi posti, in quanto il cavallo più vicino
allo steccato può trovarsi chiuso o schiacciato.
SQUALIFICA
Sanzione massima prevista per le Contrade e i fantini. Per le Contrade, la squalifica
scatta automaticamente alla terza deplorazione e può anche essere inflitta senza
precedenti, in casi estremi. Può durare per un massimo di dieci anni. Per quanto
concerne i fantini invece, la squalifica scatta alla seconda ammonizione, può essere
comminata senza precedenti e può durare a tempo determinato o a vita.
SQUILLI LA FÈ
Primo verso del testo della marcia del Palio, suonato dai musici accompagnati dai
trombetti di Palazzo durante lo svolgimento del Corteo Storico, al momento delluscita
dei cavalli dal Cortile del Podestà per il Palio, e alla fine della carriera. La
marcia del palio fu composta dal maestro Formichi nel 1875: fino a quellanno per
il palio e sul carrocci o venivano suonate marcette militari. Questo il testo integrale:
Squilli la fe
Sarmi e vinca lonore
Di te, dolce fiore Siena gentil.
Mille vessilli scintillano al sol
Sventola il bianco ed il nero color
Passano i duci dagli alti cimier
Ecco di Siena si desta il valor.
Ridono le bianche trifore
Del maggior palazzo antico
Fremono snelli barberi
nellEntron senese avito.
Ecco il segnal,
già la gran pista è aperta
i barberi in gruppo al canape van
Fuggono veloci nella polvere
Arde in ognun la gloria
Freme tutto il popolo agitandosi
Ecco il segnal,
Vittoria!
Siena da dolce idioma
E dallamato Ostello
Siena tu sei di Roma
Specchio gentile e bello.
SQUILLO DEL COMUNE
E lo squillo che strombetti di palazzo suonano nelle occasioni ufficiali del Comune,
come ad esempio la presentazione del palio. Fu composto da Pietro Mascagni.
SQUILLO DEL MATTII
Fu composto dal Maestro Mattii, ed è uno degli squilli che suonano i trombetti di
palazzo in alcune occasioni del Palio. Viene suonato per la consegna del mangia,
mentre per la processione dle cero e il trasferimento del palio viene alternato
allo squillo del prete.
SQUILLO DEL PRETE SGUERCI
E uno degli squilli che i trombetti di palazzo suonano durante le cerimonie del
palio. viene eseguito per la consegna dei premi minori del Mangia e alternato allo
squillo del Mattii durante la processione del cero e il trasferimento del palio
in Provenzano o in Duomo.
SQUILLO UFFICIALE DEL PALIO
E lo squillo che eseguono le Chiarine per lestrazione a sorte delle Contrade,
lassegnazione dei cavalli e sul carroccio durante la passeggiata storica. Fu composto
dal Maestro Giaretta, allora direttore della banda comunale, nel 1904.
STAFF PALIO
Definizione coniata da pochi anni a questa parte, e comprende il gruppo di persone
che si occupa del Palio: oltre a Capitano e Mangini, barbaresco e suoi collaboratori
e guardafantini.
STALLA
E la casa del cavallo, il luogo sacro di ogni contrada. E arredata come se fosse
una vera e propria casa del cavallo, e per questi locali a Siena non si lascia niente
al caso. Cè la possibilità di ogni tipo di comfort per il cavallo. Per limportanza
che ricopre il ruolo del cavallo, solo agli addetti della Contrada è consentito
laccesso nella stalla. Immagine curiosa è quella dei bambini che si affacciano
alla finestra della stalla per vedere il cavallo. Durante la notte si cerca di isolare
la stalla da eventuali clamori della gente che potrebbero disturbare il riposo del
cavallo.
STATUTO
Insieme delle norme che regolano la Contrada. Non essendoci un tribunale contradaiolo,
è lassemblea a dover giudicare gli operati delle persone che non rispettano lo
statuto.
STECCA
E la battuta delle mazze o fra di loro o sul bordo del tamburo.
T
TALLERI DARGENTO
Sono monete che riproducono quelle dellantica Repubblica Senese e vengono date
in premio dal Comune alla Contrada vincitrice. sono 70 per il Palio di luglio e
50 per quello dagosto, per i palii straordinari la cifra viene decisa di volta
in volta.
TATA MAMA
Esercizio specifico del tamburino per facilitare lesecuzione del rullo. E costituito
da due coppie di battute consequenziali che vengono velocizzate ogni volta che vengono
eseguite fino ad arrivare alla punta massima del rullo, per poi tornare alla fase
iniziale rallentando le battute. Non è assolutamente consentito eseguire il tata-mama
durante la sbandierata degli alfieri durante la passeggiata storica. Tata-mama
è una parola onomatopeica, che sta proprio a significare le due coppie di battute
iniziali.
TABELLE DI POSSESSO
Mattonella di ceramica o invetriata con lo stemma ufficiale della Contrada affissa
agli angoli di confine del territorio.
