Il viaggio di tre ragazzi per sostenere la lotta alla distrofia muscolare

RakiRush

RakiRush

“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”: è questo il motto di Aldi, Antonio e Matteo, ovvero i RakiRush. Ed uno dei loro tanti sogni sta per uscire fuori dal famoso cassetto in cui è rimasto rinchiuso per tanto tempo. E’ partito all’alba di questa mattina (domenica 21 settembre), infatti, il loro “viaggio per la distrofia muscolare”: i tre senesi, ideatori di questa particolare iniziativa, visiteranno sette Paesi in nove giorni. Lo scopo è quello di raccogliere fondi da donare al Centro Dino Ferrari per la ricerca di nuove cure per la distrofia, appunto.

Quando è nata quest’idea?

“L’idea è nata qualche mese fa, è la nostra prima avventura. Ci conosciamo sin da piccoli e siamo cresciuti condividendo la stesse passioni tra cui quella di viaggiare. Dunque abbiamo pensato che potesse essere una buona, ma anche originale, idea approfittare di questa nostra passione comune per raccogliere fondi per una causa che ci sta molto a cuore”.

Perché proprio la distrofia muscolare?

“Un nostro caro amico, Mihay, è affetto da questa rara malattia e vivere a contatto con lui ci ha fatto capire quanto sia importante dare un contributo per aiutare la ricerca di nuove cure. Noi ci proviamo”.

Quali saranno le tappe fondamentali di questi dieci giorni?

“Siamo partiti questa mattina da Siena, in macchina. La prima tappa sarà la Slovenia dove visiteremo le grotte di Potumie. Quindi il parco di Plitvice e tutta la costa della Croazia. In Bosnia faremo visita al piccolo paesino di Mostar e a Sarajevo. Poi vedremo il Durmitor Park in Montenegro, fino ad arrivare in Kosovo ed Albania”.

Il tutto sarà raccontato da un video-diario giornaliero che sarà pubblicato sul vostro canale di Youtube. I fondi ricavati dalle visualizzazioni dei video saranno devoluti al Centro Dino Ferrari. Ma esiste un altro modo per donare?

“Assolutamente sì. Sulla nostra pagina FaceBook (ci trovate con il nome RakiRush) c’è il link della campagna che abbiamo lanciato su IndieGogo. Donare è facilissimo e molto veloce. Anche una piccola donazione può cambiare le cose e aiutare la ricerca. L’obiettivo è sicuramente quello di raccogliere più fondi possibile da donare al Centro Dino Ferrari”.

Questo viaggio rimarrà un caso isolato? O esistono già altri sogni da tirare fuori dal cassetto?

“I sogni non finiscono mai. E abbiamo in mente altre mete da visitare ed altre campagne benefiche da lanciare. Il prossimo anno ci piacerebbe fare il Cammino di Santiago, ad esempio”.