I paracadutisti si mobilitano per chiedere la liberazione dei sott’ufficiali del Reggimento San Marco

A seguito della grave e triste vicenda che vede coinvolti i due sottoufficiali del Reggimento «San Marco», il maresciallo Massimiliano Latorre e il sergente Salvatore Girone, ingiustamente e illegalmente detenuti in un carcere indiano, sabato 17 marzo, l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia sezione di Siena , dopo l’iniziativa di esporre il tricolore legato al centro presso i propri locali di via dei Pispini 166, intraprende un’altra civile e pacifica iniziativa a favore dei commilitoni del Reggimento «San Marco» davanti alla Prefettura (Piazza del Duomo) alle ore 10,30 .

Questa iniziativa si svolgerà contemporaneamente presso tutte le prefetture dei capoluoghi di provincia italiani nelle quali si recheranno i paracadutisti dell’Associazione, ed i cittadini che ad essi si vorranno unire, per consegnare due missive al Sig. Prefetto affinché le faccia pervenire rispettivamente ai due sott’ufficiali del «San Marco» ed al Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri.
Di seguito riproduciamo il testo della lettera indirizzata al Presidente del Consiglio:

Sig. Presidente,

                        i paracadutisti, dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, in perfetta fraternità d’armi a tutti i componenti della nostra gloriosa Marina Militare, manifestano tutto  lo sconcerto e il loro grande disappunto rivolgendoLe un pressante appello affinché intraprenda  tutte le azioni possibili, nessuna esclusa, perché i due sott’ufficiali  del Reggimento «San Marco»,  il maresciallo Massimiliano Latorre e il sergente Salvatore Girone, ingiustamente e illegalmente detenuti in un carcere indiano, vengano quanto prima rilasciati e possano far rientro in Patria. Garantendo loro tutti i diritti di cittadini italiani e militari comandati in missione antipirateria,  secondo quanto stabilito dal nostro sovrano ordinamento

     L’ inaccettabile vicenda dell’arresto e della carcerazione dei due fucilieri di Marina, mortifica tutti gli italiani e soprattutto i nostri militari, che in diuturno servizio di missioni di mantenimento della pace e a rischio continuo delle loro vite, ricevono anzi subiscono, con questa vicenda, un gravissimo e inaccettabile oltraggio, insieme a tutta la Nazione che è loro vicina.

Folgore !

                                  La sezione di Siena dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’ Italia

5 Commenti per “I paracadutisti si mobilitano per chiedere la liberazione dei sott’ufficiali del Reggimento San Marco”

  1. Carlo

    Condivido quanto scritto da Claudio Matto Rosafio, in quanto sono anch’io del 4° /47 RT del Battaglione San Marco – Grazie a tutti quelli che partecipano a queste iniziative.

  2. ignazio varvaro

    Tengo a precisare che il ministro della difesa non è un professorino, ma l’ammiraglio Di Paola!

    Liberi subito!

  3. La vita dei nostri militari sempre al disopra di qualsiasi altro interesse.
    A testa alta ragazzi! Sempre e ovunque.

  4. massimo

    la gestione di questa crisi diplomatica è l’ennesima dimostrazione della
    incapacita’ di questo governo di professorini universitari di una politica
    estera coerente con le tutele degli interessi nazionali.
    siamo un paese a sovranita’ limitata , di nessun peso politico in ambito internazionale e pertanto soggetti a ricatti, mi auguro che i ns militari del
    San Marco non debbano pentirsi di aver scelto questa professione,perchè
    non vedo nel governo il minimo impegno per la loro liberazione e tutela
    giuridica, che poi dovrebbe essere anche quella dei ns interessi nazionali

  5. Sono un sottufficiale del “San Marco”, e desidero esprimere tutta la mia gratitudine ai Fratelli Paracadutisti. I Parà sono Camerati veri, dove la parola non va vista in senso politico, ma lato, perché solo con il cameratismo, quello vero, si riesce a superare ogni difficoltà. Grazie di cuore
    1° M.lloFCM/ANF Claudio Rosafio

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