TABERNACOLO
Propriamente per tabernacolo si indica una piccola edicola muraria in cui è raffigurata
limmagine della Madonna. Letimologia dei termini latini Tabernaculum e Taberna,
ha origine da Tabula, e starebbe a significare tavola di legno o capanna: un luogo
quindi provvisorio dellimmagine sacra. A Siena lotto settembre, in occasione della
Festa della Madonna, i tabernacoli della città sono addobbati dai bambini delle
Contrade. Ogni Contrada addobba un tabernacolo del proprio rione, nonostante se
ne trovino diversi nel territorio. In gergo senese quindi assume il termine tabernacolo
anche lopera dei bambini che decora limmagine della Madonna.
TAMBURO
Il tamburo tradizionale è costruito con materiali ben precisi come lottone crudo
(quello cotto, benché più lavorabile, non offre il suono desiderato) ed il legno
di faggio (in mancanza del quale si può ricorrere allalluminio) che per la sua
sonorità è particolarmente richiesto in tutta la liuteria. Il procedimento per la
costruzione parte dal trattamento di una superficie di faggio opportunamente piegata,
con il sistema della liuteria, in un cilindro detto corpo o fascia. Si passa poi
alla verniciatura usando una pittura dura, quasi pietrificante e quindi, per bilanciare,
una vernice più morbida. Viene prima steso il fondo chiaro, successivamente si dipinge
lo stemma, il cui disegno va fatto quattro volte: uno schizzo, un bozzetto su carta
originale, un disegno su lucido ed infine un disegno sulla fascia col pennello del
doppio zero. Completata la fascia si costruiscono i cerchi dia alluminio saldati,
tra cui quello detto falsetto dove viene avvolta la pelle che in genere è di capra
perché, essendo più dura della pecora, crea un leggero tavolato meno elastico anche
se sensibilissimo alle variazioni atmosferiche. Le pelli vengono montate con una
corda di canapa e dei lacci che, scorrendo in un triangolo, stringono: questa legatura
serve a far stare in tiraggio il tamburo senza lausilio di tiranti metallici. Al
tamburo completato viene applicata una corda posteriore di budello animale indispensabile
a ribattere il colpo, senza di essa il tamburo resterebbe muto. Il suono del tamburo
di piazza si colloca tradizionalmente tra il cupo e il brillane, con uninclinazione
al brillante: si crea perciò una miscelatura tra corde di budello e corde di metallo
ottenendo così il suono voluto.
TAMBURINO
Colui che suona il tamburo. Le prime attestazioni del tamburino a Siena sono durante
le processioni del cero di metà trecento. Il tamburino è comunque stato sempre presente
negli eserciti di guerra, soprattutto per caricare gli animi dei combattenti ed
accompagnar, con i diversi passi, la marcia delle truppe sul campo di battaglia.
A Siena il compito principale del tamburino era quello del batter cassa (vedi),
prima di ottenere un ruolo fondamentale nel Palio. Oltre ad essere rapido nel movimento
dei polsi per il suono del tamburo specialmente nel rullo della stamburata, dovrebbe
avere qualche conoscenza musicale ed un buon orecchio. Fino agli anni trenta i tamburini
veramente capaci erano molto ricercati a Siena, tanto che alcuni prestavano servizio
presso altre Contrade in occasione dei giri delle onoranze. Il ruolo del tamburino
è quello di annunciare larrivo della propria Contrada (è sempre avanti ai due
alfieri) e di accompagnare i giochi degli alfieri con il rullo del tamburo, che
deve non solo accompagnare gli alfieri ma evidenziare i passaggi chiave della sbandierata.
TEMPI DI MOSSA
Per tempo della mossa si intende listante in cui il mossiere cala il canape. Non
è scritto da nessuna parte quale sia lattimo esatto in cui il mossiere deve calare
il canape, e per questo ci sono molte correnti di pensiero. Si parla, a proposito
di tempi di mossa, di mossa giovane o mossa vecchia o matura, a seconda della
calata del canape. In una riunione proprio relativa ai tempi di mossa che venne
fatta nel 1972 tra Sindaco, mossiere e dirigenti delle Contrade, fu definito che
il momento ideale in cui il mossiere deve abbassare il canape è quando la rincorsa
ha superato con lincollatura (il garrese) il verrocchino. Il tempo della mossa
non incide assolutamente sulla validità o meno della partenza, in quanto la mossa
valida è esclusivamente a discrezione del mossiere. Questione particolarmente spinosa
è quella di forzare la mossa.
Mossa vecchia Si giudica una mossa
vecchia se il mossiere cala il canape quando le gambe del fantino sono alla pari
del verrocchino o addirittura oltre. Questo può comportare forzature che possono
rivelarsi rischiose per le prime contrade che fiancano e al tempo stesso un rallentamento
dei cavalli che, tra i primi a scattare, trascinano via il canape. Oggi, a maggior
ragione, una mossa vecchia può rivelarsi quasi letale per le speranze di vittoria
di una Contrada tra i canapi. I cavalli sono allenati a stare con il petto sul canape
e al momento della partenza piegano il ginocchio: se la caduta del canape è ritardata,
la fune si appoggia sul ginocchio del cavallo che trascina via il canape, rischiando
che lo stesso rimanga impigliato tra le zampe anteriori. La mossa vecchia è un evento
che spesso si è verificato fino agli anni settanta del 900, quando locchio del
mossiere non era molto allenato e la rincorsa entrava quasi al galoppo per sorprendere
gli avversari tra i canapi.
Mossa giovane Si giudica una mossa
giovane quando il mossiere abbassa il canape quando ancora lincollatura della rincorsa
non ha superato il verrocchino. Questo comporta uno svantaggio alla rincorsa che
vede le altre Contrade partire in anticipo rispetto a lei; il vantaggio è per le
prime Contrade che fiancano in quanto rimangono leggermente attardati coloro che
fiancano al tempo dellingresso della rincorsa. Con i cavalli che stanno col petto
sul canape, ai giorni doggi si hanno sempre più spesso casi di mossa giovane, in
quanto il mossiere, per lincolumità dei cavalli tra i canapi, tende leggermente
ad anticipare lingresso della rincorsa.
Forzare la mossa Si intende
il caso in cui una Contrada tenta di prendere in contropiede il mossiere per anticipare
il più possibile i tempi di mossa. Il modo più comune è quello della rincorsa che,
non chiamata dal mossiere, entra al galoppo (o ingambata) tra i canapi. E una
pratica che per lincolumità dei concorrenti è stata spesso pesantemente punita
anche con squalifiche di più anni inflitte ai fantini. Le Contrade i cui fantini
sono più soggetti a forzare la mossa sono quelle di rincorsa ed al nono posto, proprio
per cercare un vantaggio sugli altri.
Questione sui tempi della mossa
Nel tempo si sono susseguiti numerosi dibattiti rispetto ai tempi di mossa e soprattutto
alla questione dellingresso della rincorsa. Il primo dibattito nacque negli anni
30, quando la busta era ancora redatta a mano dal Sindaco e dal Comandante dei
vigili urbani. Nei sei Palii che si corsero tra il 1930 e il 1932, tre furono vinti
dalla Contrada di rincorsa: questo dato alquanto insolito (anche se non casuale,
in quanto la tendenza era di posizionare la Contrada favorita di rincorsa) fu notato
dal Monsignor Assunto Moretti, che allora era Priore del Bruco, che fece presente
al Comune che la Contrada di rincorsa si trovava in una situazione di netto vantaggio
rispetto agli altri. Già del 1933 il Comune dimostrò di condividere la posizione
del Moretti, ed in effetti per ritrovare una Contrada vincitrice dalla rincorsa
si dovrà aspettare il dopoguerra. Sono bastati pochi anni per ritrovarsi invece
nella filosofia totalmente opposta: il Mossiere Carlo Andrea Fagnani, sul Verrocchio
dal 1959 al 1963, sosteneva che la rincorsa, in quanto una delle dieci Contrade,
dovesse essere lui stesso a chiamarla tra i canapi, diventando così il mossiere
il vero arbitro della contesa. Vittima di questa filosofia fu Eletto Alessandri
detto Bazza, a cui furono inflitti tre Palii di squalifica per non essere entrato
tra i canapi in seguito alla chiamata del mossiere. Al giorno doggi si sembra essere
arrivati al giusto compromesso, anche se il principio fondamentale della durata
delle operazioni della mossa è quello di non contraddire le esigenze dei tempi della
Festa. Ciò in concreto vale a dire che il mossiere chiama sì la rincorsa (quando
tutti i nove sono al loro posto), ma la rincorsa ha il tempo di entrare con quel
margine di discrezionalità che la mette in condizione di partire al momento secondo
lei più opportuno.
TERRA E CASTELLA O BANDIERINI
Sono di solito giovani ragazzi che sfilano durante la passeggiata storica che recano
tutte le bandiere delle insegne dei possedimenti dellantica Repubblica di Siena.
in particolare recano le bandiere delle città che portarono aiuto a Siena e Montalcino
durante lassedio di Siena tra il 1555 e il 1559. i vessilli sono: Abbadia Spineta,
Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Batignano, Casigliano, Campagnatico, Campiglia,
Cana, Casteldelpiano, Castelmuzio, Castelnuovo, Castiglion della Pescaia, Castiglion
dOrcia, Celle, Cetona, Cianciano, Chiusi, Cinigiano, Civitella, Contignano, Cotone,
Fighine, Grosseto, Isola, Magliano, Manciano, Marsiliana, Monteano, Montegiovi,
Montelaterone, Montemassi, Montemerano, Montenero, Montepascali, Monte Po, Monticchiello,
Ponticello, Montisi, Montorgiali, Montorsaio, Orbetello, Paganico, Pari, Pereta,
Petrolio, Piancastagnaio, Pienza, Portercole, Radicofani, Rocca dOrcia, Roccastrada,
Roccatederighi, Rocchette, SantAgnolo, San Casciano, Samprugnano, San Quirico,
Sartiano, Sasso, Sassofortino, Saturnia, Seggiano, Sovana, Telamone, Tatti, Torrita.
Lingaggio di questi ragazzi è a cura dellEconomato del Comune e fino a qualche
tempo fa era un privilegio molto ambito dai giovani senesi.
TERZI
Antica divisione territoriale ed amministrativa della Città. I terzi rappresentano
i tre colli su cui anticamente è stata edificata Siena, e sono: terzo di Camollia,
terzo di San Martino e terzo di Città. Terzo di Camollia: è formato dai territori
di Istrice, Lupa, Drago, Bruco, Giraffa e Oca. Reca bandiera bianca con la lettera
K nera. Terzo di San Martino: è formato dai territori di Civetta, Leocorno, Torre,
Valdimontone e Nicchio. Reca bandiera con San Martino a cavallo in campo rosso,
in atto di dividere la propria veste per farne elemosina ad un povero nudo. Terzo
di Città: è formato dai territori di Selva, Aquila, Tartuca, Chiocciola, Pantera
e Onda. reca bandiera con croce bianca in campo rosso.
TESTIERA
Insieme di cinghie che abbracciano la testa del cavallo che consente un controllo
diretto dellanimale. Alla testiera è applicata la spennacchiera.
TICCHIO
Vizio del cavallo che si attacca con i denti a qualcosa (una barra dello steccato,
ad esempio); estende il collo ed inspira aria con la bocca. I denti dellanimale
si rovinano ed in più lanimale butta aria nello stomaco causando problemi per la
digestione. E curabile con un apposito collare che impedisce la deglutizione dellaria.
TONDINO
Per quanto possa sembrare tradizionale e caratteristico, il tondino prima di entrare
al canape ha origini recentissime. I fantini che arrivano alla mossa, per effettuare
una sorta di riscaldamento al cavallo, iniziano a girare in fila sul modello dei
tondini dellippodromo. Questa usanza ha iniziato ad attestarsi intorno alla fine
degli anni 70, quando i fantini che provenivano dalle regolari non volevano far
attendere il proprio cavallo piantato su quattro zampe. lusanza di fare il tondino
fuori dai canapi è il chiaro esempio di come gli usi dellippica (il tondino viene
fatto in tutti gli ippodromi dellippica prima di ogni corsa) siano stati applicati
al Palio. Lintensità con cui i fantini effettuano il tondino dipende anche dalle
caratteristiche del proprio cavallo: alcuni soggetti infatti necessitano di un riscaldamento
di maggiore entità rispetto ad altri. in passato alcuni fantini hanno utilizzato
il tondino per pavoneggiarsi o per imprimere una certa sudditanza psicologica nei
confronti degli avversari: un classico esempio è quello di Aceto, che mentre gli
altri nove facevano il tondino lui restava al centro.
TONO
Sigla dellalleanza storica tra Tartuca, Oca, Nicchio e Onda. In realtà il patto
è in parte una forzatura, in quanto il Palio vinto dallOnda nel luglio del 1930
segnò lingresso della Contrada di Malborghetto, che fino a quel momento era amica
della Torre (unico periodo nella storia del Palio in cui le due Contrade non sono
state in conflitto) nellalleanza. La collaborazione tra queste Contrade fruttò
tra il 1927 e il 1934 ben tre vittorie a testa. Il TONO fece bottino pieno nel 1928,
quando vinsero Oca, Nicchio e Onda (anche se questultima ancora non faceva parte
del TONO in quel Palio); nel 1932, quando trionfarono Onda e Nicchio; nel 1933,
in occasione del Cappotto della Tartuca. Si sciolse dopo il 16 agosto 1934, quando
lOca vinse con Wally e Meloncino. Sullo scioglimento del TONO si sono susseguite
molte versioni, in quanto la vittoria di Fontebranda fu rivendicata dal Nicchio
che esigeva la vittoria. In realtà nella contesa soltanto diplomatica che seguì
lo scioglimento del TONO, era lOca ad avere, per così dire, ragione. Infatti il
concetto delle vittorie era quello della rotazione: avrebbe vinto la Contrada che
era da più tempo a digiuno. La Tartuca aveva fatto cappotto nel 1933, lOnda e il
Nicchio non vincevano dal 1932, Fontebranda aveva ottenuto il Cencio nel 1931: logica
la precedenza dellOca allinterno dellalleanza. Ma la sorte fu beffarda, a tal
punto che detinò in sorte al Nicchio Lampo, un cavallo fortissimo che in quella
carriera non aveva nessuno che potesse impensierirlo. Il Capitano del Nicchio iniziò
ad avvertire lOca che questo palio sarebbe dovuto essere suo perché altrimenti
il popolo della Contrada non avrebbe digerito la delusione della sconfitta tanto
erano alte le possibilità di vittoria. LOca agì però sul piano diplomatico, facendo
montare al Nicchio il fantino Pietro De Angelis detto Pietrino, che durante la corsa
tutto fece tranne che provare a vincere. Le ripercussioni diplomatiche si risolsero
con lo scioglimento del TONO, evento che ebbe notevoli strascichi soprattutto allinterno
della Contrada del Nicchio: la frangia dei giovani iniziò a nutrire una forte antipatia
nei confronti di Fontebranda, mentre gli anziani rimasero simpatizzanti dellOca
in quanto, a malincuore, sapevano che il Nicchio in quel caso stava dalla parte
del torto.
TORRE DEL MANGIA
Simbolo eterno di Siena, era il campanile laico del Comune. Fu costruita tra gli
anni 20 e gli anni 40 del XIV secolo, allopera lavorarono molti maestri e gli
architetti furono i fratelli perugini Muccio (o Minuccio) e Francesco di Rinaldo.
La Torre è alta quasi 102 metri nel punto più alto, di cui 87 sono di struttura
murata ed il resto in travertino bianco. La campana (Sunto o Campanone) è posta
sopra la cella campanaria, sopra la struttura che sorregge Sunto cè un bandierino
di ferro con la balzana. Il disegno della parte superiore della torre viene attribuito
al pittore senese Lippo Memmi. Appena sotto la prima merlatura, sono visibili gli
stemmi della balzana e il leone rampante simbolo del popolo. Gli angoli della torre
sono perfettamente orientati nord-sud e ovest-est, dagli stessi spuntano poi le
lupe, simbolo di Siena. nonostante le scritte sotto gli archi che dovevano a suo
tempo tenere lontani i fulmini, la torre fu molte volte danneggiata nel corso degli
anni dalle saette e anche dai colpi dellartiglieria medicea durante lassedio di
Siena.
TRAGUARDO
Il traguardo del palio è simbolicamente segnalato dal bandierino darrivo, posto
pochi metri dopo la mossa. Dubbi sono sulla direzione della linea darrivo, in quanto
locchiello che usano i giudici della Vincita per determinare un arrivo dubbio è
posto sulla linea del drappellone, che è sul lato sinistro guardando il Palco dei
Giudici. In origine, quando nel 1713 lOnda e la Tartuca vinsero il palio a metà,
si era deciso che la Contrada vincitrice sarebbe stata quella che, compiuti i tre
giri di Piazza, avesse poi superato interamente il Palco dei Giudici, alla fine
del quale era issato il drappellone. Drappellone che, in seguito ai tumulti del
palio della pace, per motivi di sicurezza, fu spostato nella posizione attuale,
ovvero allinizio del palco dei Giudici. La linea darrivo quindi va dal bandierino
al drappellone, la quale essendo obliqua favorisce la Contrada che arriva dallesterno,
creando uno storpiamento, apparentemente insignificante, della storia.
TRAIETTORIE
La differenza di Piazza del Campo rispetto ad ogni altro tracciato mondiale sta
nel fatto che ci sono due curve a spigolo, e quindi senza invito. Mentre le due
semicurve (una alla mossa e una dopo Fonte Gaia), si affrontano in maniera naturale
in quanto presentano un invito; San Martino e il Casato vanno impostate, per la
loro conformazione diversa da ogni altra curva di qualunque tracciato del mondo.
Questo vuol dire che prima di superare la curva, per mantenere alta la velocità,
è necessario allargarsi per poi buttarsi verso linterno. Questo ha comportato,
in maniera cospicua a partire dal dopoguerra, la teorizzazione della traiettoria
migliore da percorrere in Piazza del Campo: primo esempio e prototipo per eccellenza
il viottolo di Beppe, anche se già alcune cronache delle carriere degli anni trenta
celebravano le traiettorie del mitico cavallo Folco, che si diceva mettesse i piedisempre
nei soliti solchi. Non esiste una traiettoria ideale da tenere in Piazza del Campo,
ma si può dire che per sua natura il cavallo scosso tende a percorrere il tragitto
più breve di tutti. Oltre ad essere altamente spettacolari, i due Palii del 1989
sotto laspetto delle traiettorie hanno fatto scuola, anche grazie alle riprese
televisive dallalto: Vipera e Benito che battono Pitheos hanno dimostrato fin dove
il cavallo scosso può arrivare in fatto di strade percorse. Il cavallo, al momento
di affrontare lo spigolo (il cosiddetto colonnino, dato che negli spigoli delle
curve non esiste un vero e proprio colonnino), non considera il ginocchio del fantino:
è compito delluomo trovare il giusto compenso tra velocità, tragitto più breve
possibile e propria salvezza. Il fantino, per poter fare la traiettoria perfetta,
deve avere innanzitutto la consapevolezza di cosa fare (ovvero la conoscenza teorica
della traiettoria ideale), la padronanza e il mestiere per percorrere il giusto
tragitto, avere il cavallo che consente la manovra e trovare la giusta situazione
per inserirsi nel varco vincente. Il cavallo per poter fare traiettorie adatte alla
piazza, deve essere docile di bocca a sinistra, non deve cioè tendere solo e soltanto
a prendere la corda. Dalla fine degli anni 90, con levoluzione delle qualità fisiche
soprattutto dei fantini, è decisamente cambiata limpostazione della curva di San
Martino. Il cavallo viene tirato a sinistra e quando il fantino reputa il tempo
opportuno per girare allenta la redine sinistra e cambia lappoggio del gluteo spostando
il baricentro del cavallo verso linterno pista. A causa della presenza della Cappella,
San Martino viene intesa come la chicane nella formula uno, che obbliga a rallentare
prima di entrare in curva facendo sfruttare al massimo laccelerazione in uscita.
Da questo concetto si deduce come, mentre per la stretta curva del Casato esiste
ancora unideale traiettoria, San Martino spesso venga affrontato dai fantini in
maniera intuitiva e situazionale: un esempio su tutti i sono i sorpassi che avvengono
allesterno nella discesa subito dopo la curva, totalmente contrari ad ogni concetto
di traiettoria ideale.
TRASFERIMENTO DEL PALIO
Il Palio viene conservato in Comune e viene esposto alla colonna vicino via Duprè
per la prima prova. viene poi solennemente trasportato da rappresentanti comunali
in costume e dai trombetti di palazzo, per il Palio del 2 luglio dopo la prova generale
nella Basilica di S.Maria in Provenzano; per il Palio del 16 agosto prima della
terza prova in Duomo. Rimane lì esposto fino a quando non viene issato sul carroccio.
Le Contrade con un tamburino e due alfieri accompagnano il trasferimento del palio.
TRATTA
Insieme di tutte le procedure che si concludono con lassegnazione dei cavalli.
Avviene di norma la mattina di tre giorni prima della corsa del Palio. E composta
da quattro fasi principali: la presentazione dei cavalli, che avviene a partire
dai primi bagliori dellalba; le batterie di selezione, che si svolgono in mattinata;
la scelta dei cavalli, che avviene nelle stanze del Palazzo Pubblico concluse le
batterie di selezione; lassegnazione dei cavalli, che si svolge nelle ore centrali
della giornata una volta che i capitani hanno scelto i dieci barberi. Il termine
tratta un tempo si riferiva al mercato del bestiame. Pur essendo obsoleto, in italiano
propriamente tratta ha il significato di scambio, trasferimento di persone o cose
da destinare ad uno scopo (il termine correlato è linglese trade, che significa
scambio). In effetti durante la tratta sono scelti i cavalli tra quelli presentati
che poi saranno destinati alla partecipazione al Palio. altri invece sostengono
che il termine tratta abbia il vecchio significato di trarre i nomi dalle borse
e quindi sorteggiare, limitando il concetto di tratta solo allassegnazione dei
cavalli.
TRATTO DI FONTE GAIA
È un semicerchio pianeggiante leggermente inclinato verso linterno e prospiciente
in parte alla Fonte Gaia, che collega la mossa alla curva di San Martino.
TRIANGOLO DELLA BANDIERA
Questa figura in realtà non ha un nome. E quella figura che compiono gli alfieri
in segno di saluto entrando in Piazza o in tante altre occasioni, che però non ha
nessun riferimento storico. Consiste nel prendere la tela nel vertice inferiore
con la mano sinistra alzando contemporaneamente la bandiera in segno di saluto,
creando un triangolo con la seta della bandiera. Si confonde spesso con la presentazione
della bandiera, che è completamente unaltra figura: nel triangolo la bandiera non
viene affatto presentata, in quanto è piegata in due sulla linea di unipotenusa
immaginaria. Il triangolo nacque come segnale convenzionale tra i due alfieri che
si salutano al momento del ricevimento delle consorelle, per darsi reciprocamente
il segnale visivo di inizio dellalzata di saluto. Questo segnale è stato poi ampliato
eseguendolo in alto sopra la testa, dando origine ad unabitudine che in Piazza
è in voga dai primi anni 90 e che si sta cercando di ridurre al minimo, anche se
è unusanza va molto di moda, tanto da eseguirla anche allinizio della sbandierata
in prossimità della Cappella durante il Corteo Storico.
U
URNA
Detta volgarmente gabbia (da cui deriva lespressine rimanere in gabbia, ovvero
non essere estratti), sul modello di quelle della classica tombola, vengono usate
per il sorteggio delle Contrade e per lassegnazione dei cavalli. Sono dotate di
manico, che serve a far ruotare lurna per mescolare le ghiandine allinterno dellurna.
Le ghiandine vengono inserite nellurna attraverso unapposita fessura che viene
chiusa al momento di far ruotare lurna per poi essere riaperta al momento dellestrazione.
USCIRE CON IL PALIO
Ricordare alla città che si è vinto il Palio. Tutte le sere successive la vittoria,
il popolo va per le vie del centro con un tamburino e due alfieri o più dietro al
Palio, per vantarsi della vittoria riportata sul Campo.
V
VALGISMO DEL CARPO
Difetto di appiombo del carpo del cavallo quando è deviato verso linterno. E detto
più comunemente ginocchio valgo.
VELATA
Secondo passaggio della sbandierata semplice: la bandiera, spiegata, ruota a circa
cinquanta centimetri da terra mentre, contemporaneamente e dalla stessa parte, ruota
lalfiere.
VERROCCHINO
E il marchingegno di ferro che tiene fermo il canape posteriore e che permette
lingresso della rincorsa. E composto da due gambe e dalla parte centrale girevole
con un perno, per togliere il canape al momento della partenza dei cavalli.
VESSILLIFERO DEL COMUNE
Il vessillifero del Comune sfila sul soprallasso con la bandiera della balzana scortato
da quattro comandatori. Sfila nel primo gruppo immediatamente dopo i mazzieri.
VIA GIOVANNI DUPRÈ
E la via da cui è concesso accesso allinterno della Piazza il giorno del palio
fino alla fine del Corteo Storico.
VIOLANTE BEATRICE DI BAVIERA
Per quanto idolatrata dai senesi, storicamente la principessa Violante di Baviera
fu testimone triste e impotente della fine della dinastia dei Medici. Nata a Monaco
di Baviera il 23 gennaio 1673, andò in sposa a soli sedici anni al primogenito di
Cosimo III, Ferdinando. Nobildonna di nascita (figlia di Ferdinando di Wittelsbach,
Principe tra gli otto elettori del tempo dellImperatore, e della principessa italiana
Adelaide Enrichetta di Savoia, che le faceva vantare importanti discendenze da Enrico
IV di Francia, Francesco I di Francia e Filippo II di Spagna), Violante si ritrovò
moglie giovanissima dellerede al trono del Granducato di Toscana Principe Ferdinando
de Medici e in occasione del loro matrimonio a Firenze, nel 1689, fu organizzata
una delle prime partite di calcio fiorentino. Ferdinando in seguito alla separazione
dei genitori si era molto avvicinato alla madre Marguerite Louise dOrléans, donna
molto dedita ai piaceri della vita mondana, fino ad assecondarla, restando in conflitto
con il più retto e religioso padre Cosimo III. Ferdinando si ricorda soprattutto
per le sue doti di musicista e come amante delle arti, ma proprio durante una scappatella
in occasione di una visita al Carnevale di Venezia nel 1696, Ferdinando contrasse
la sifilide, che lo portò alla pazzia e alla morte nel 1713, ancora non eletto al
trono e senza che Violante gli avesse dato eredi. La situazione di Violante dopo
la morte del marito si complicò ulteriormente, infatti gli altri due eredi di Cosimo
III fecero estinguere la famiglia dei Medici: Anna Maria Luisa, che aveva sposato
un elettore palatino, era sterile; Gian Gastone, ultimo erede al trono, nonostante
fosse anche lui sposato, visse spudoratamente la propria omosessualità. La successione
al trono nel granducato, con la morte di Ferdinando e la situazione degli altri
due discendenti, divenne un caso internazionale, e nel frattempo Violante, rimasta
vedova, fu nominata Governatrice di Siena per conto della casa dei Medici e fece
il suo ingresso in città il 12 aprile 1717. Fin da subito, la principessa dimostrò
grande rettitudine ed ottenne vasti consensi popolari, Siena sotto il suo governatorato
conobbe un periodo di grande splendore culturale. Si innamorò profondamente delle
tradizioni senesi, ed iniziò a battersi perché le istituzioni che si occupavano
delle manifestazioni senesi si rafforzassero. Già nel 1721, la principessa pose
le basi del regolamento del Palio moderno, attraverso sedici comandamenti che stabilivano
a grandi linee come sarebbe dovuto svolgersi il Palio: dieci e solo dieci partecipanti,
le basi della passeggiata storica, gli orari delle prove, lutilizzo del nerbo,
la vittoria sarebbe arrivata dopo tre giri e superato il palco dei giudici, i premi
a fantini e proprietari di cavalli, lo scoppio del mortaretto, lallestimento dei
palchi. Le controversie che nel tempo si scatenavano soprattutto a causa di Onda,
Tartuca, Pantera e Selva, che desideravano inglobare il territorio dellinattiva
da tempo Contrada dellAquila, e i dissidi che si formavano nei luoghi di confine
fondati sul diritto di batter cassa ed effettuare la questua in alcune strade di
confine tra consorelle, fecero nascere la grande intuizione di Violante nel redigere
il bando Nuova divisione dei confini delle Contrade, datato 13 settembre 1729
e pubblicato il 7 gennaio 1730, che è ancora adesso in vigore. Con il bando, Violante
non si limitò a definire i confini delle Contrade, ma ribadì la grande importanza
che avevano i nobili protettori a quel tempo, anche nel caso in cui questi risiedessero
al di fuori del territorio della Contrada. I senesi le dettero il titolo di Principessa
del Palio. Il bando fu uno degli ultimi atti di Violante, che il 30 ottobre 1731,
a Firenze, salutò il mondo. Ma Siena porterà in alto il ricordo della Principessa
del Palio e le sarà grata per sempre.
VIOTTOLO DI BEPPE
Intorno agli anni 50, quando Giuseppe Gentili detto Ciancone era già nel pieno
della sua carriera, si iniziò a sentir parlare del viottolo di Beppe. Era considerata
la traiettoria perfetta che solo il fantino di Manziana (nellAlto Lazio, dove nacque
il 27 settembre 1917) era capace di impostare. Alcuni erroneamente sostenevano che
il viottolo di Beppe seguisse il percorso che il Carroccio disegna sulla pista prima
del Palio; per altri, sempre erroneamente, il viottolo era la strada più corta percorribile
dai cavalli, che solo lui era in grado di seguire. Il viottolo di Beppe in realtà
è la trasposizione in leggenda di quello che Ciancone fu il primo a fare: rendere
quella del fantino di piazza una vera e propria professione. Tra i tanti piccoli
particolari che il Gentili portò in Piazza, come ad esempio correre con le scarpe
da ginnastica, la principale innovazione fu la scientifizzazione delle traiettorie
della Piazza: il Gentili pose dei punti ideali di percorrenza e il modo per affrontarli.
Prendendo ad esempio in esame la curva del casato, il punto ideale di passaggio
(che era riferibile alla distanza dal colonnino del Casato) doveva essere affrontato
da centro pista, perché consentiva il minimo accenno per alzare il cavallo e la
miglior uscita dalla curva (ovvero non troppo larga). Per quanto fosse complesso
nella sua ideazione ma facile di realizzazione (una volta memorizzato era qualcosa
che veniva naturale), il viottolo di Beppe è rimasto, nellimmaginario collettivo,
una traiettoria tanto misteriosa e sacra, sempre posta come modello ideale ad
ogni giovane fantino.
VIRGINIA TACCI
Donna per eccellenza della storia senese. Corse un Palio alla lunga per la Contrada
del drago il 15 agosto 1581. Il Palio, corso da sette Contrade, fu organizzato dalla
Contrada dellAquila e molto probabilmente dedicato alle donne senesi. Pare che
il regolamento di quel Palio stabilisse che ogni Contrada dovesse correre con un
giovanotto: il Drago presentò alla corsa la villanella quattordicenne Virginia Tacci.
Pur non vincendo il Palio (che fu vinto dallOnda), Virginia riscosse molto clamore
e successo tra i senesi e soprattutto tra le donne, tanto che negli anni successivi
il Comune di Siena provò ad incoraggiare le donne ad emulare le gesta di Virginia.
Il governatore del Drago, il Conte di Montauto, oltre ad elogiare la ragazza in
maniera pubblica, le regalò anche un cavallo. Si dovrà aspettare il 1957 perché
unaltra donna corra il palio, ma nessuna sarà mai ricordata come la giovane villanella.
Chissà se un giorno ci sarà unaltra Virginia che per la bravura nellarte di andare
a cavallo farà nuovamente innamorare i cuori dei senesi.
VIA RINALDINI
E la sola via da cui è concesso laccesso al cortile del Podestà, scendendo la
discesa di San Martino, da parte dei cavalli e dei barbareschi, in occasione delle
prove.
VICARIO
Aiuta il priore nella conduzione della Contrada. Di solito sono tre, e possono essere
utilizzati anche come sovrintendenti a qualche gruppo o attività della Contrada.
Alcune Contrade hanno anche lusanza di nominare alcuni pro-vicari, ovvero una sorta
di vice vicario.
Z
ZERO
E' la fase di uscita dall'ancalena. Quando l'alfiere ha fatto alcune volte "l'otto"
con la bandiera maneggiata da dietro le spalle, per favorire l'uscita dalla posizione
si esegue un giro circolare con la bandiera che prende il nome di "zero".
ZOPPIA
Alterazione del movimento del cavallo in relazione alle diverse andature. Generalmente
le zoppie sono associate ad innalzamento della testa e del collo dellanimale che
scaricano il peso del corpo dall'arto malato facendo la funzione del bilanciere.
Si riconoscono 4 gradi di zoppia: 1° grado: la zoppia si evidenzia solo al trotto;
2° grado: al passo si nota una leggera alterazione del movimento senza che si osservino
chiare oscillazioni della testa; 3° grado: la zoppia é evidente sia al passo che
al trotto; 4° grado: si osserva mancato appoggio dell'arto colpito. Esiste un tipo
di zoppia non provocata da dolore (zoppia non algica) che può essere causata da
un arto più corto o alla fusione di due capi articolari . E importante sapere se
la zoppia è causata da dolore perché in questo caso la legge vieta di far lavorare
lanimale. Le zoppie si dividono inoltre in zoppia dell'anteriore o del posteriore:
nel primo caso la testa si alza quando viene poggiato a terra l'arto malato, nel
secondo nella fase di appoggio dell'arto malato la testa si abbassa e contemporaneamente
si può osservare l'innalzamento esagerato dellanca corrispondente; zoppia a freddo
o a caldo: sono dette a freddo quelle evidenti subito all'inizio del lavoro, a caldo
quelle che si manifestano durante o dopo il lavoro; zoppia di appoggio o di movimento:
le prime si rendono evidenti nel momento in cui il cavallo carica il peso o quando
atterra sull'arto malato, le seconde sono evidenti durante l'oscillazione di questo
; zoppie miste: sono evidenti sia in appoggio che in movimento; zoppie alte e basse:
se riguardano la parte superiore o inferiore dell'arto.
ZOPPIA A CALDO
Che si manifesta nel cavallo al termine di una corsa
ZUCCHINO
Elmetto di rame o carbonio di forma ovoidale, largo davanti e stretto dietro, che
indossano i fantini per il Palio. Ha dei paraorecchi di cuoio e metallo e si allaccia
con dei nastrini sotto il mento del fantino. Lo zucchino è decorato con i colori
della Contrada e oggi sono hanno svariate decorazioni in quanto vengono dipinti
a mano. Nei musei di Contrada sono ancora conservati degli zucchini di metallo,
magari danneggiati dopo qualche nerbata o caduta. Oggi sono stati oggetti di diverse
critiche in quanto, non essendo omologati con norme di sicurezza, in seguito a cadute
i fantini hanno perso lo zucchino.